{"id":3137,"date":"2022-03-01T23:35:50","date_gmt":"2022-03-01T22:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=3137"},"modified":"2022-03-20T19:20:30","modified_gmt":"2022-03-20T18:20:30","slug":"virtuale-e-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2022\/03\/01\/virtuale-e-reale\/","title":{"rendered":"VIRTUALE \u00c8 REALE!"},"content":{"rendered":"<p>Ciao ragazzi! In questo numero ci poniamo una domanda \u201camletica\u201d: essere o non essere\u2026 no, non proprio questa, ma comunque una domanda che in qualche modo \u00e8 legata ad essa, ovvero: <em><strong>il virtuale \u00e8 reale?<\/strong><\/em> Eh bella domanda\u2026<br \/>\nforse i pi\u00f9 grandi pensatori mai esistiti si sarebbero scontrati su questo dilemma e forse una vera e propria risposta non c\u2019\u00e8. Forse\u2026<br \/>\nDiciamo che da un punto di vista \u201cmateriale\u201d tutto ci\u00f2 che \u00e8 virtuale si allontana dalla realt\u00e0, ma senza dubbio le nostre azioni in ambito virtuale hanno delle conseguenze nell\u2019ambito del reale. Tutto ci\u00f2 che facciamo on-line ha infatti un risvolto sia su noi stessi che sulle altre persone: le immagini che vediamo ci condizionano, le frasi che scriviamo o che leggiamo posso provocare reazioni. Gli ambienti che si possono frequentare on-line sono la realt\u00e0 di molte relazioni interpersonali e sociali che un individuo pu\u00f2 instaurare. Proprio per questo motivo bisogna riflettere e rielaborare la vita e la societ\u00e0, non solo, ma anche riconoscere il fatto che virtuale \u00e8 reale. Bisogna quindi comportarsi <em>responsabilmente<\/em> anche on-line, preferendo stili di comunicazione pacati, educati, non aggressivi e rispettosi di chi ci legge, ci ascolta o ci guarda.<br \/>\n<strong>Ma nel mondo del virtuale agiscono tutti secondo questa visione etica?<\/strong> Ovviamente no. Lo sappiamo bene e lo riscontriamo quotidianamente. Il nostro cervello bombardato da immagini, messaggi, suoni \u00e8 in difficolt\u00e0 e non distingue pi\u00f9 la realt\u00e0 dalla finzione\u2026<br \/>\ndobbiamo proteggerlo. Come??? Andando sempre alla ricerca di quella cosa che, in questo ambiente cos\u00ec ampio e stracolmo di informazioni, anche in contrasto tra di loro, appare come sempre pi\u00f9 vaga e relativa:<br \/>\nLA VERIT\u00c0!<\/p>\n<p>Aristotele e San Tommaso d\u2019Aquino ci hanno insegnato che la verit\u00e0 esiste ed \u00e8 una sola! Poi \u00e8 arrivato un certo Hegel che ha cambiato un po\u2019 le cose. La verit\u00e0 infatti pu\u00f2 essere per definizione scomoda e dura. Al giorno d\u2019oggi invece pare che la verit\u00e0 si sia un po\u2019 \u201cannacquata\u201d, diventando flessibile, posizionabile, opinabile, carina e simpatica, fluida, morbida; viviamo nel modo del politicamente corretto\u2026 che poi qualcosa sia vero o falso diventa irrilevante o viene messo in secondo piano. L\u2019attenzione che bisogna porre oggi non \u00e8 pi\u00f9 se qualcosa che voglio dire sia vero o falso, ma se questo qualcosa potrebbe offendere qualcuno.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/26_Rete.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3125 alignleft\" src=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/26_Rete.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"245\" \/><\/a>Adesso mi aspetto che molti di voi si oppongano e mi dicano: \u201cMa come!!! Prima hai scritto che anche nel virtuale bisogna esprimersi in maniera responsabile, empatica, educata, rispettosa e non aggressiva!!!\u201d.<br \/>\nBene lo confermo. Le due cose non sono in opposizione; posso sostenere una verit\u00e0, che potenzialmente potrebbe risultare offensiva per qualcuno, nel modo pi\u00f9 empatico possibile, ma sempre con fermezza. Non devo rinunciare ad una verit\u00e0 per favorire il politicamente corretto. Il declino a cui porta la folle filosofia hegeliana \u00e8 la perdita del concetto di verit\u00e0: tutto ed il contrario di tutto va bene e pu\u00f2 convivere! Si tratta alla fine proprio di quel relativismo rispetto al quale ci metteva in guardia Papa Benedetto XVI. La civilt\u00e0 cristiana europea \u00e8 basata sulla verit\u00e0, vale a dire sulla descrizione della realt\u00e0.<br \/>\nBasta! La smetto, ma vi lascio tre parole chiave che \u00e8 fondamentale ricercare sempre nella propria vita e con le quali sar\u00e0 indispensabile affrontare il presente ed il futuro per i Rover e le Scolte cattoliche italiane:<br \/>\nVERIT\u00c0, CORAGGIO, GIOIA!<\/p>\n<p><em><strong>Emanuele Porcacchia<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/27_Rete.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3126 alignleft\" src=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/27_Rete.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"131\" \/><\/a>Nato un po\u2019 in sordina come un \u201cpiccolo\u201d progetto che si basava sul crowdfunding, la serie televisiva The Chosen sta crescendo come un\u2019onda montante che si gonfia man mano che passano i mesi.<br \/>\nSi tratta di una serie sulla vita di Ges\u00f9 e degli Apostoli. Il suo regista, Dallas Jenkins, ha girato un primo film, quasi un prologo, e ha poi iniziato a chiedere fondi per poter girare tutta la prima stagione (il progetto intero ne prevede sette). In poco tempo i promotori hanno raccolto, soprattutto in ambito protestante e cattolico americano, dieci milioni di dollari per girare le otto puntate previste. \u00c8 il pi\u00f9 grande risultato finora per un progetto audiovisivo in crowdfunding, che ha permesso di girare la prima, distribuita nel 2019, e poi la seconda stagione (altre otto puntate, distribuite in primavera-estate 2021).<br \/>\nAl finanziamento della seconda stagione (di nuovo dieci milioni di dollari) hanno contribuito pi\u00f9 di 125 mila persone. Ora \u00e8 aperta la campagna per il finanziamento della terza, che ha gi\u00e0 superato la met\u00e0 dei fondi necessari.<br \/>\nIl fatto di pre-finanziare la serie ha reso finora possibile la distribuzione gratuita (sul sito della serie, su youtube, su Peacock e anche su un App dedicata), con la traduzione in sottotitoli in una cinquantina di lingue (anche l&#8217;italiano). I numeri raggiunti a giugno 2021 parlano di 150 milioni di visualizzazioni complessive, che corrispondono a circa 10 milioni di visualizzazioni a puntata.<br \/>\nMa quali sono le caratteristiche narrative di questa serie?<br \/>\n\u00c8 un progetto, che ha le intenzioni di narrare il \u201cvero Ges\u00f9\u201d, quello raccontato dai Vangeli, ma si propone anche un avvicinamento ai personaggi della storia della Salvezza, costruendo delle backstories significative per molti di loro. \u00c8 quindi una storia fortemente plurale, tanto che alcuni si stupiscono perch\u00e9 Ges\u00f9 nelle prime puntate compare molto poco, mentre prende maggiore protagonismo a partire dalla terza.<br \/>\nIl successo di The Chosen ci dice anche che c\u2019\u00e8 fame di contenuti a tema religioso di livello professionale alto: se si riesce a fare le cose bene \u00e8 possibile avere successo e superare le barriere dei gatekeepers di Hollywood che NON sono molto favorevoli a contenuti faith oriented.<br \/>\nI grandi successi delle miniserie religiose in Italia negli ultimi 30 anni sono stati una testimonianza eloquente di questa risposta del pubblico. C\u2019\u00e8 oggi spazio per progetti internazionali che rispettino davvero la sensibilit\u00e0 dei credenti, che sono anche disposti a sostenerli.<\/p>\n<p>Link per vedere la serie:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/watch.angelstudios.com\/thechosen\/watch\">https:\/\/watch.angelstudios.com\/thechosen\/watch<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao ragazzi! In questo numero ci poniamo una domanda \u201camletica\u201d: essere o non essere\u2026 no, non proprio questa, ma comunque una domanda che in qualche modo \u00e8 legata ad essa, ovvero: il virtuale \u00e8 reale? 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