{"id":3212,"date":"2022-06-06T23:56:40","date_gmt":"2022-06-06T21:56:40","guid":{"rendered":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=3212"},"modified":"2023-06-06T03:03:36","modified_gmt":"2023-06-06T01:03:36","slug":"dal-mio-punto-di-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2022\/06\/06\/dal-mio-punto-di-vista\/","title":{"rendered":"Dal mio punto di vista"},"content":{"rendered":"<p>Dal mio punto di vista posso vedere il mondo che mi circonda. Dal mio punto di ascolto posso sentire le voci della vita che si muove intorno a me. Dal mio punto di sosta posso guardare ci\u00f2 che mi circonda. <em><strong>Dal mio punto\u2026 ma qual \u00e8 il mio punto? Dove sono posizionato in questo momento? Quali visioni mi regala? Quali rumori mi restituisce?<\/strong><\/em> C\u2019\u00e8 un brano evangelico provocatorio (come spesso \u00e8 il Vangelo). Ges\u00f9 restituisce la vista a un cieco portandolo fuori dall\u2019abitato, da casa sua, dai suoi luoghi usuali. Prima di imporre le mani, e toccandolo aprirgli gli occhi, lo porta fuori dal villaggio. E dopo gli dice di non tornarvi, di restare fuori. In pratica l\u2019invito \u00e8 quello di riposizionarsi, di abbandonare l\u2019usuale punto di vista e di crearsi una nuova prospettiva. Di uscire dai luoghi comuni e dalle visioni consolidate del villaggio. Luoghi comuni, etichette, slogan, informazioni ripetute come un ipnotico mantra che finiscono per modellare una realt\u00e0 distorta.<\/p>\n<p>Trovare un nuovo punto di vista dal quale poter ripartire. Trovare la distanza che mi permette di riaprire gli occhi. Adesso pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno di uscire, di allontanarci da questo tempo che sembra soffocarci, conquistare vette e deserti, distanziarci per riprendere consapevolezza di noi, per distinguere ci\u00f2 che siamo, che ciascuno di noi \u00e8 rispetto al borgo che ci ha trattenuto per tanto tempo.<\/p>\n<p>Prendere le distanze dalla tristezza, dalla noia, dall\u2019idea di non avere prospettive, di essere limitato da confini. Provare a guardare il mondo dall\u2019esterno come se non si facesse parte di quel giro, di quella giostra, potrebbe essere una esperienza interessante e una bella impresa di scouting.<\/p>\n<p>Distaccarsi dalle usualit\u00e0, dai gesti ripetuti, dal dover essere in un certo modo e di un certo gruppo, smettere di pensare che non ci pu\u00f2 essere altro, che tutto il mio mondo dipende dal fare parte omologata di una linea di pensiero. E quando questo pensiero omologato mi porta a perdere il mio pensiero e la mia capacit\u00e0 di analisi, la mia capacit\u00e0 di distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo; quando questo pensiero conforme mi porta a credere che vale solo quello che la maggior parte delle persone dice, vede, usa, crede; quando questo pensiero ci trattiene dentro il villaggio&#8230; IO DIVENTO CIECO.<\/p>\n<p>Quando ci viene chiesto di conformarci a un modello, modello magari proposto con argomenti pi\u00f9 che convincenti, discorsi razionali, scientifici, forse anche etici e morali, probabilmente quello \u00e8 il primo campanello di allarme. \u00c8 elevato il rischio di perdere il proprio desiderio di grandezza e di infinito accettando di restare tra le mura del borgo. Un modello conforme non tiene conto dei talenti di ciascuno, non tiene conto della variabile di destino, del progetto di Dio su di me, della potenza della Provvidenza e dell\u2019Amore. Un modello conforme \u00e8 un\u2019offesa a Dio, \u00e8 un oltraggio alla sua creazione.<\/p>\n<p>Diverso da un modello \u00e8 invece l\u2019esempio, l\u2019esempio di chi \u00e8 partito, di chi si \u00e8 fatto delle domande scomode e ha cercato risposte vere, di chi ha dato vita a mondi diversi e vite nuove che hanno generato altre vite. Senza modelli, senza omologazione, senza assoggettamento a regole che oltraggiano la vita e la libert\u00e0. L\u2019esempio di chi si incammina per strade sconosciute seguendo una stella, una ispirazione, una intuizione. Semplicemente perch\u00e9 ha alzato lo sguardo a scrutare il cielo.<\/p>\n<p>L\u2019augurio che faccio \u00e8 che ciascuno di noi abbia presto il suo punto di partenza per arrivare a una nuova prospettiva. Per poter progettare la propria vita senza condizioni e dando spazio a quei sogni che sono alla base di ogni partenza.<\/p>\n<p>Per poter ascoltare con orecchio giovane chi \u00e8 intorno a noi con apertura e desiderio di capire, senza pregiudizi e rispettando le scelte e la vita di tutti.<br \/>\nMagari scoprendo che il sentiero che altri percorrono \u00e8 quello che non sono riuscito a percorrere io; la via perduta, che non avevo visto a causa degli occhi chiusi da quella abitudine che avevo accettato mi circondasse e dal racconto che avevo lasciato che mi guidasse.<\/p>\n<p>Il punto di partenza per ritrovarmi, per capire chi sono, per ripensare a tutte le cose e per vagliarle, per scardinare le certezze che mi tengono con lo sguardo ancorato alla terra a vedere polvere e fango. Perch\u00e9 se non riparto dal mio libero punto di vista a nulla valgono le stelle del cielo che non sar\u00f2 mai capace di vedere.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em><strong>\u201cVedere la stella. \u00c8 il punto di partenza. Ma perch\u00e9, potremmo chiederci, solo i Magi hanno visto la stella? Forse perch\u00e9 in pochi avevano alzato lo sguardo al cielo. Spesso, infatti, nella vita ci si accontenta di guardare per terra: bastano la salute, qualche soldo e un po\u2019 di divertimento\u201d<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em><strong>(Papa Francesco)<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Monica D\u2019Atti<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal mio punto di vista posso vedere il mondo che mi circonda. Dal mio punto di ascolto posso sentire le voci della vita che si muove intorno a me. Dal mio punto di sosta posso guardare ci\u00f2 che mi circonda. 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