{"id":2827,"date":"2020-06-01T23:45:33","date_gmt":"2020-06-01T21:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=2827"},"modified":"2020-06-12T17:46:45","modified_gmt":"2020-06-12T15:46:45","slug":"mettiamoci-alla-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2020\/06\/01\/mettiamoci-alla-prova\/","title":{"rendered":"Mettiamoci alla prova&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Anni fa, quando ero giovane, con capelli folti, marroni e ricci, nel pieno dell\u2019attivit\u00e0 Rover, mi piaceva mettere alla prova il mio Capo Clan con continui cambiamenti di umore, ero diventato un super campione nel prenderlo in giro.<br \/>\nDel tipo: \u201cLorenzo, ci vediamo sabato alle ore 16, per l\u2019uscita di Clan\u201d?<br \/>\nEd io: \u201cCerto, ci vediamo in piazzetta a quell\u2019ora&#8230;\u201d<br \/>\nEro diventato talmente puntuale, non nell\u2019arrivare in orario, ma a cambiare completamente decisione che anche i miei amici di Clan mi prendevano in giro, divenendo presto il burlone della comunit\u00e0.<br \/>\nA sforzo superai l\u2019anno di noviziato, turbinii emotivi investivano la mia quotidianit\u00e0 e ci\u00f2 che andava bene ieri, era praticamente soppiantato il giorno dopo, e cos\u00ec facendo arrivai a firmare la carta di Clan. Quando decisi di compiere il passo, ben oltre il tempo destinato per maturare questa scelta, ricordo che tutto il Clan e tutta la pattuglia dei capi erano talmente contenti che a firma avvenuta, festeggiammo tutti insieme, e alla prima occasione che si present\u00f2, forse durante un campo invernale, mi praticarono anche un po\u2019 di nonnismo, infilandomi della neve fresca dentro ai pantaloni&#8230;<br \/>\nVabb\u00e8, non del tutto in linea con \u201cLa strada verso il successo\u201d, ma in fondo me lo meritavo.<br \/>\nIl susseguirsi di eventi spiacevoli, a quell\u2019et\u00e0 basta una parola storta con un amico o con quella che a te sembra la tua morosa e invece forse ti sei dimenticato di dirglielo&#8230;, non migliorarono di fatto i miei equilibri psichici, e la condizione e gli atteggiamenti anzich\u00e9 migliorare rotolavano in direzione della disperazione.<br \/>\nFinalmente andavamo verso la bella stagione, la mia super stima andava in direzione del sole, pi\u00f9 si sollevava dal terreno e pi\u00f9 divenivo raggiante, anche dopo una stagione invernale lunga e tosta, ci preparavamo al campo mobile estivo. Se ne parlava gi\u00e0 da un po\u2019, il miraggio di conoscere posti nuovi, di dormire in localit\u00e0 insolite, fondeva in me un\u2019attesa che non avevo mai sperimentato prima.<br \/>\nIgnaro che tra l\u2019inverno e l\u2019estate c\u2019erano anche altri mesi che stavamo in mezzo, poco dopo l\u2019entrata della primavera, Mirko, il mio Capo Clan, mi disse che di li a poco avremmo avuto un\u2019uscita, insieme ai Rovers di tutta la regione. Chiesi di cosa si trattasse, gi\u00e0 il fatto di vedere cos\u00ec tanta gente non mi generava gioia ma piuttosto un po\u2019 di ansia, e mi sentii rispondere che era una grande sfida, potevamo misurarci sulla topografia, sul cucito, sul morse. Ricordo bene la mia esclamazione, che poteva essere, per dirlo in maniera chiara ma non del tutto pertinente alla verit\u00e0, con<br \/>\nun \u201cNOOOOOOOO\u201d che risuon\u00f2 per tutta la sede. Il capo Clan mi disse di stare tranquillo, che a seconda di come riuscissi a superare quella prova, avrei ricevuto un punteggio che alla fine avrebbe generato una classifica.<br \/>\nL\u2019ansia aumentava e la disperazione totale si manifest\u00f2 quando mi comunic\u00f2 il compagno di pattuglia&#8230; In due non ne facevamo uno, avremmo di sicuro vinto la gara di cucina e la scenetta del sabato sera, come poi avvenne, ma per tutto il resto mi sembrava di vivere dentro ad un brutto sogno, dove i capi delle pattuglie erano dei professori spietati che stavano a giudicare la mia scarsa preparazione.<br \/>\nArriv\u00f2 il giorno tanto temuto, io e Paolo eravamo talmente impreparati che il nostro stato ci generava ilarit\u00e0, non solo tra me e lui, ma anche tra le pattuglie del mio Clan. Sul pulmino, lungo il viaggio, cercavamo di evadere con la mente per allontanare il momento in cui ci saremmo misurati con il resto dei partecipanti.<br \/>\nSentivo gli altri parlare di Clan fortissimi che arrivavano dalla parte nord delle Marche, podisti instancabili, concentrati su questo evento gi\u00e0 da mesi, che provengono da tradizioni i cui gruppi di provenienza collezionavano vittorie su vittorie e che oramai si sentono sconfitti se solo arrivano secondi.<br \/>\nArrivati nel luogo dove ci saremmo confrontati, ero gi\u00e0 stanco, e con questo stato d\u2019animo ci accingemmo velocemente per fare il cerchio di apertura e di li a poco ci ritrovammo con un nome di pattuglia e con un identificativo.<br \/>\nIl primo confronto lo avemmo con il cucito, mia nonna mi diede delle ottime indicazioni solo che vederlo fare a lei e il metterlo in pratica, fu una differenza che si materializz\u00f2 sotto ai miei occhi. Ce la cavammo egregiamente ma il primo scoglio non tard\u00f2 ad arrivare.<br \/>\nArrivati su un promontorio, grazie al superamento del cucito ci vedemmo consegnare una cartina con dei punti da individuare, e arrivati sul posto deciframmo un morse con cui saremmo dovuti arrivare al punto successivo. Capire il morse fatto di parole, non mi era semplice, ma comprendere le coordinate fatte di numeri che nel momento in cui ci trovammo a tradurlo, ci venne chiaro in mente che non averli ripassati fosse stato una leggerezza che avremmo pagato caro.<br \/>\nBeh, fu l\u2019inizio di una lunga serie di errori che ci port\u00f2 a sollevare il morale e la testa solo quando ci ritrovammo l\u2019indomani alla gara di cucina, dove spazzammo letteralmente le pattuglie avversarie e dove finalmente avemmo una piccola pacca sulla spalla per le stupefacenti pietanze che in breve tempo riuscimmo a preparare.<br \/>\nAl cerchio finale avemmo anche un\u2019altra piccola soddisfazione, aver avuto un plauso per la tecnica di espressione, ma il talento era soprattutto del mio compagno di pattuglia, nato giocoliere di parole e di postura assolutamente strappa risate che io non feci altro che dargli corda e seguirlo in tutto ci\u00f2 che gli venisse in mente.<br \/>\nL\u2019idillio dell\u2019ilarit\u00e0 scomparve quando i capi della regione iniziarono a dire la classifica, che io davo per scontato partire dal podio, tralasciando tutti gli altri.<br \/>\nMi sbagliavo, part\u00ec dall\u2019ultimo classificato e qualcosa mi diceva che potesse essere proprio la nostra posizione ma ancora una volta rimanevo a bocca aperta perch\u00e9 due ragazzi di quei gruppi che collezionavano vittorie si classificarono ultimi.<br \/>\nQuello subito dopo era il nostro, e lo ricordo talmente bene quel momento perch\u00e9 gener\u00f2 un tale applauso che lo ricorder\u00f2 per sempre, un incoraggiamento che mi sembr\u00f2 essere arrivati primi non sull\u2019attivit\u00e0 che avevamo appena concluso ma al campionato del mondo di Triathlon.<br \/>\nA distanza di anni mi ritrovo ad essere Commissario Nazionale di Branca Rover e questo mio passato mi torna alla mente, fervido e tangibile pi\u00f9 che mai, forte del fatto che ora conosco realt\u00e0 che vanno un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 della mia regione, e so che non in tutti i distretti d\u2019Italia usano lo strumento chiamato Challenge e che non ancora \u00e8 stato compreso per ci\u00f2 che porta con s\u00e9.<br \/>\nCon questo non intendo promuovere a piet\u00e0 o a super eroe la mia figura, piuttosto uso le mie deficienze avute da ragazzo per riscoprire con gli occhi da Commissario e portare a conoscenza di quanto possiamo mettere in gioco strutturando una proposta metodologica cucita su misura sulle necessit\u00e0 dei nostri Rover.<br \/>\nSapere che Luca ha problemi con l\u2019alcool, che Francesco per farsi vedere pi\u00f9 grande fuma di tanto in tanto con i suoi amici, Giovanni ha problemi di autostima, ecc.., fa s\u00ec che allora il Challenge acquisti quel senso per cui \u00e8 stato creato, e cio\u00e8 che grazie alle tecniche acquisite quando era esploratore diventi di duplice effetto, usate per migliorare quell\u2019aspetto caratteriale o quel limite di un ragazzo o per fargli scoprire un talento, e che grazie alla pratica costante delle tecniche possa metterle al servizio degli altri tramite il servizio al prossimo.<br \/>\nVedete ragazzi quanto \u00e8 importante chiudere un percorso formativo, il gioco, le tecniche, il servizio, in esse ci sono le fasi di crescita di uno Scout e quindi l\u2019esser stato Lupetto, Esploratore e poi Rover, fa si che avvicinandosi alla partenza, tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione dobbiamo utilizzarli tutti e spero che sia chiaro, una volta per tutte, che il nostro fine ultimo non \u00e8 far diventare i nostri Rover la bella copia del Capo Clan ma far maturare il progetto che Dio ha su ognuno di noi.<br \/>\nChiaro?<\/p>\n<p><em><strong>Parate Viam Domini e Buona Strada.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Lorenzo Cacciani<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni fa, quando ero giovane, con capelli folti, marroni e ricci, nel pieno dell\u2019attivit\u00e0 Rover, mi piaceva mettere alla prova il mio Capo Clan con continui cambiamenti di umore, ero diventato un super campione nel prenderlo in giro. 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