Inno all’Amore

RE
Se parlassi le lingue degli uomini
LA4
Se parlassi le lingue degli angeli
SOL                     RE       LA
Ma, ma non avessi amore
RE
Se riuscissi a conoscere tutto
LA4
Se riuscissi a fare miracoli
SOL                  RE    LA4
Ma, ma non avessi amore

SI – LA4 SOL7+
Io sarei bronzo che rimbomba a
vuoto
SI – LA4 SOL7+
Non sarei nulla, nulla, nulla

RE
L’amore è paziente
LA4
L’amore è benigno
SI –
L’amore non si gonfia
L’amore non si vanta
SOL7+
L’amore non invidia
Sempre rispetta
RE
Se donassi tutti i miei beni
LA4
Se donassi la mia stessa vita
SOL RE LA4
Ma, ma non avessi amore

SI – LA4 SOL7+
Non servirebbe a nulla, a nulla, a nulla
RE

L’amore è paziente
LA4
L’amore è benigno
SI –
L’amore non si gonfia
L’amore non si vanta
SOL7+
L’amore non invidia
LA4
Sempre rispetta
SOL7+
Non cerca mai il proprio interesse
SI –
Non conta mai il male ricevuto
LA4
L’amore tutto scusa
L’amore tutto crede
SOL7+
L’amore tutto spera

SI –
Vediamo come in uno specchio
LA4 SOL7+
In modo imperfetto
SI-

Tutte le cose passeranno
LA4 SOL7+
Ma l’amore resta eterno

RE
L’amore è paziente
LA4
L’amore è benigno
SI –
L’amore non si gonfia
L’amore non si vanta
SOL7+
L’amore non invidia
LA4
Sempre rispetta
SOL7+
Non cerca mai il proprio interesse
SI –
Non conta mai il male ricevuto
LA4
L’amore tutto scusa
L’amore tutto crede
SOL7+
L’amore tutto spera
RE
E tutto sopporta

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Music:
Debora Vezzani
Adattamento testo:
Debora Vezzani
Arrangiamento:
Saverio Grandi
Video:
Gabriele Bega

Link canto https://bit.ly/2ZYalmG

Pazienza

Chiunque abbia studiato canto o uno strumento musicale sa che per poter suonare o cantare deve necessariamente fare tanto esercizio con costanza, passione e… tanta pazienza.
Noi spesso ci illudiamo di suonare subito bene, magari seguendo un tutorial invece di un maestro perché oggi è più economico, più semplice, senza che nessuno ci rimproveri o ci corregga. Da soli usiamo le nostre capacità per soddisfare un nostro bisogno nel modo più veloce possibile. Alle nostre orecchie tutto sommato sembriamo bravi. E invece? Cosa arriva veramente a chi ci ascolta? La realtà è diversa: note non pulite, stonature, quanti rumori strani al posto dei suoni, una musica senza anima.

Per poter eseguire al meglio un brano serve necessariamente ascoltare i suggerimenti del maestro e provare e riprovare superando difficoltà, facendo mille errori e con la paura di non farcela. L’esercizio quotidiano ci permette di migliorare non solo tecnicamente ma anche di esprimere ciò che abbiamo dentro, di comunicare qualcosa di personale, di emozionare e far emozionare gli altri. Sembra facile e invece quanta fatica, quanta pazienza.

Così anche il servizio in Clan e Fuoco. Noi attraverso il nostro cammino di Rover e Scolte non solo impariamo e miglioriamo le tecniche scout ma impariamo, attraverso il metodo, come trasmettere tutto questo. Per fare ciò occorre, come per la musica, tenacia, amore e pazienza.

Quante volte la Capo Fuoco o il Capo Clan ci ha detto di avere pazienza verso qualcuno? Cosa intendeva veramente?
Perché dovremmo avere tali attenzioni? Se accostiamo le parole amore e pazienza risuonano in testa l’inno alla Carità di san Paolo.
La prima definizione della Carità, dell’amore appunto, è la pazienza.

Quando decido veramente di suonare per gli altri e non per me stessa, di amare le persone che mi sono accanto non perché sono quelle con cui vado facilmente d’accordo, in quel momento divento dono.
Qualcosa cambia.

Allora servire l’altro con pazienza non è sopportare o aspettare con buonismo che le cose cambino, o ancora peggio essere tolleranti, ma decidere con umiltà, giorno dopo giorno, di provare a guardare quel mio fratello o sorella con occhi diversi. Riflettiamo… Nelle nostre comunità quanto veramente siamo pazienti o quanto siamo tolleranti?

Servire con amore paziente è forse questo: “io amo ciò che sei non ciò che dovresti essere per me”. (Epicoco)

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