Evangelizzare: un ottimo investimento.

Tante volte ho sentito questo verbo, Evangelizzare, ma il suo utilizzo e la sua funzione non l’ho mai davvero presa in esame.
Un po’ perché nel linguaggio comune o quotidiano non si usa frequentemente e poi anche perché ho sempre attribuito un valore molto alto a coloro che lo utilizzano e per lo scopo che viene impiegato. Evangelizzare mi fa pensare gli ultimi Papi che si sono succeduti e che abbiamo conosciuto, Papa Giovanni Paolo II che con la GMG ha portato la parola di Dio in mezzo ai giovani di tutto il mondo, Papa Benedetto XVI che ci ha insegnato la Fede Cattolica, Papa Francesco e le sue attenzioni agli “ultimi”. Di loro penso a quanto ci hanno detto e mostrato con la loro vita, quante volte ci hanno Evangelizzato la parola di Dio. Lo stesso termine, per andare un po’ più indietro nella storia mi riconduce a San Paolo, nostro Patrono, che con la sua vita ed il suo agire, ha Evangelizzato terre e popolazioni che incontrava lungo il suo camminare, lungo la sua Strada…

Ma Evangelizzare cosa significa?
Credo che la traduzione più corretta possa essere
“una RELAZIONE che conduce,
che guarda, verso Dio”

Relazione, è stato il tema sul quale si è poggiato lo scorso anno associativo, un argomento che ci ha pervasi di domande e che ci ha messo alla prova. È un argomento talmente presente nel nostro quotidiano che ci siamo riscoperti a dover valutare o in alcuni casi, rivalutare, alcuni aspetti delle nostre relazioni, se non le relazioni stesse che ci trovavamo a vivere. Fisica, spirituale, esperenziale, conflittuale, matrimoniale, virtuale, lavorativa, stiamo sempre parlando di relazione. In funzione ai tanti tipi di relazioni a cui siamo sottoposti, credo che ancora una volta sta a noi scegliere la strada che vogliamo seguire. Alcuni tipi di relazioni sono impostate sulla presenza, tralasciando il senso o addirittura l’essere, in altre non è richiesto il mettersi in gioco, in altre basta seguire solo i propri desideri e le proprie necessità ed il gioco è fatto. Vi chiedo invece quale tipo di relazione vale la pena vivere.
Non voglio le vostre risposte, desidero solo che questo articolo vi muova qualcosa dentro e mi piacerebbe che alla fine della lettura ci possiamo lasciare con una “serena Inquietudine” che guardi a cosa abbiamo dentro e che possiamo confrontarlo serenamente con ciò che ci sta intorno. A mio avviso, credo che le relazioni sia importante viverle dando loro il significato che meritano. Impiegherei attenzioni a quelle relazioni autentiche che mettono in gioco la propria persona, quella parte che non troppo spesso andiamo a toccare, a disturbare.
Avere delle relazioni autentiche ci occorre per svariate ragioni, prima fra tutti è che una relazione di questo genere ci rende appagati e felici. Tutti i soldi del mondo, il lavoro più bello, tutti i beni materiali del mondo… non hanno molta importanza se poi ci ritroviamo soli, senza relazioni intime e sincere.
Abbiamo un profondo bisogno a livello umano di questo tipo di relazioni, non c’è dubbio che ci rendono più felici, anche se a volte complicano un pó la vita. Questi rapporti ci consentono di avere nuove opportunità, ci rendono più creativi, ci allenano ad apprezzare il prossimo nella sua unicità e ci consentono di esercitare uno dei servizi più importanti di un rapporto: l’ASCOLTO. Quante volte iniziamo male una relazione perché non ascoltiamo l’altro, non lo capiamo, non riusciamo ad interagire con lui, non comprendiamo ciò che ci vuole dire, non riusciamo a comprendere le sue criticità né tantomeno i suoi talenti, soltanto perché non lo si ascolta.
Cari ragazzi, vi invito a prendere in esame l’EVANGELIZZAZIONE come un percorso importante della vostra vita. Distrattamente magari non ve ne siete accorti ma ciò che fate all’interno delle vostre comunità, che sia quella lavorativa, quella familiare, quella matrimoniale o quella all’interno delle vostre comunità scout, di fatto parlano di evangelizzazione.
Non dimenticate il percorso più significativo per noi Cristiani, una strada spesso tortuosa che si inerpica per dislivelli e che ci fa presagire che andare in quella direzione comporterà un impegno fisico, mentale e spirituale per poter arrivare alla sommità.
Sto parlando della nostra relazione con Dio che è iniziata tanto tempo fa, ancora prima di essere messi al mondo. Gesù ci parla, ci racconta del Regno di Dio, ci evangelizza una relazione che porta diritta a Lui. Gesù si serve della sua semplicità d’uomo messo sulla terra per venirci a salvare, si serve degli Apostoli, dei Santi, ma anche delle persone di tutti i giorni come dei nostri genitori, dei nostri amici, dei nostri assistenti spirituali, di qualche Capo Scout, dei ragazzi che ci vengono affidati e così via, ma ricordatevi che se scegliete di percorrere questa strada la dovrete compiere con questo scopo, con questo fine. All’inizio parlavo di INVESTIMENTO, e in maniera provocatoria ho inserito questo aspetto del nostro agire come qualcosa che vale la pena fare. Quante realtà vivono su esempi di investimento (da quelli finanziari, economici, politici) della gestione del potere, della supremazia della ragione, e per raggiungere questi scopi s’imboccano percorsi dove si può fare o dire tutto ciò che vuoi, purché si raggiunga lo scopo principale.
L’investimento di cui vi parlo è quello di raggiungere l’evoluzione migliore di quello che voi potete essere. Riconoscere quali sono i vostri talenti ma anche i vostri limiti, riconoscere le persone che possiamo chiamare amici e non confonderli come conoscenti, riconoscere la vostra vocazione, riconoscere che il tempo speso per un amico, magari togliendo del tempo anche a cose importanti della propria vita, significa davvero compiere il primo passo per mettersi all’ascolto del prossimo.
Investite sulla preghiera che è la prima forma di dialogo con Gesù, investite sulle relazioni importanti della vostra vita, investite e consegnate tutti i vostri progetti di investimento alla Madonna, sarà Lei a vegliare sul buon esito dei nostri progetti. Fate queste cose, e fatele sapendo che tutto questo parla di evangelizzazione.

Buona strada a tutti voi, Lorenzo

Lorenzo Cacciani

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