Intervista a …. Valeria: il “lavoro nobilita l’uomo e la donna” … e non solo!!!

 Quando il nostro lavoro è Passione, con la “P” maiuscola, nobilita non solo colui o colei che lo svolge, ma anche le persone (e in questo caso anche gli animali!) a cui esso è rivolto.
Capirete meglio il titolo di questo articolo dopo aver conosciuto la nostra amica Valeria, che ha fatto del suo grande amore per una parte del Creato, la sua professione.

Ciao Valeria parlaci un po’ di te

Chi sono io? Immagino il brucaliffo di Alice nel Pese delle Meraviglie… domanda molto difficile.
Scherzo…Sono una 33enne italiana di fatto ma apolide nell’anima. Adoro viaggiare, mi permette di conoscere culture differenti, confrontarmi con realtà diverse dalla nostra, imparare da chi è diverso.
Amo appassionatamente le mie fedeli compagne di avventure: Zoe e Mia (rispettivamente cane e gatto). Non mi basta mai il tempo per tutti i miei hobby: fotografia, trekking, leggere, degustazioni varie, danza del ventre, tango argentino, studio delle lingue straniere… insomma vivendo ne scopro sempre dei nuovi! A chi mi chiede se sono stata scout rispondo “Io sono scout”. Ho cambiato tipo di servizio e comunità, non più il Riparto, non il gruppo del FROSINONE 2, ma la mia professione di Medico Veterinario in posti e comunità differenti nel mondo.

Qual è la tua attuale posizione nel mondo del lavoro e che altre esperienze hai avuto?

Sono un Medico Veterinario che lavora per la Sanità Pubblica Veterinaria (SPV). Questa branca poco conosciuta si occupa della prevenzione e cura delle malattie trasmissibili degli animali e della tutela della salute umana nei confronti delle malattie trasmesse dagli animali all’uomo (antropozoonosi). All’interno della SPV ci sono diversi Settori. Al momento quotidianamente mi occupo di Diagnostica Veterinaria, vale a dire che cerco di capire tramite necroscopie e/o esami di laboratorio quali malattie sono presenti negli allevamenti al fine di scegliere una opportuna terapia per garantire la sanità degli allevamenti stessi. Lavoro anche nel settore della Ricerca Scientifica ed a volte collaboro a progetti per il coordinamento della ricerca in Sanità Animale a livello internazionale. Il Settore della Ricerca Scientifica ho avuto modo di conoscerlo in primis all’estero, in Sud Africa, dove ho conseguito un Master e svolto un progetto di ricerca sulla resistenza agli antibiotici nel tanto sognato Kruger National Park.

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Cosa ti ha portato a svolgere la tua attuale professione?

Fin da bambina dicevo di volere fare il Veterinario, senza neppure sapere cosa fosse. Volevo aiutare gli animali, farli soffrire il meno possibile, curarli dalle malattie. Ho scoperto i diversi campi della Veterinaria a poco, a poco. Prima ancora di laurearmi ho iniziato a frequentare ambulatori veterinari appassionandomi alla medicina interna; negli ultimi anni dell’Università sono rimasta affascinata dalla chirurgia, poi ho scoperto l’anestesiologia, la farmacologia degli animali selvatici ed esotici…
Insomma essendo una persona molta curiosa mi sono sempre appassionata alle nuove conoscenze che via via acquisivo. Non potevo che finire nel Settore della Diagnostica e nel Settore della Ricerca ed Innovazione che cercano di svelare di volta in volta i misteri che si celano dietro le diverse malattie degli animali e trovarvi delle soluzioni!

Un aspetto positivo e uno negativo del tuo lavoro…

L’aspetto positivo è l’essere utile a risolvere problematiche sanitarie, importanti per bloccare epidemie e salvare delle vite. Quello negativo è che la Medicina Veterinaria è un campo vastissimo, e non sempre si ha una pronta risposta per ogni problema.
Accettare il fatto che non si può sapere tutto non è facile ma forse è meglio così… almeno si mantiene viva la voglia di aggiornarsi continuamente, conoscere le ragioni di malattie nuove o semplicemente sconosciute e ricercare soluzioni.

Cosa pensi del fatto che il tuo lavoro ti porti lontano da casa e dai tuoi affetti?

All’inizio mi spaventava molto iniziare una nuova vita in una nuova città, tutta da sola. Oggi non più, anzi mi entusiasma. Il mio totem era Libero Gabbiano, niente di più indovinato! Certo iniziare in una nuova città non è sempre facile e lasciare gli affetti richiede un grande sacrificio ma ovunque sia stata ho anche sempre trovato meravigliose famiglie pronte ad accogliermi e dei nuovi amici per nuove avventure. Viaggiando s’impara che tutto il mondo è paese e che la lontananza non è un fatto di km: gli Amici e la famiglia sono con te anche dall’altra parte della terra.

Pensi che una scelta attenta e ponderata del proprio percorso di studio sia importante per capire che tipo di professione si voglia fare “da grandi”? Tu come hai maturato questa scelta?

Per me sinceramente no. E’ la passione che deve muovere la scelta del Settore in cui impegnarsi. C’è chi sceglie la futura professione per lo stipendio, per la gloria che ne può derivare, per far contenti i genitori… dubito che in questi casi si possa “arrivare a dama”. Ogni professione ha le proprie difficoltà, impensabili all’inizio del percorso. È solo la passione per il proprio lavoro, la determinazione nel raggiungimento del proprio obiettivo che possono aiutare a superarli e determinare la riuscita di una carriera, qualsiasi essa sia. C’è un progetto per ognuno di noi. A volte non è facile capire quale sia, ma l’importante è impegnarsi, mantenere sempre lo sguardo sulla propria meta, fare le cose con amore, iniziare un cammino che ci piaccia ed avere la coerenza di portalo avanti, nonché l’elasticità per adattarsi e superare gli ostacoli che si incontreranno.
E quando tutte le strade sembreranno cancellate, basta fare un passò in più, camminare con qualche fratello, gioire della strada fatta, guardare la bellezza delle piccole cose. Impegnarsi per “lasciare questo mondo un po’ migliore rispetto a come lo abbiamo trovato”. La strada, se si sa dove si vuole arrivare, verrà da sé! Come ho fatto io? Io ho seguito la passione per gli animali e tuttora sono in cammino cantando “un passo, ma un passo al giorno, ogni giorno ti porta un po’ più in là!”

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Lo scautismo ti ha aiutato, e/o ti aiuta ancora, ad affrontare al meglio la tua professione?

Certamente. La legge scout mi accompagna sempre, alcuni articoli sono la mia passione come vedere nella natura l’opera di Dio, amare le piante e gli animali, considerare mio onore il meritare fiducia, essere leali. Con alcuni ho qualche difficoltà in più: essere sempre cortese ed ubbidiente non è molto semplice, soprattutto quando si sta guidando la propria canoa contro corrente. Quando la fatica si fa particolarmente sentire, l’articolo della legge “La Guida sorride e canta anche nelle difficoltà” mi aiuta moltissimo ed ai miei colleghi, ahimè, tocca sentirmi cantare “Io tengo una mucca da latte con due corna perfette” ma… la gioia di una sonora risata ci aiuta ad andare avanti!!! Spesso le situazioni non sono facili, soprattutto quando c’è molto lavoro e degli altri allevatori preoccupati per la salute dei propri animali bussano alla porta del Laboratorio in cui lavoro in cerca di soluzioni immediate. In quei momenti il percorso scout vissuto mi sprona a “Fare del mio meglio” per rispondere con un “Eccomi”, “Sempre pronta” a “Servire”.

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che volesse svolgere la tua stessa professione?

Di intraprenderla solo ed esclusivamente se altamente motivato e di iniziare a frequentare il più presto possibile l’ambito professionale, per toccare con mano la routine del lavoro. Il percorso è lungo: minimo 5 anni per la Laurea e tre per la Specializzazione. Poi ci saranno i tirocini/lavori malpagati e/o non pagati. Insomma non sarà facile, avrete bisogno di tanta determinazione e tanta passione. Ma se le avete, se quello è il vostro sogno, seguitelo perché nulla è impossibile: il raggiungimento del vostro obiettivo dipende solo da voi!

Per chiudere: con una parola o anche due, cosa ti viene in mente quando pensi al tuo lavoro?

Al puzzo della sala necroscopie… ma anche a delle mucche serene all’alpeggio, felici greggi di pecore al pascolo, cinghiali che grufolano in libertà, galline che razzolano nell’aia… ed anche ai bambini che crescono grazie alla salubrità del latte e delle carni di quelle mucche, ai deliziosi formaggi che producono le pecore sane, alle tagliatelle che verranno da quelle uova… Insomma penso al magnifico difficile equilibrio che quella grande sconosciuta della Sanità Pubblica Veterinaria, di cui faccio parte, cerca di mantenere.

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CURIOSITA’ DAL WEB

sale in zucca_5PICCOLE COSE DI VALORE NON QUANTIFICABILE
..certe volte siamo solo noi a capire…. cortometraggio di Gianluca Arcopinto
scritto e diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero.

http://youtu.be/tOMHEAmirIY

Sara Sperduti

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