{"id":64,"date":"2013-11-02T16:57:33","date_gmt":"2013-11-02T15:57:33","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=64"},"modified":"2014-03-06T11:51:40","modified_gmt":"2014-03-06T10:51:40","slug":"tanto-per-fare-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2013\/11\/02\/tanto-per-fare-2\/","title":{"rendered":"Tanto per fare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/11\/Page-04-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-72 alignleft\" alt=\"Tanto per fare\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/11\/Page-04-1-300x246.jpg\" width=\"300\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Page-04-1-300x246.jpg 300w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Page-04-1.jpg 633w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Capita di passare una vita \u201ctanto per fare\u201d. Capita di passare una vita \u201clasciandosi vivere\u201d, lasciando che eventi e ore e giorni e anni fluiscano senza avere niente di particolare da fare, facendo cose che non importa fare, che non cambiano la nostra vita, che non danno senso alla nostra vita e che non servono neanche agli altri. Capita di vivere facendo cose insignificanti, dedicandoci tempi infiniti. Capita di non capire quanto tempo buttiamo via; quel tempo regalato da Dio agli uomini, affidato a ogni singolo uomo per edificare il Suo Regno. Capita di passare una vita \u201cstando alla finestra\u201d (ricordate Papa Francesco alla GMG?).<\/p>\n<p>Capita di dare la colpa agli altri, alla sfortuna, alle contingenze sfavorevoli, alla stanchezza, alla delusione per sogni irrealizzabili. Capita allo stesso modo di raccontare agli altri che si stanno facendo cose importanti, che si stanno facendo cose uniche e fondamentali, irripetibili e storiche che altri non saprebbero fare, non potrebbero fare. Capita di essere tanto convinti di fare queste cose importanti che non si sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di capire che cosa si sta facendo veramente e quanto vuoto e inutilit\u00e0 si compie. Capita cos\u00ec, alla fine, di perdere le occasioni per vivere veramente la propria vita, l\u2019occasione per imboccare quella via che dar\u00e0 una reale pienezza, per \u201cfare\u201d una vita da uomini e donne.<\/p>\n<p>Quando avevo 17 anni mi capit\u00f2 di trovare in una biblioteca un libro, &#8220;Terra degli uomini&#8221; di Antoine De Saint-Exup\u00e9ry. Conoscevo l\u2019autore, ovviamente come tutti; &#8220;Il piccolo principe&#8221; ha cresciuto ciascuno di noi. Presi per curiosit\u00e0 il volume in prestito e lo divorai. Tutte le volte che ci penso, dopo anni e anni, mi viene da pensare che questo testo sia stato il mio \u201cspartitraffico\u201d. Si parlava di dignit\u00e0 dell\u2019uomo, si parlava di vocazione, si rifletteva su come fare vita e su ci\u00f2 che poteva disfare una vita. Si parlava di responsabilit\u00e0 coniugata nel \u201csentire che, posando la propria pietra, si contribuisce a costruire il mondo\u201d. Si parlava di nobilt\u00e0 del lavoro, della grandezza del fare in modo semplice e fiero il proprio dovere ogni giorno. Che tu sia un aviatore come Saint-Exup\u00e9ry o uno scalpellino nel cantiere di una cattedrale, o un monaco nel silenzio del chiostro, o un agricoltore che permette al frumento di arrivare fino al mulino, per ciascuno c\u2019\u00e8 una promessa di pienezza, se non ci si perde a met\u00e0 della via.<\/p>\n<p>\u201cLe vocazioni hanno senza dubbio la loro parte. Alcuni si rinchiudono nelle loro botteghe. Altri percorrono la loro strada, impetuosamente, in una direzione necessaria: ritroviamo in germe, nella storia della loro infanzia, gli impulsi che spiegheranno il loro destino. Ma la storia, letta a cose fatte, crea un\u2019illusione. Questi stessi impulsi potremmo trovarli quasi in ognuno. Abbiamo tutti saputo di certi bottegai che, in una notte di naufragio o d\u2019incendio, si sono rivelati superiori a se stessi. Non c\u2019\u00e8 pericolo che ad essi sfugga la qualit\u00e0 di pienezza raggiunta in tal caso: quell\u2019incendio rimarr\u00e0 la notte della loro vita. Ma, per mancanza di nuove occasioni, di un terreno favorevole, di una religione esigente, si sono riaddormentati senza aver creduto nella propria grandezza. Certo le vocazioni aiutano l\u2019uomo a sprigionarsi; ma \u00e8 ugualmente necessario far sprigionare le vocazioni\u201d. Far sprigionare le vocazioni: la propria vocazione; quella di altri quando sarai un capo scout; quella dei tuoi amici o colleghi di lavoro. Far sprigionare la vocazione di un gruppo, di una comunit\u00e0, di una famiglia, di un luogo. Far venire fuori le potenzialit\u00e0, la bellezza, la forza, la pienezza. Gratuitamente. Senza risparmio, senza calcoli economici. Per costruire insieme, tu e tutti. Per amore dell\u2019uomo, per amore della terra degli uomini. Cos\u2019altro c\u2019\u00e8 da fare in questa vita se non questo? Allora s\u00ec che non sar\u00e0 \u201ctanto per fare\u201d.<\/p>\n<p>Buona Strada, Monica D\u2019Atti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita di passare una vita \u201ctanto per fare\u201d. 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