La legge che non avrebbe dovuto esistere e le buste del cane

C’è una cosa, di cui abbiamo già parlato abbastanza di recente, magari indirettamente, su cui quest’estate è arrivata una novità importante. D’altra parte, è una cosa che ci serve tutti i giorni, quindi mi sembra giusto rimetterla già sul tavolo. Anzi, a tavola. Sto parlando del cibo, ma non di tutto il cibo. Solo di quello che sprechiamo.

Quanto cibo sprechiamo?
Tanto! Se, per ipotesi, tutto il cibo sprecato nel mondo venisse tutto e solo dallo stesso paese, quel paese sarebbe il terzo nel mondo per grandezza dopo Russia e Canada: 14 milioni di km²!
In Italia, fino a due anni fa, più o meno metà della frutta e verdura comprata dalle famiglie veniva gettata via senza consumarla. E per produrre tutto quel cibo si consumava ogni anno tanta acqua quanta ne usano 19 milioni di italiani.
Avete presente un Rover bello robusto, diciamo sui 75 Kg? Beh, pare che in media ognuno di noi butti nella spazzatura un Rover intero di cibo sprecato, cioè appunto 75 Kg ogni anno. Tutti insieme, noi Italiani riusciamo a buttare nella pattumiera una decina di miliardi di Euro di Rover, volevo dire di cibo, ogni anno. Siamo davvero svegli! In Italia, lo spreco avviene continuamente, anche nelle occasioni più inaspettate e vicine a noi. Mi risulta, per esempio, che in una parrocchia abbiano buttato oltre dieci chili di insalata di riso e altro cibo… a una festa di saluto per i giovani parrocchiani (Scout inclusi!) in partenza per la GMG! E solo per non aver prestato attenzione alle dosi, e a distribuire gli avanzi appena finita la festa. “Fortunatamente”, cioè grazie a crisi e disoccupazione (perché c’è poco da fare, il motivo è solo quello) negli ultimi due anni molti italiani hanno sensibilmente diminuito lo spreco di cibo, ma ancora non basta, soprattutto perché più o meno metà dello spreco ancora avviene al consumo, cioè quando noi cuciniamo o mangiamo quel che abbiamo appena comprato. Che sia a casa, al ristorante (ne riparliamo fra un attimo), oppure durante Campi e Uscite Scout.

La novità, ovvero la legge che non avrebbe dovuto esistere
In un mondo ideale, o anche soltanto un pochettino più attento a non buttare letteralmente via un mucchio di soldi, certi problemi non dovrebbero proprio esistere, e di conseguenza non dovrebbero esistere leggi scritte apposta per risolverli. Poiché non è così, l’Italia ha lanciato già tre anni fa un PINPAS, che non è un Pokémon, ma il “Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare”: il suo obiettivo è arrivare in meno di dieci anni a dimezzare lo spreco. A questo si è appena aggiunta, e questa è la novità di cui parlavo, una legge più specifica contro lo spreco alimentare. Ecco i suoi punti principali, e come potrebbero influire anche sulle nostre attività.
In breve, la nuova legge:

  1. semplifica sensibilmente le procedure burocratiche per le aziende che vogliano fare donazioni dirette, o tramite associazioni non profit, alle stesse persone
  2. permette ai singoli Comuni di fare sconti sulla Tari (sapete cos’è, vero?) a chi fa donazioni del genere
  3. in caso di confische di cibo, prevede la “cessione gratuita con priorità all’alimentazione dei più bisognosi” (no, sembra strano ma pare che non fosse già così prima di questa legge)
  4. consente al Ministero della Salute di emanare linee guida anti-spreco per i “gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità”
  5. intende aumentare la consapevolezza dei consumatori rispetto alle abitudini alimentari

In altre parole, si potrebbe riassumere questa nuova legge dicendo che, da un lato cerca di combattere ancor meglio gli sprechi alla fonte (punto 5) dall’altro rende molto meno complicato di prima far arrivare cibo ancora buono, che altrimenti sarebbe stato gettato via, in mano ai cittadini più deboli.
Come Scout, i punti che ci toccano più da vicino sono gli ultimi due. Certo, a rigor di termini noi non gestiamo mense “sociali e di comunità”. Ma è molto probabile che in quelle linee guida troveremo, come minimo, indicazioni da applicare quando si gestisce la cambusa dei Campi Estivi.
Sarà nostro dovere anche applicare e diffondere (ripeto: anche ai campi!), in Clan, Fuochi e altre unità, per non parlare di parrocchie e famiglie, tutte le linee guida e altre indicazioni anti-spreco del punto 6. Appena usciranno, ricordatevi di appenderle in tutte le sedi! Nell’attesa, potete iniziare subito a mettere in pratica questi consigli tanto banali quanto efficaci:

  • prima di cucinare altro, finire sempre gli avanzi in frigo
  • prima di andare al supermercato, preparate sempre la lista della spesa completa, pianificando più pasti. Chi compra d’istinto compra troppo.
    Idem per chi va al supermercato quando ha fame
  • scegliere gli alimenti con scadenza più lontana (che spesso sono quelli in fondo allo scaffale..)…
  • e poi a casa, o in cambusa, sistemate sempre davanti agli altri gli alimenti che scadono prima
  • comprate grandi formati e offerte speciali SOLO se siete davvero sicuri di usarli tutti, altrimenti è spreco garantito

Ultima ma non ultima.. la parte del cane
Finora ho parlato di cose che ancora non facciamo soprattutto per ignoranza o pigrizia mentale, ma su cui sono sicuro che siamo tutti d’accordo. Però c’è un altro trucco anti-spreco, efficacissimo anche se solo in certe situazioni, che in Italia ci ostiniamo a snobbare solo perché ci sembra una cosa da buzzurri sfigati. E invece sbagliamo, perché è un’abitudine intelligente ed ecologica che prima diventa la norma anche da noi e meglio è.
Negli Stati Uniti, e in tanti altri paesi, è unanimemente considerato da stupidi, da decenni, pagare magari 20 dollari per una bistecca e lasciarne metà nel piatto, da dove finirà in pattumiera. Se non riesci a mangiartela tutta, è il cameriere stesso che ti propone di portartela a casa, per finirla con comodo.
Se se ne scorda, è il cliente a pretenderla, sempre. E nessuno si sogna di prenderlo in giro, anzi.
La “doggy bag”, che alla lettera (vedi foto) sarebbe la busta, o vaschetta, per portare gli avanzi al cane, è un’istituzione in tutti i fast-food e ristoranti, tranne (forse) quelli davvero extralusso. Ovviamente, lo sanno tutti che quasi mai è per il cane, e nessuno se ne fa un problema.
Qui in Italia, invece, ancora oggi solo un italiano su cinque chiede la doggy bag quando serve, e uno su quattro ancora la vede come una cosa da maleducati, o semplicemente si vergogna a chiederla. Ma lo Scout non è uno stupido, diceva B-P: ordinare più cibo di quanto serve, o si riuscirebbe a mangiare è il primo errore da non fare. Ma se mangiate fuori e avanza qualcosa, la prima Buona Azione da fare è portarsela a casa.

Marco Fioretti

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