Mens sana in corpore sano

B.P. nel donarci i cinque punti su cui si fonda quello che è divenuto anche il nostro metodo educativo, dopo il punto dedicato al “Carattere”, ha posto quello della “Salute e forza fisica”. Così facendo, ci ha invitato ad avere cura del nostro corpo, a ricercare un’alimentazione sana ed equilibrata, a riposarci correttamente ed a ricercare ritmi naturali di vita.
Tutto ciò, infatti, ci permette di “relazionarci” in maniera armonica con il creato, aiutandoci a vivere correttamente e serenamente la nostra sessualità e ad affrontare serenamente i singoli “scogli” che ci presenta la vita, come la fatica, la sofferenza, la malattia, finanche la morte.
Per affrontare queste ardue “sfide”, tuttavia, bisogna essere preparati e non lasciar nulla al caso: non possiamo permetterci di improvvisare, specialmente se si tratta del nostro corpo e se vogliamo continuarlo a considerare come il “Tempio dello Spirito”. Non potevo, quindi, che rivolgermi ad un esperto del settore e per evitare gli innumerevoli “Cucù e ciarlatani” che affollano il campo, mi sono rivolto ad un caro amico: il Dr. Alberto VENTIMIGLIA

“Caro Alberto, vorresti dirci chi sei?”
Sono un consulente in “Nutrizione e comportamento alimentare”, specialista in “Scienze dell’alimentazione e dietetica applicata”, naturopata e Personal Trainer, nonché relatore presso l’università UNIMEIER di Milano in tale ambito. In pratica, consiglio cosa mangiare e che tipo di allenamento seguire per migliorare il proprio aspetto fisico e mentale e per mantenersi in forma. Laureato anche in “Discipline dell’arte della Musica e dello Spettacolo”, nel 2015 la F.I.PE (Federazione Italiana Pesi) Coni mi ha conferito anche il titolo di Chinesiologo, iscritto al Registro nazionale. Il Chinesiologo è un esperto del movimento umano sotto tutti i più svariati punti di vista: sportivo, rieducativo, preventivo, amatoriale e ludico. In particolare, è colui che applica le proprie conoscenze scientifiche di biomeccanica, fisiologia e pedagogia del movimento per raggiungere gli obiettivi fisici che un utente si propone (es: postura, dimagrimento, perfomance sportiva, rieducazione funzionale, potenziamento muscolare, attività fisica adattata alle disfunzioni croniche e alle disabilità).
Scusate, l’elencazione dei titoli non è fine a sé stessa; è infatti, il modo con cui cerco di trasmettere agli altri la voglia di non arrendersi mai e cercare di tenere sempre allenati corpo e mente al fine di raggiungere mete sempre più difficili ma piacevoli.

Perché è così importante avere cura del proprio corpo?
Tutti noi siamo circondati dal benessere, dall’avanzare della tecnologia e pensiamo che tutto sia al nostro servizio. Personalmente ho sempre creduto che l’uomo debba contare sulla propria mente e sul proprio corpo, che devono necessariamente essere mantenuti nello stato migliore possibile, per garantirsi una esistenza degna di questo nome. Se il corpo e, aggiungerei, anche la mente, vengono curati con un’ottima alimentazione, con lo studio e con lo sport, sicuramente sarà più facile raggiungere degli ottimi traguardi nella vita e si avrà una maggiore possibilità di vivere più a lungo.

Perché è importante ricercare un’alimentazione sana ed equilibrata?
Il nostro corpo è come il motore di una macchina: se si inserisce il carburante sbagliato, la macchina si rovina o si rompe completamente. Se maltrattiamo il nostro organismo, ingurgitando quantità di cibi spazzatura come ad esempio quelli dei fast-food o come la maggior parte dei cibi industriali raffinati, o addirittura cuciniamo in maniera errata, friggendo o usando condimenti troppo pesanti, ecco che avremo dei problemi di salute. Se vogliamo avere il 100% dal nostro organismo, sarà necessario prendersene cura proprio con un’alimentazione sana ed equilibrata.

In cosa consiste un’alimentazione sana ed equilibrata?
In fondo non è difficilissimo mangiare bene. Se iniziamo ad evitare i cibi industriali, a mangiare con meno condimenti, usando metodi di cottura senza grassi né fritti, già sarebbe un passo avanti. Alla base dell’alimentazione, seguendo la nuova “piramide alimentare”, c’è lo sport, seguito da acqua, cibi integrali, verdure, frutta, pesce, carne e latticini. Tutto deve essere ben distribuito, giorno per giorno.

InchiestaOk. Ma come si fa ad amministrare un’alimentazione sana ed equilibrata? Io corro tutto il giorno e non mi fermo un attimo…
Ricordiamoci sempre che la nostra benzina è il cibo e che, quindi, non possiamo pensare di “mangiare al volo una cosa” senza poi pagarne le conseguenze. Il rapporto con il cibo, non solo per il nostro corpo ma anche per la mente, è importante. Non dobbiamo, o comunque non dovremmo, organizzare la giornata senza pensare alla divisione dei cinque pasti. Se penso solo a correre, senza pensare al mio corpo, questo prima o poi si ribellerà. In che modo? Ammalandosi.

Allora è per questo che nascono anche tanti disturbi alimentari?
La vita di tutti i giorni ed i ritmi frenetici che ci lasciamo imporre dalla società attuale sono riusciti a creare un essere umano molto debole, pigro, facile all’ozio e poco incline al sacrificio; tutto ciò è sbagliato. Oggi sono poche le famiglie che si siedono a tavola per il pranzo e per la cena, figuriamoci per la colazione. Esistono patologie come l’obesità, l’anoressia o la bulimia, o più semplicemente, ci si trova molto spesso di fronte a bambini con cattive abitudini alimentari che non mangiano frutta e verdura e hanno carenze vitaminiche. Purtroppo, le maggiori responsabilità di questa “errata educazione” risiedono, in primis, nella famiglia e poi nella società.
Per rispondere alla domanda, ritengo sia necessario che ogni educatore, genitori in testa, indirizzi i ragazzi al rispetto del cibo partendo dal principio del sedersi a tavola e concentrarsi su ciò che si ha nel piatto.
Magari spegnendo tutta la tecnologia che ci circonda mentre si mangia, soprattutto il televisore, che, distraendo dai segnali lanciati dal corpo e dall’appagante sensazione che deriva dall’atto di mangiare in sé, ci stimola a mangiare sempre di più. Un consiglio che do sempre ai miei interlocutori è che non serve nascondersi dietro ad un filo d’erba: se ci sono dei problemi, va sempre fatto presente – specialmente ai propri genitori.
A tal proposito, invito tutti a farsi avanti con coraggio ed a parlare dei propri disturbi alimentari perché si possa essere aiutati.

È vero che un’intensa attività fisica può supplire anche ad un’alimentazione disordinata?
Assolutamente no! Alimentazione e attività fisica devono “viaggiare” sempre insieme. Non si può pensare di iniziare una dieta o di seguire una buona alimentazione senza fare sport o al contrario, non si può pensare di ottenere un’ottima perfomance sportiva mangiando male. Un’ottima alimentazione serve non solo a garantirci una prestazione sportiva eccellente, ma ci aiuta anche a prevenire le infiammazioni muscolari ed a vivere meglio.

Come si aumentano le proprie performances psico-fisiche?
Insegno da quasi vent’anni e continuamente mi viene posta questa domanda. Vorrei chiarire un concetto fondamentale per tutti ed in particolar modo per gli sportivi: seguite una buona alimentazione, allenatevi tanto, dormite bene e tenete accesa la mente ma non cadete nella tentazione di seguire inutili scorciatoie, usando sostanze illegali come gli ormoni anabolizzanti. Le sostanze che rientrano nella categoria doping, credetemi, lasceranno nel vostro corpo solo problemi. Cerco di aiutare tantissimi ragazzi che hanno fatto uso di doping e che mi chiedono consigli per allenarsi in maniera sana e naturale, perché hanno riscontrato problemi dagli ormoni che si sono iniettati nel corpo o da sostanze illegali che hanno ingerito.
Solitamente, i problemi di salute post doping sono: danni al fegato, ai reni, alle ghiandole, al cuore, alla circolazione, alle ossa, all’apparato riproduttivo e muscolare e una forte dipendenza. Sono stati riscontrati anche casi di cancro dovuti all’uso di steroidi anabolizzanti. Bisogna sempre tener presente che l’importante non è vincere ma saper affrontare i problemi e non arrendersi. Il segreto è accettare se stessi e cercare di migliorarsi con le proprie forze.

Posto che l’alimentazione si basa su principi, allora tutti possiamo mangiare le stesse cose ed alla stessa maniera?
Ogni individuo ha un metabolismo e un corpo diverso da un altro. In una società multiculturale come quella di oggi, non si può pensare di avere una sola alimentazione e di mangiare tutti la stessa cosa.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità aggiorna ogni anno le linee guida per una corretta alimentazione ma bisogna sempre analizzare se un individuo ha degli specifici problemi alimentari, perché in tal caso non potrà mangiare come un altro ma dovrà variare la propria alimentazione, magari facendosi affiancare da un professionista.
L’essere umano è bello, appunto, per la sua varietà; ci sono persone che agli occhi di altri potrebbero sembrare strane perché mangiano cibi diversi, perché magari provenienti da Paesi diversi. Bisognerebbe aprire la mente, cercare di accettare, comprendere e magari imparare dagli altri, senza giudicare.

In base a cosa deve essere variata l’alimentazione?
Sicuramente in base alle esigenze di ogni persona. Ci sono tanti fattori che entrano in gioco: l’età, il sesso, le patologie, qualora ce ne siano, le abitudini e i gusti alimentari.

C’è un modo di supplire all’alimentazione, ad esempio in quelle situazioni limite in cui, nonostante la necessità di rendere una notevole performance fisica è difficile l’approvigionamento di cibo?
A meno che non ci si trovi in una situazione estrema di sopravvivenza, credo sia impossibile non potersi procacciare gli alimenti necessari per alimentarsi giornalmente e correttamente.
Se però dovessimo affrontare una situazione border- line, ad esempio, nel vostro caso, una difficile escursione, una camminata in montagna o nei boschi, una route/campo mobile, sicuramente il primo consiglio è quello di curare in particolar modo l’idratazione, soprattutto se si sale in quota ed al freddo, dove ci si disidrata prima. I liquidi necessari possono essere assunti bevendo acqua, the, infusi di frutta, succhi di frutta allungati con acqua.
Affrontando la camminata senza aver bevuto acqua, si subirà dapprima un calo di prestazione e poi si avranno difficoltà nel compensare i liquidi, pur continuando a bere. Ricordatevi che quando avete sete è già tardi.
E’ bene, quindi, fare attenzione all’alimentazione prima e durante la nostra camminata, per non trovarci in difficoltà. E’ importante fare attenzione alla scelta degli alimenti, che devono essere digeribili, energetici quanto basta e protettivi verso le sostanze tossiche che produce il nostro organismo durante l’attività fisica e metabolica; quindi non possono mancare cibi ricchi di antiossidanti. Nella dieta di ogni escursionista devono essere presenti le vitamine antiossidanti come la C, la A e la E. Durante lunghe e impegnative camminate, in particolare a quote alte, consumiamo una quantità elevata di vitamina C, quindi è importante incrementare il consumo di frutta, come mele, frutti di bosco, agrumi…
Nel nostro zaino dobbiamo avere sempre almeno una mela. Anche durante una semplice passeggiata sarebbe bene bere acqua ogni 15 – 30 minuti nella prima ora di sforzo; se è freddo meglio un the alla frutta non zuccherato. Dopo un’ora meglio assumere acqua con succo di frutta, the con miele per aiutare a mantenere costante il livello della glicemia e non avere un calo delle energie.
Importante è non esagerare con l’aggiunta di zuccheri, perché anche l’eccesso degli stessi provoca un abbassamento della prestazione, facendoci rallentare. La prima colazione deve essere abbastanza sostanziosa, da consumare e terminare almeno un’ora prima di iniziare la camminata; se si tratta di un pranzo, deve essere terminato almeno due ore prima.

Ma allora non c’è via di scampo? Bisogna rassegnarsi ad aver cura della propria alimentazione e del proprio corpo.
Non è una cosa difficile, se educhiamo noi stessi alla cura del proprio corpo e se lo facciamo quotidianamente, diventerà abitudine e piacere.
Se vogliamo bene a noi stessi, alla nostra salute e vogliamo vivere meglio, è importante seguire delle regole comportamentali, alimentari e salutistiche ben precise.

Mi parli un pochino del tuo rapporto con la disabilità?
Non credo che esista la disabilità: questa parola è detta da colui che guarda ma non da chi la vive. Un disabile lotta più di chiunque altro, affronta la vita con più difficoltà ma non si arrende, cerca di vedere il bello delle cose e, nonostante sembri avere una marcia in meno, in realtà ne ha una in più: ha voglia di vivere la vita con tutte le sue sfaccettature, belle e brutte.
Io ho un fratello più piccolo con la sindrome di down e credo di imparare più cose da lui che da chiunque altro. Penso che non dovrebbero esistere barriere, tabù o pregiudizi. Se ci fermiamo a guardare il colore della pelle, quando crediamo che un disabile sia solo un disabile, quando isoliamo una persona timida, quando insultiamo gratuitamente qualcuno per fare i bulli, quando non rispettiamo gli altri per il loro pensare, quando non difendiamo i più deboli, allora abbiamo perso, siamo solo degli esseri superficiali piantati nella nostra ignoranza.
Se invece guardassimo oltre, potremmo accorgerci che, in realtà, quella persona con la pelle diversa dalla nostra è uguale a noi, che quello che chiamavamo “disabile” ha più spirito e voglia di vivere di noi. Potremmo accorgerci che quel timido forse potrebbe essere un buon amico, che fare il bullo in realtà è solo un modo di mettere in mostra la propria ignoranza, che rispettando il pensiero degli altri forse potremmo imparare che, nella vita, ognuno ha un modo di vedere le cose e che pensare in maniera diversa può essere interessante e può far riflettere.
Cercate di frequentare anche chi ai vostri occhi sembra diverso, non abbiate tabù, parlate con tranquillità, non fatevi condizionare dall’aspetto esterno.

Grazie Alberto! Vuoi aggiungere altro?
Sono io che vorrei ringraziarvi, facendo dono (spero gradito) di una guida online sull’alimentazione per tutte le età fornita dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), della quale sostengo la costante opera preventiva, che, come avrete avuto modo di verificare, traspare anche dalle mie risposte.

Michele Zoncu

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