Estote Parati… a votare in Europa

Nel 1956, solo pochi anni dopo dalla fine della seconda guerra mondiale, la pace in Europa sembrava di nuovo instabile. In quell’anno, una trentina di giovani tedeschi si disse che era impossibile ricominciare ogni 20 anni a battersi gli uni contro gli altri, mentre milioni di orfani aspettavano il loro turno per partire per una nuova guerra. Quei giovani decisero allora di cercare di realizzare una comprensione migliore fra tutti i giovani europei, per il bene comune dell’Europa¹. Quei giovani erano i capi scout fondatori della nostra Federazione dello Scoutismo Europeo, quella che fra i suoi principi conta: “Fedele alla sua Patria, lo Scout è per l’Europa fraternamente unita”.

Le nostre origini, e questo nostro principio, sono i motivi per cui non possiamo non votare alle elezioni del Parlamento Europeo che si svolgeranno alla fine di maggio.

ATTENZIONE: questa affermazione non è né un’approvazione incondizionata dell’Unione Europea né una sua condanna, e men che meno un invito a votare un qualsiasi partito! La “Europa fraternamente unita” che promettiamo di servire e realizzare è unita nell’evangelizzazione e nei valori, indipendentemente da qualsiasi forma politica o programma di partito, da Bruxelles in giù. L’unico scopo di queste pagine è ricordare perché noi abbiamo un motivo in più per sapere certe cose e per votare, e fornire una brevissima spiegazione tecnica di cos’è l’Unione Europea e di cosa si vota a maggio.

Perché votare?
Il primo motivo lo abbiamo già detto: perché siamo Guide e Scout d’Europa. Il secondo motivo è che non è affatto vero che votare non cambia niente. Chi ancora ci crede non deve far altro che guardare al caos della Brexit, votata da una minoranza (37%) degli aventi diritto, grazie a un 28% di astenuti, in parte non trascurabile giovani, che non si sono resi conto di quanto una cosa del genere fosse importante soprattutto per loro. Il terzo motivo è che oggi, che piaccia o no, quasi nessuna nazione può farcela da sola a rimanere rilevante e a migliorare davvero le sue condizioni. Sicurezza, migrazioni, cambiamenti climatici e protezione dei consumatori sono solo alcune delle cose buone o cattive che si possono realizzare (o bloccare!) efficacemente solo lavorando anche, o soprattutto, a livello europeo. Di conseguenza, questa e le prossime elezioni europee saranno più importanti di quelle passate, non meno. Qualunque cosa si voglia dall’Unione Europea (inclusi aumenti o diminuzioni dei suoi poteri), ci si può arrivare prima mandando anche a Bruxelles chi la pensa come noi.
Perché il quarto motivo per votare alle Elezioni è legato alla vera natura e scopo dell’Unione Europea così com’è oggi. Si dice che “l’Unione Europea è progettata in modo da essere irreversibile, al fine di prevenire le guerre in Europa”. Quando entrano nella UE (o nei suoi predecessori) gli Stati smettono di fare la guerra con gli altri membri.
È questo che, come mostra la figura, ha assicurato a quegli stessi stati ormai settant’anni senza guerre reciproche, il periodo più lungo degli ultimi cinque secoli. “Il fine dell’Unione Europea è la pace” attraverso mercato unico, regolamenti comuni, Euro e via dicendo. È innegabile che, in un certo senso, si tratta di una pace “imposta” dall’alto (così come quasi tutte le guerre, d’altra parte). È innegabile che, nelle migliaia di argomenti che tratta,
non ha scelto sempre la soluzione migliore per tutti. Ma sarebbe assai difficile negare che, in media e nel lungo periodo, “costa meno, e funziona molto meglio”, di qualsiasi altro sistema provato finora. Per questo è essenziale sapere come funziona la UE, e indirizzarla nel modo migliore.

Principali organismi dell’UE
L’Unione Europea opera per mezzo di parecchie decine di organizzazioni. Quelle più importanti, che sono anche quelle più interdipendenti e più facili da confondere, sono quattro. Per questo, anche se a maggio si vota soltanto per una, è utile descriverle tutte.

La Commissione Europea, composta da un “commissario” per ogni stato membro, è il braccio esecutivo e politicamente indipendente dell’UE. Oltre a realizzare le varie politiche comuni, propone nuove leggi europee, assicura il rispetto di quelle approvate e assegna i finanziamenti europei.

Il Consiglio dell’Unione Europea è composto dai ministri dei governi di ciascuno stato membro. Insieme al Parlamento Europeo propone le leggi dell’UE e ne approva il bilancio annuale. Basandosi sulle proposte della Commissione Europea, coordina le politiche interne dei singoli Stati e attua la politica comune estera e di sicurezza. Il Consiglio dell’UE, inoltre, firma accordi tra l’UE e altri paesi o organizzazioni internazionali in base agli orientamenti del Consiglio Europeo.

Il Consiglio Europeo è composto dai capi di Stato o di governo dei Paesi membri, più il presidente della Commissione europea e un Alto Rappresentante per affari esteri e sicurezza. Il suo compito è definire l’orientamento politico generale e le priorità dell’UE. In pratica, il Consiglio Europeo delinea la politica comune europea per affari esteri e sicurezza, nomina le cariche europee più importanti e gestisce direttamente le questioni complesse o delicate come la Brexit.

Parlamento Europeo: è il principale organo legislativo della UE, composto da parlamentari eletti ogni cinque anni, più o meno negli stessi giorni, direttamente da tutti i cittadini della UE. Il Parlamento Europeo ha 751 membri (705 dopo la Brexit). Il numero di europarlamentari di ogni stato è proporzionale alla sua popolazione (l’Italia ne ha 73). All’interno del Parlamento, gli europarlamentari non si raggruppano in base alla nazionalità, ma per orientamenti politici comuni. Le funzioni principali del Parlamento Europeo sono:
• Preparare e adottare le leggi dell’Unione Europea, insieme al Consiglio dell’UE;
• Elaborare e approvare il bilancio di lungo periodo dell’UE;
• Decidere su accordi internazionali e accettazione di nuovi Stati;
• Svolgere un controllo democratico su tutte le istituzioni dell’UE;
• Eleggere il presidente della Commissione Europea
• esaminare le petizioni dei cittadini.

Riassumendo…
Dire che qualcosa “ce la chiede l’Europa” non è esatto. Chi ce lo chiede sono persone inviate da noi, direttamente (nel Parlamento) o indirettamente (perché ministri e capi di governo vengono nominati da chi eleggiamo noi).
Gli europarlamentari hanno un potere enorme, nel bene e nel male, e sono gli unici “dirigenti” centrali dell’Unione Europea che possiamo scegliere direttamente.
Rinunciare a scegliere i più vicini alle proprie idee, quali che siano, non ha senso. Soprattutto per noi. Verificare gli “euromiti” (vedi “Risorse”) e prepararsi a votare in Clan, Fuoco e comunità capi è una delle attività più importanti che potreste fare quest’anno, o nei prossimi.

Nota: 1 Sintesi da “Storia UIGSE-FSE”, Attilio Grieco
http://centrostudi.fse.it/storia-uigse-fse/

Risorse per saperne di più:
• Euromiti: https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_it
https://blogs.ec.europa.eu/ECintheUK/euromyths-a-z-index/ (in Inglese)
• Funzionamento delle istituzioni europee
https://europa.eu/european-union/about-eu/institutions-bodies_it
www.ilpost.it/2018/07/13/consiglio-europeo-consiglio-unione-europea

Marco Fioretti

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