{"id":28046,"date":"2018-10-14T11:04:49","date_gmt":"2018-10-14T09:04:49","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/?post_type=project&#038;p=28046"},"modified":"2018-10-15T21:31:43","modified_gmt":"2018-10-15T19:31:43","slug":"la-mappa-botanica","status":"publish","type":"project","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/project\/la-mappa-botanica\/","title":{"rendered":"La mappa botanica"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243;][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;|700|||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#ef8300&#8243; text_font_size=&#8221;36px&#8221;]<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"font-family: 'courier new', courier, monospace;color: #ef8300\"><strong><span style=\"font-size: 36pt\">La mappa botanica<\/span><\/strong><\/span><\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;12px&#8221;]<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;font-size: 12pt;color: #000000\">La rappresentazione schematica della copertura vegetale su una carta topografica viene definita carta della vegetazione o, in modo pi\u00f9 informale, mappa botanica. Per realizzare una carta della vegetazione, la prima cosa da fare \u00e8 recuperare o realizzare una mappa del luogo nella scala desiderata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;font-size: 12pt;color: #000000\">Internet offre varie possibilit\u00e0 per reperire una mappa muta: ad esempio, dal sito <a style=\"color: #000000\" href=\"https:\/\/inkatlas.com\/\">https:\/\/inkatlas.com\/<\/a> si pu\u00f2 stampare gratuitamente, in formato pdf e nella scala prescelta, la mappa di una qualsiasi zona d\u2019Italia, come quella della Figura 1.<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;11px&#8221; text_orientation=&#8221;right&#8221;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif;font-size: 10pt;color: #000000\"><em>Figura 1<\/em><\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image _builder_version=&#8221;3.2&#8243; src=&#8221;http:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2018\/10\/figura-1.jpg&#8221; max_width=&#8221;50%&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<p>In alternativa \u00e8 possibile realizzare una mappa facendo un rilievo topografico della zona. Come? Prima di tutto va eseguito il rilievo del perimetro da mappare, un po\u2019 come se dovessimo realizzare un percorso rettificato:<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Disegnate su un foglio a quadretti una tabella in cui riportare angoli, distanze e note di osservazioni (come in Figura 2).<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Organizzate la Squadriglia in modo che ognuno abbia un suo Posto d\u2019Azione: il Riferimento, il Collimatore, il Misuratore, l&#8217;Osservatore e il Segretario.<br \/>\nIl Riferimento si sposter\u00e0 con il guidone di angolo in angolo lungo il perimetro da rilevare; il Collimatore, con la bussola, rilever\u00e0 l\u2019angolo tra il Nord e il Riferimento; il Misuratore misurer\u00e0 la distanza in passi (un passo = circa 70 cm) o in metri (usando magari un cordino lungo con un nodo a ogni metro) tra il punto in cui sta il Collimatore e quello in cui si trova il Riferimento; l\u2019Osservatore suggerir\u00e0 cosa annotare; il Segretario annoter\u00e0 angoli, distanze e osservazioni sulla tabella.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Compiuta la prima rilevazione, il Collimatore raggiunger\u00e0 il Riferimento il quale si sposter\u00e0 fino al successivo angolo del perimetro da rilevare, e cos\u00ec via fino ad averlo completato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Alla fine delle rilevazioni si otterr\u00e0 sul foglio la traccia (Figura 3) che rappresenta, con tutte le sue curve, il perimetro dell\u2019area rilevata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Il perimetro rilevato sar\u00e0 quindi riportato nella scala prescelta su un foglio di carta millimetrata: ad esempio, \u201cin scala 1:5.000\u201d significa che 1 cm sul foglio equivale a 5.000 cm reali misurati sul territorio. Occorre quindi convertire in centimetri la lunghezza reale misurata in metri e poi dividerla per 5000; ad esempio: 80 m = 8.000 cm \/ 5.000 = 1,6 cm, che corrisponde alla lunghezza in centimetri da riportare su carta. Il foglio di carta millimetrata deve essere orientato: il Nord, come in ogni mappa che si rispetti, sta verso l\u2019alto. Servono quindi una squadretta, una matita, una gomma e un goniometro. Segnato sul foglio il punto iniziale, si traccia il primo azimuth: fissando il centro del goniometro sul punto iniziale e posizionando lo 0 (zero) verso l\u2019alto in modo che sia diretto a Nord, si segna il primo angolo; poi con la squadretta, unendo il punto iniziale al segno tracciato con il goniometro, si disegna un segmento pari alla lunghezza in scala della prima rilevazione. Il punto finale di questo primo segmento sar\u00e0 il nuovo punto di partenza sui cui centrare il goniometro per riportare il secondo angolo, e cos\u00ec via.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image _builder_version=&#8221;3.2&#8243; src=&#8221;http:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2018\/10\/figura-2.gif&#8221; \/][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<ul>\n<li>Reperita in rete oppure realizzata da soli, avremo a questo punto una mappa sommaria della zona, da arricchire ora con l\u2019indicazione della vegetazione. Questo presuppone che abbiamo:\n<ol>\n<li>Riconosciuto le specie (almeno quelle prevalenti) di alberi e arbusti presenti nella zona.<\/li>\n<li>Definito i simboli con i quali rappresentarle sulla carta.<\/li>\n<li>Rilevato il punto della mappa in cui vanno riportate.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;|700|||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#ef8300&#8243; text_font_size=&#8221;24px&#8221;]<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"font-family: 'courier new', courier, monospace;color: #ef8300\"><strong><span style=\"font-size: 36pt\">Riconoscere le specie di alberi e arbusti<\/span><\/strong><\/span><\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<p>Nel luogo di rilevazione ci saranno piante note e altre che non conosciamo. Per le prime, nessun problema! Ma per le seconde? Per riconoscere una persona la osserviamo, ne consideriamo l&#8217;altezza, la sagoma, il modo di camminare, il colore dei capelli e degli occhi, il profumo della pelle&#8230; Per riconoscere una pianta dovremmo fare lo stesso: osservarne la sagoma e il portamento, il colore della pelle (corteccia) la forma e il colore dei capelli (foglie), il profumo che emana (fiori e frutti) e solo a questo punto ha senso chiedersi: \u201cCOME SI CHIAMA?\u201d<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<p>Per le piante sconosciute bisogna quindi raccogliere i seguenti indizi:<\/p>\n<ul>\n<li>Portamento \u00e0 disegno della sagoma e foto della pianta;<\/li>\n<li>Corteccia \u00e0 realizzare un calco con un pastello a cera su un foglio di carta e raccogliere un pezzo di corteccia e\/o un ramulo;<\/li>\n<li>Foglia e fiore \u00e0 raccogliere una foglia e un fiore e riporli in una pressa di fogli di carta di giornale;<\/li>\n<li>Frutto \u00e0 raccogliere un campione del frutto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<p>Tutti gli indizi che si riferiscono alla stessa pianta devono essere etichettati con un numero o un nome di fantasia; una volta tornati in Sede o a casa bisogna cercare di scoprire il nome delle piante sconosciute con l\u2019aiuto di qualche libro o di un esperto.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;|700|||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#ef8300&#8243; text_font_size=&#8221;24px&#8221;]<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"font-family: 'courier new', courier, monospace;color: #ef8300\"><strong><span style=\"font-size: 36pt\">Definire i simboli con i quali rappresentare le stesse specie sulla carta<\/span><\/strong><\/span><\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;20px&#8221;]<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la scelta dei simboli \u00e8 possibile rifarsi a quelli in uso (ad esempio vedi Figura 4) o stilizzarne alcuni di fantasia.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image _builder_version=&#8221;3.2&#8243; src=&#8221;http:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2018\/10\/figura-4.jpg&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;|700|||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#ef8300&#8243; text_font_size=&#8221;24px&#8221;]<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"font-family: 'courier new', courier, monospace;color: #ef8300\"><strong><span style=\"font-size: 36pt\">Rilevare il punto della mappa in cui vanno riportate le diverse specie arboree.<\/span><\/strong><\/span><\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243;][et_pb_image _builder_version=&#8221;3.2&#8243; src=&#8221;http:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2018\/10\/figura-6.gif&#8221; \/][et_pb_image _builder_version=&#8221;3.2&#8243; src=&#8221;http:\/\/riviste.fse.it\/tracce\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2018\/10\/figura-5.jpg&#8221; \/][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.2&#8243; text_font=&#8221;Trebuchet||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;15px&#8221;]<\/p>\n<p>Per il posizionamento sulla mappa tutto dipende dal grado di precisione che si vuole ottenere:<\/p>\n<ul>\n<li>Per riportare un bosco di un&#8217;unica specie arborea \u00e8 possibile disegnarlo a mano sulla mappa, in base alle note suggerite dall\u2019Osservatore durante la rilevazione.<\/li>\n<li>Se al contrario avete trovato un albero raro, ad esempio perch\u00e9 molto vecchio o di una specie insolita rispetto al luogo di osservazione, \u00e8 possibile utilizzare la tecnica della <em>triangolazione <\/em>per rilevarne la posizione in modo pi\u00f9 preciso. Durante la fase di rilevamento, bisogna verificarne l\u2019angolo azimuth rispetto a due punti \u201cnoti\u201d visibili da l\u00ec e poi individuabili con sicurezza sulla mappa (ad esempio due angoli del nostro perimetro). Sulla mappa si centrer\u00e0 quindi il goniometro sul primo punto noto e si traccer\u00e0 un segmento secondo il primo angolo; ripetuta l\u2019operazione col secondo punto, l\u2019incrocio tra i due segmenti vi dar\u00e0 la posizione dell&#8217;albero raro (vedi Figura 5).<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><div class=\"et_pb_row et_pb_row_0 et_pb_row_empty\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div> La mappa botanica <div class=\"et_pb_row et_pb_row_1 et_pb_row_empty\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div> La rappresentazione schematica della copertura vegetale su una carta topografica viene definita carta della vegetazione o, in modo pi\u00f9 informale, mappa botanica. Per realizzare una carta della vegetazione, la prima cosa da fare \u00e8 recuperare o realizzare una mappa del luogo nella scala desiderata. 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