GMG a Cracovia: il coraggio di seguire Gesù.

Un’ emozione meravigliosa… meravigliosa al punto tale che sembra di non riuscire a trovare le parole giuste per descriverla.
Siamo Selene e Serena due ragazze scout che la notte del 24 luglio sono partite per questa nuova avventura tanto desiderata.
Nonostante la pioggia, che non è mai mancata, noi sentivamo che il sole lo avevamo dentro. Anche i volti dei milioni di ragazzi incontrati erano pieni di luce e ciò che più portiamo nel cuore è proprio il loro sorriso. La gioia è stata senza dubbio la protagonista delle nostre giornate; una gioia vera e troppo grande: la gioia di Gesù. Nei volti degli altri riconoscevamo i nostri fratelli perché ci sentivamo tutti uniti da quello che è un amore più grande.
Siamo partiti insieme agli scout di Roma e Forlì con i quali abbiamo condiviso 22 ore di viaggio, in cui la gioia dello stare insieme ha sicuramente preso il sopravvento sulla stanchezza. Insieme a loro e con altri scout provenienti da tutto il mondo abbiamo avuto il dono di fare servizio potendo essere così d’aiuto per il nostro prossimo e poter sperimentare in modo più concreto la misericordia del Padre.
I primi due giorni li abbiamo vissuti con quell’euforia tipica di chi sta per vivere una nuova avventura.
Non sapevamo bene cosa aspettarci, ma eravamo certe che sarebbe stato un gran successo perché Gesù non fallisce mai! Infatti come detto dal Papa “Quando Gesù tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi sono capaci di azioni veramente grandiose”. È stato solo durante la messa d’apertura che ci siamo rese conto, vedendo il mare di persone lì presenti, quanti giovani eravamo. Dire che è stato bello sarebbe riduttivo, perché nessun aggettivo può comparare l’emozione di far parte di quel mare di gente che acclamava il nome di Gesù.
Spesso nella nostra città è facile sentirsi pesci fuor d’acqua, ma in questa situazione abbiamo capito che vale la pena esserlo! A Cracovia nessuno di noi era un pesce fuor d’acqua ma eravamo tutti immersi in un fuoco d’amore. E ora parliamo dell’arrivo del Papa… che dire? Un tempo di grazia, i nostri occhi brillavano di gioia e l’emozione è stata talmente forte da non riuscire a trattenere le lacrime.
Vedere il Papa che passando ti fa “ok” con la mano è stato per noi gesto simpatico ed immediato per farci sentire la sua vicinanza. Un mega abbraccio con la nostra comunità è stata la manifestazione della nostra emozione e dell’amore del Signore.
Quello che più ci ha colpito del discorso del Papa è stato il suo spronarci ad andare contro corrente verso la via della Santità. Quindi così come ha detto Lui di indossare gli scarponcini… e che dire?! Noi gli scarponcini li abbiamo già ai piedi! Durante il pellegrinaggio di circa 15 Km abbiamo sperimentato ciò che significa vivere il Vangelo. Gli abitanti del posto hanno aperto le loro case per farci bere, mangiare e rinfrescare. Nel cammino nessuno di noi ha dato grandi segni di cedimento perché la vera felicità era nell’aria, il sorriso sempre nei nostri volti e come dice il nostro fondatore BP: “un sorriso fa fare il doppio di strada di un brontolio”.
Ed eccoci alla veglia. Noi che ormai avevamo vissuto e stavamo vivendo il nostro sogno! Il Papa ci ha detto che bisogna avere coraggio per seguire Gesù e noi vogliamo averlo perché troppo belle e forti sono state le emozioni finora provate e noi vogliamo continuare a sperimentarle. Le emozioni non sono di certo finite, l’adorazione serale è stata il modo migliore per sentirci in comunione con Gesù, in modi e in lingue diverse tutti abbiamo adorato colui che ci aveva riunito in così tanti per vivere un’esperienza grandiosa. Ora siamo sedute qui con un po’ di nostalgia a tentare di scrivere le forti emozioni che la GMG ci ha lasciato e di sicuro porteremo sempre nel cuore. I perenni canti e cori hanno contribuito a creare quell’armonia nell’aria che da subito ci ha trasportato nel vivo di quelle giornate. Una cosa è certa: Gesù ha toccato il nostro cuore e vogliamo salutarvi con l’augurio che possa toccare anche il vostro.

Selene Compagni e Serena Zuccalà
Priverno 1

a cura di Elena Bratti

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