{"id":681,"date":"2014-05-01T23:49:38","date_gmt":"2014-05-01T21:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=681"},"modified":"2014-05-17T18:21:00","modified_gmt":"2014-05-17T16:21:00","slug":"federica-lisi-e-vigor-bovolenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2014\/05\/01\/federica-lisi-e-vigor-bovolenta\/","title":{"rendered":"Federica Lisi e Vigor Bovolenta"},"content":{"rendered":"<p>Quella che sto per raccontare \u00e8 la storia di un cuore, la vita di\u00a0un cuore. Gi\u00e0, perch\u00e8 tra tutti gli organi del nostro corpo il\u00a0cuore \u00e8 certamente quello che pi\u00f9 identifichiamo con la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tradizionalmente poi, al cuore attribuiamo il ruolo di custode\u00a0delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, primo tra tutti l\u2019amore.<br \/>\nUn cuore che batte \u00e8 vita, un cuore che batte \u00e8 amore. Questa \u00e8 anche\u00a0la storia NON di un uomo o di una donna presi singolarmente, ma di\u00a0un uomo e di una donna insieme: due pallavolisti, <strong>Federica Lisi e Vigor\u00a0Bovolenta.<\/strong><br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;text-align: justify\"><strong>Federica Lisi<\/strong> nasce nel 1976, a Roma. Fin da piccola il suo cuore\u00a0batte per la pallavolo. A quattordici anni comincia la sua carriera\u00a0agonistica ed esordisce a sedici in serie A1, la massima serie. \u00c8 brava\u00a0Federica, ha talento, lavora sodo e viene chiamata in nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;padding-left: 30px\"><strong>Vigor Bovolenta<\/strong> nasce due anni prima di Federica, nel 1974 a\u00a0Porto Vito (RO) in Polesine. Un paesino tranquillo, \u201csenza troppe distrazioni\u201d,\u00a0come diceva lui, \u201cdove potersi appassionare ad uno sport\u00a0dedicandocisi totalmente\u201d. La sua dedizione lo porta ad esordire a 15\u00a0anni prima tra i dilettanti e poi tra i professionisti; subito chiamato da\u00a0il \u201cMessaggero volley&#8221; di Ravenna. Appena arrivato, la squadra vince\u00a0scudetto e Coppa Italia e inizia cos\u00ec per Vigor una carriera brillantissima:\u00a0tre Coppe dei Campioni, una Coppa CEV e due Supercoppe\u00a0Europee. Dopo Ravenna, Vigor gioca a Ferrara, Roma, Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma non \u00e8 finita qui:<\/strong> anche lui come Federica viene chiamato in nazionale\u00a0ed \u00e8 uno di quella \u201cgenerazione di fenomeni\u201d (questo l\u2019appellativo\u00a0con cui veniva chiamata la squadra italiana di pallavolo pi\u00f9 forte di tutti\u00a0i tempi, allenata da Velasco) in grado di arginare lo strapotere delle\u00a0squadre dell\u2019est. Con l\u2019Italia di Velasco, il Gigante del Polesine, cos\u00ec era\u00a0stato soprannominato per la sua altezza, vince quattro edizioni della\u00a0World League, una Coppa del Mondo e due Europei, oltre all&#8217;argento\u00a0ai Giochi olimpici di Atlanta 1996 e all&#8217;Europeo in Repubblica Ceca.<a href=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2014\/05\/Biografie_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-683 alignright\" alt=\"Biografie_2\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2014\/05\/Biografie_2.jpg\" width=\"268\" height=\"662\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Biografie_2.jpg 335w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Biografie_2-121x300.jpg 121w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Biografie_2-100x246.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Biografie_2-150x370.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Biografie_2-200x493.jpg 200w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Biografie_2-300x740.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a><br \/>\nLe vite di Federica e Vigor ad un tratto si incrociano. Si innamorano, si\u00a0sposano e scelgono di avere una famiglia. Federica lascia la pallavolo\u00a0giocata \u201cperch\u00e9 se vuoi fare una famiglia e crescerla ti ci devi dedicare\u201d,\u00a0dice. Vigor dopo 21 anni di serie A sceglie di giocare in serie B2 a\u00a0Forl\u00ec, vicino a Ravenna, dove avevano scelto di abitare: \u201cHo iniziato a\u00a015 anni, allontanandomi da mio pap\u00e0 Gino, mamma Luciana e mia sorella\u00a0Ambra. Oggi scelgo di rimanere vicino a Federica e ai miei quattro\u00a0bambini. Dopo che loro sono stati al mio fianco, credo sia arrivato il\u00a0momento che io cammini al loro fianco.\u201d Il 24 marzo 2012 \u00e8 un sabato\u00a0e Vigor gioca in traferta, a Macerata.<\/p>\n<p>\u00c8 alla battuta, batte e appena la palla oltrepassa la rete chiede aiuto\u00a0e si accascia. Muore qualche ora dopo, all\u2019ospedale. Il suo cuore, improvvisamente,\u00a0ha cessato di battere. La vita di Vigor si ferma assieme\u00a0al suo cuore, ma non quella di Vigor e Federica, non quella della loro\u00a0famiglia. Pochi giorni dopo il funerale, durante un\u2019ecografia Federica\u00a0scopre di essere incinta del loro quinto figlio, Andrea, nato il 30 ottobre\u00a02012. Inaspettato, come la morte del suo pap\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 meraviglioso pensare che la prima cosa che si cerca durante un\u2019ecografia\u00a0\u00e8 il battito del cuore del bambino. Dopo due anni dalla partenza\u00a0di Vigor, Federica vive ancora a Ravenna, insieme ai loro cinque figli.<br \/>\nSul braccio ha tatuati cinque cuori. Ha deciso di scrivere un libro, per\u00a0raccontare chi era Vigor: \u201cBovo era il classico trascinatore. In campo e\u00a0fuori, in famiglia e con gli amici. Ai figli trasmetteva quegli stessi valori\u00a0che l\u2019avevano reso solido, forte, altruista. Valori semplici, coltivati attraverso\u00a0un allenamento quotidiano: la lealt\u00e0, il sentirsi sempre squadra,\u00a0l\u2019essere amici nei momenti belli, ma, soprattutto, in quelli difficili,<br \/>\nnon avere nemici e darsi sempre una mano, accontentarsi di poco per\u00a0essere felici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Era innamorato della vita, della sua famiglia, dello sport, delle persone.\u201d<br \/>\nLa storia di Vigor e Federica \u00e8 una storia di amore semplice, quotidiano,\u00a0fatto di scelte condivise e per l\u2019altro. Un amore fedele, anche\u00a0dopo la morte di Vigor: \u201cNoi non ci lasceremo mai\u201d si intitola il libro di\u00a0Federica, che ha scelto di scrivere \u201cper rimettere insieme le mie due\u00a0met\u00e0, la Federica di prima e quella di adesso. E voglio farlo perch\u00e9 i<br \/>\nmiei bambini mi abbiano tutta intera, quella che conoscevano prima\u00a0del 24 marzo 2012 e quella che hanno conosciuto dopo, dal 25 marzo\u00a02012 in poi.<br \/>\nDue cose completamente diverse ma che alla fine formano me, la loro\u00a0madre. E comunque, anche se a volte mi sembra di avere avuto due\u00a0vite, so che non \u00e8 possibile. Magari avessi potuto averne due. Una delle\u00a0due l&#8217;avrei data a Bovo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Francesco Barbariol<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella che sto per raccontare \u00e8 la storia di un cuore, la vita di\u00a0un cuore. Gi\u00e0, perch\u00e8 tra tutti gli organi del nostro corpo il\u00a0cuore \u00e8 certamente quello che pi\u00f9 identifichiamo con la vita. Tradizionalmente poi, al cuore attribuiamo il ruolo di custode\u00a0delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, primo tra tutti l\u2019amore. 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