{"id":847,"date":"2014-08-01T23:49:23","date_gmt":"2014-08-01T21:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=847"},"modified":"2014-09-20T14:19:15","modified_gmt":"2014-09-20T12:19:15","slug":"alberto-manzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2014\/08\/01\/alberto-manzi\/","title":{"rendered":"Alberto Manzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>D<\/strong><\/span>i recente, guardando una serata del Festival di Sanremo, sono venuto a conoscenza di un pezzo di storia della televisione che ha affascianto come me altri nella redazione di Carnet di Marcia. La storia \u00e8 quella di una trasmissione televisiva, ma \u00e8 anche la storia di un maestro elementare, Alberto Manzi, e di pi\u00f9 di un milione di donne e uomini che grazie a questa trasmissione e ad Alberto Manzi hanno imparato a leggere e scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel secondo dopoguerra, l\u2019Italia si stava risollevando da un conflitto durissimo entrato nelle vite e nelle case degli italiani. Negli stessi anni, anche la televisione stava pian piano entrando nelle case e mai come in quel momento la sua storia si stava fondendo con quella del popolo italiano. Attraverso la televisione, le persone potevano raggiungere e partecipare ad eventi lontanissimi e fino ad allora quasi impossibili anche solo da immaginare (pensate allo sbarco dell\u2019uomo sulla Luna!). Uno strumento cos\u00ec potente, lo constatiamo ogni giorno, pu\u00f2 essere utilizzato in mille modi diversi. Ecco che nel 1960, in un\u2019epoca in cui circa una persona su 10 non sapeva leggere e scrivere (in alcune regioni si arrivava anche a 4 su 10), per combattere l\u2019analfabetismo qualcuno al Ministero dell\u2019Istruzione ebbe la brillante idea di fare degli studi televisivi RAI &#8220;<strong>la grande lavagna&#8221;<\/strong> di una classe che andava dal Trentino alla Sicilia. Gli alunni erano i milioni di adulti che non avevano mai potuto imparare a leggere e a scirvere. Per questo la trasmissione si sarebbe intitolata <strong>\u201cNon \u00e8 mai troppo tardi\u201d<\/strong>. Mancava solo il maestro. Dopo alcuni tentativi di scarso successo, il maestro elementare Alberto Manzi fu scelto come conduttore della trasmissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alberto (Roma, 1924) era un biologo e un pedagogo. Terminata la guerra, aveva cominciato la sua attivit\u00e0 scolastica con i ragazzi insegnando a Roma prima all&#8217;<strong>istituto di rieducazione e pena<\/strong> \u201cAristide Gabelli&#8221;, quindi al carcere minorile \u201cSan Michele\u201d e infine alla scuola \u201cFratelli Bandiera\u201d. Insomma, uno con la passione per l\u2019isegnamento! Nel 1960 fu chiamato per un provino. Egli stesso raccont\u00f2 di aver stracciato il copione e di aver improvvisato. Fu un successo, Alberto fu scelto e la trasmissione rimase in onda per circa un decennio. Utilizzando un grande blocco di carta bianca appeso, Alberto dapprima illustrava con un carboncino le parole che poi avrebbe insegnato a leggere e a scrivere. Una squadra di maestri e maestre distribuiti sul territorio avrebbe poi \u201ccontinuato la lezione\u201d insieme a quel milione e mezzo di persone che si stima abbiano conseguito la licenza elementare grazie a questo sistema. Persone che, come diceva don Lorenzo Milani negli stessi anni, ora possedevano uno strumento per <strong>diventare pi\u00f9 liberi e pi\u00f9 uguali<\/strong>, per difendersi meglio e gestire da sovrani l\u2019uso del voto. Dopo la fine della trasmissione, Alberto ritorn\u00f2 ad occuparsi dell\u2019istruzione dei ragazzi con la stessa passione, come testimoniano le parole contenute nella lettera che ha scritto ad una quinta elementare prima di congedarsi da loro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><i>Cari ragazzi di quinta,<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>Abbiamo camminato insieme per cinque anni. Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti. Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perch\u00e9 volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore. Abbiamo cercato di vivere insieme nel modo pi\u00f9 felice possibile. \u00c8 vero che non sempre \u00e8 stato cos\u00ec, ma ci abbiamo messo tutta la nostra buona volont\u00e0. E in fondo in fondo siamo stati felici. Abbiamo vissuto insieme cinque anni sereni (anche quando borbottavamo) e per cinque anni ci siamo sentiti \u201csangue dello stesso sangue\u201d. Ora dobbiamo salutarci. Io devo salutarvi. Spero che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi comprendere: non rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad esser voi stessi. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potr\u00e0 farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o \u201caddomesticare\u201d come vorrebbe. Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consueto viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti, un viottolo che sembra sempre identico e non lo \u00e8 mai. Voi proseguite e la vostra strada \u00e8 ampia, immensa, luminosa. E\u2019 vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perch\u00e9 vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D\u2019altra parte voi non ne avete bisogno. Siete capaci di camminare da soli e a testa alta, perch\u00e9 nessuno di voi \u00e8 incapace di farlo. Ricordatevi che mai nessuno potr\u00e0 bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potr\u00e0 mai distruggervi, se voi non volete. Perci\u00f2 avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello sempre in funzione; con l\u2019affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che \u00e8 gi\u00e0 in voi e che deve sempre rimanere in voi; con <b>onest\u00e0<\/b>, <b>onest\u00e0<\/b>, <b>onest\u00e0<\/b>, <b>onest\u00e0<\/b>, e ancora <b>onest\u00e0<\/b>, perch\u00e9 questa \u00e8 la cosa che manca oggi nel mondo, e voi dovere ridarla; e <b>intelligenza<\/b>, e ancora <b>intelligenza<\/b>, e sempre <b>intelligenza<\/b>, il che significa <b>prepararsi<\/b>, il che significa riuscire sempre a <b>comprendere<\/b>, il che significa sempre riuscire ad <b>amare<\/b>, e\u2026 <b>amore<\/b>, <b>amore<\/b>. Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio. Realizzate tutto ci\u00f2, ed io sar\u00f2 sempre in voi, con voi. E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa, vorr\u00e0 distruggere la vostra libert\u00e0, la vostra generosit\u00e0, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perch\u00e9 voi siete parte di me, e io di voi. Ciao.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Per ascoltare il racconto di Alberto e vederlo all\u2019opera:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8OKC_BIcnBc\"><i>http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8OKC_BIcnBc<\/i><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Francesco Barbariol<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente, guardando una serata del Festival di Sanremo, sono venuto a conoscenza di un pezzo di storia della televisione che ha affascianto come me altri nella redazione di Carnet di Marcia. La storia \u00e8 quella di una trasmissione televisiva, ma \u00e8 anche la storia di un maestro elementare, Alberto Manzi, e di pi\u00f9 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":848,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[71,34],"tags":[176,126,185,188,187,186],"class_list":["post-847","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-biografie","tag-2014-c-compassione","tag-amore","tag-intelligenza","tag-liberta","tag-onesta","tag-prepararsi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/847","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=847"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/847\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":850,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/847\/revisions\/850"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/848"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}