{"id":2821,"date":"2020-06-01T23:53:26","date_gmt":"2020-06-01T21:53:26","guid":{"rendered":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=2821"},"modified":"2020-06-12T15:42:06","modified_gmt":"2020-06-12T13:42:06","slug":"egidio-bullesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2020\/06\/01\/egidio-bullesi\/","title":{"rendered":"Egidio Bullesi"},"content":{"rendered":"<p>Il 25 aprile scorso si \u00e8 svolta una cerimonia per ricordare il 90\u00b0 anniversario della morte di Egidio Bullesi, un ragazzo istriano di cui forse non in molti avranno sentito parlare, ma di cui vale certamente la pena raccontare.<br \/>\nEgidio nasce a Pola, in Istria, nel 1905 da una famiglia di modeste condizioni economiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, ancora bambino, Egidio sperimenta insieme alla sua famiglia le dolorose peregrinazioni che i profughi istriani sono costretti ad affrontare: via da Pola, citt\u00e0 natale, per scappare prima a Rovigno (Istria), poi in Ungheria, infine a Graz, in Austria.<br \/>\nFinalmente, finita la guerra, la famiglia di Egidio, che ha conosciuto la fame, pu\u00f2 tornare a Pola, che ora \u00e8 italiana. Qui Egidio, tredicenne, lavora come apprendista prima e operaio specializzato poi, in un cantiere navale. Il cantiere \u00e8 un ambiente ostile e pericoloso, ma Egidio lo affronta con uno spirito coraggioso e positivo: in un clima sociale teso, si impone contro la massa degli scioperanti per sostenere altri metodi di elevazione sociale. Per questo comincia quella che, inconsapevolmente, \u00e8 un&#8217;opera di apostolato: essere testimone di un modo di vivere \u201ccattolico\u201d, di cui lui stesso dar\u00e0 una definizione qualche anno pi\u00f9 tardi.<br \/>\nNel 1920, a quindici anni, entra nell\u2019Azione Cattolica, dimostrando una straordinaria capacit\u00e0 di osservazione ed analisi della societ\u00e0 in cui vive:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201cNon c&#8217;era bisogno di un occhio di<\/em><br \/>\n<em>lince per scorgere la miseria morale e<\/em><br \/>\n<em>materiale della vecchia citt\u00e0 adriatica<\/em><br \/>\n<em>nell&#8217;immediato dopo guerra. Le strade,<\/em><br \/>\n<em>i moli, le rive mostravano lo spettacolo<\/em><br \/>\n<em>triste di tanti poveri ragazzi abbandonati<\/em><br \/>\n<em>a s\u00e9 stessi, bisognosi di una mano che<\/em><br \/>\n<em>li guidasse e di un cuore che li amasse.<\/em><br \/>\n<strong><em>Bisognava avvicinarli, difenderli,<\/em><\/strong><br \/>\n<em><strong>educarli, prepararli alla vita<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel 1921, mandato a Roma a rappresentare l\u2019Azione Cattolica di Pola fa la sua conoscenza con lo scautismo, di cui rimane entusiasta, poich\u00e9 vede in questo una risposta ai bisogni che osserva nei ragazzi di Pola.<br \/>\nRientrato a casa, si fa promotore della fondazione di un Riparto di Giovani esploratori di cui sar\u00e0 egli stesso un membro. Per far conoscere gli scout alla cittadinanza vuole a tutti i costi che il Riparto San Michele partecipi, in uniforme, alla solenne processione del Corpus Domini: per questo, insieme ad alcune donne volenterose, in pochi giorni mette insieme le uniformi. Il sogno dello scautismo viene per\u00f2 interrotto dalla prepotenza del governo fascista, che impone, nel 1927, lo scioglimento delle associazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;Posso esclamare:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">ecco, la mia vita<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">segue una stella;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">tutto il mondo, cos\u00ec,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">mi pare pi\u00f9 bello.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">[Egidio Bullesi]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\nMa Egidio non si perde d\u2019animo e di fronte ad una legge ingiusta sceglie, come fecero le Aquile Randagie, la resistenza. Cos\u00ec scriveva al fratello Giovanni:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201cOra, Giovanni, conservando uniti gli<\/em><br \/>\n<em>Esploratori, sar\u00e0 bene costituire un Circolo<\/em><br \/>\n<em>a Panzano e federarlo alla Giovent\u00f9<\/em><br \/>\n<em>Cattolica, poi mantenere intatto lo spirito<\/em><br \/>\n<em>scautistico, evitando solo quello che pu\u00f2<\/em><br \/>\n<em>essere contrario alle intenzioni del Papa.<\/em><br \/>\n<em>E del resto continuare l\u2019identica attivit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Cercare quindi di tradurre in fatto il<\/em><br \/>\n<em>proverbio: l\u2019abito non fa il monaco.<\/em><br \/>\n<em>Va bene?\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel frattempo, nel 1925, a diciannove anni, viene chiamato a svolgere servizio di leva nella Regia Marina Militare. Questo \u00e8 il periodo pi\u00f9 difficile, nel quale i suoi principi morali vengono messi a dura prova dal clima militaresco. Ma Egidio dimostra ancora una volta una grande determinazione e fortezza di carattere, tanto che molti commilitoni della nave \u201cDante Alighieri\u201d, riconoscono in lui una guida e lo seguono in quelle che chiameranno le \u201cattivit\u00e0 serali frigorifere\u201d, un circolo dal clima cameratesco e fraternamente allegro che si riunisce nei locali frigoriferi della nave, un \u201cCircolo della Purezza\u201d, di gioia di vita cristiana. Questa gioia \u00e8 un modo di vivere che Egidio testimonia quotidianamente, di cui \u00e8 molto orgoglioso e che cerca nei giovani coetanei. Scriver\u00e0 alla sorella che un giorno, lontano da casa, sbarcato in Sicilia durante il servizio di leva, avesse trovato conforto nella gioia chiassosa dei ragazzi vicino ad una chiesa:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201cTrovai un circolo di molti giovani, assieme<\/em><br \/>\n<em>a un giovane assistente ecclesiastico.<\/em><br \/>\n<em>M\u2019intrattennero molto bene e mi<\/em><br \/>\n<em>accompagnarono a visitare la bella chiesa<\/em><br \/>\n<em>del luogo. Ma i giovani, quei giovani,<\/em><br \/>\n<em>quanto li trovai buoni, veramente cattolici:<\/em><br \/>\n<strong><em>premurosi, gentili, generosi, insomma<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>avevano tutte le buone qualit\u00e0 di<\/em><\/strong><br \/>\n<em><strong>giovani cattolici<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Terminato il servizio di leva, Egidio torna a Pola, dove termina gli studi e diventa disegnatore tecnico.<br \/>\nQuindi, viene assunto a Monfalcone, presso i cantieri navali. Ma la sua premura, gentilezza, generosit\u00e0, sono sempre rivolti al prossimo, anche nel tempo libero, che dedica al catechismo e ai poveri, agli ammalati, agli stranieri insieme all\u2019Opera della Carit\u00e0 San Vincenzo.<br \/>\nRimane sempre cosciente dell\u2019urgenza di educare i giovani, ha le idee chiare su quel che serve all\u2019Italia:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u201cSi tratta di salvare molte anime di<\/em><br \/>\n<em>fanciulli: si tratta di orientarle per tutta<\/em><br \/>\n<em>la vita verso Nostro Signore, verso il suo<\/em><br \/>\n<em>Cuore. Si tratta di dare all&#8217;Italia nostra<\/em><br \/>\n<em>la giovinezza di domani, forte e pura,<\/em><br \/>\n<em>colta e pia,<strong> si tratta di popolare il Cielo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>di Santi<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel 1927 si ammala di tubercolosi e comincia una lunga degenza in ospedale, a Pola, comunicando gioia e bellezza anche nella sofferenza, affrontando con forza d\u2019animo e serenit\u00e0 la malattia che se lo porter\u00e0 via il 25 aprile 1929. Nel 1997, Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Venerabile, ed \u00e8 tutt\u2019ora in corso la causa per la sua beatificazione. Nel santuario sull\u2019isola di Barbana, ai piedi della statua che lo ricorda \u00e8 riportato il verso <em>&#8220;Viver d&#8217;amore \u00e8 navigare, ognora gioia spargendo e riso <\/em><em>attorno a me&#8221;, <\/em>tratto dal suo diario e ispirato da una frase di Santa Teresa di Lisieux.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>\u201cQuesta sar\u00e0 la mia missione: gioia,<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>riso, amore; questo il mio messaggio<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\"><em>sul mare\u201d.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 aprile scorso si \u00e8 svolta una cerimonia per ricordare il 90\u00b0 anniversario della morte di Egidio Bullesi, un ragazzo istriano di cui forse non in molti avranno sentito parlare, ma di cui vale certamente la pena raccontare. 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