{"id":2560,"date":"2018-09-01T23:55:44","date_gmt":"2018-09-01T21:55:44","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=2560"},"modified":"2018-10-19T19:15:23","modified_gmt":"2018-10-19T17:15:23","slug":"concreta-opera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2018\/09\/01\/concreta-opera\/","title":{"rendered":"Concreta opera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Non basta l\u2019idea e non \u00e8 nel rapido momento del pensiero che si realizza un\u2019opera. Non \u00e8 l\u2019attimo virtuale, non la leggera inconsistenza di un like, non il rapido sguardo distratto su uno schermo liquido.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 terreno e umano dell\u2019azione manuale; la capacit\u00e0 di generare nuovi oggetti e forme e strumenti con del senso, un\u2019utilit\u00e0, una bellezza, al servizio dell\u2019uomo. E per realizzarli incrociare il tempo che Dio ci dona, usandone spesso ore, giorni.<br \/>\nTutto questo diventa anche contributo perfetto alla creazione quando la nostra opera \u00e8 gratuita, quando il suo realizzarsi non \u00e8 scandito da un tempo a pagamento che conta il minuto e finisce spesso per ridurre la bellezza, la qualit\u00e0, la perfezione di ci\u00f2 che stiamo generando perch\u00e9 non importa la cura ma \u00e8 il profitto a cui si punta per poi andare oltre, ad altro da guadagnare con il prossimo lavoro.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2531 alignleft\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Editoriale_3-176x300.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Editoriale_3-176x300.jpg 176w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Editoriale_3-100x171.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Editoriale_3-150x256.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Editoriale_3-200x341.jpg 200w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Editoriale_3.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 176px) 100vw, 176px\" \/>La fulgida libert\u00e0 che si sperimenta quando si compone qualcosa con amore perch\u00e9 possa servire ad altri, libert\u00e0 che con il suo sapore diventa anche il regalo per colui che vi ha prestato le mani e un frammento della sua vita. L\u2019opera diventa parte di noi e una vaga eco della nobilt\u00e0 creatrice risuona nei nostri spesso\u00a0sordi orecchi umani\u2026: <em>\u201c\u2026vide che era cosa buona\u201d<\/em>.<br \/>\nNoi, piccoli uomini dall\u2019effimero passaggio terreno possiamo partecipare della dignit\u00e0 creatrice. Il nostro minuscolo frammento, ma frutto del talento che non sprechiamo, la nostra minuscola impresa nell\u2019infinit\u00e0 delle ere e dello spazio ma a similitudine dell\u2019azione del Padre e in fedelt\u00e0 al suo mandato che ci ha voluto custodi della terra.<br \/>\nIncrociando le braccia o pensando che forse \u00e8 meglio che facciano altri perdiamo ci\u00f2 che abbiamo ereditato alla nascita, la dignit\u00e0 di figli di un Dio creatore e quindi anche noi impregnati di essenza creatrice.<br \/>\nNon possiamo arenare la nostra barca in una palude fangosa. Nella sua pienezza e nobilt\u00e0 l\u2019uomo \u00e8 collaboratore del Dio Artefice e non semplice spettatore.<br \/>\nSiamo chiamati a far parte di questa creazione non ancora compiuta, \u201cin stato di via\u201d come dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica. Siamo chiamati a lavorare per il bello e per il buono usando tutta l\u2019intelligenza e i talenti che Dio ci ha donato. Quel bello e quel buono che alla fine della vita comporranno le pietre del selciato che ci apparir\u00e0 davanti e che seguiremo fino alla porta della Gerusalemme Celeste.<br \/>\n\u00c8 tutto qui, \u00e8 semplice, \u00e8 una concreta opera.<br \/>\nE per essere ancora pi\u00f9 concreti mi piace raccontare di un\u2019opera tangibile davanti alla quale mi sono trovata l\u2019anno scorso e che ha procurato in me molta gioia. Gioia quando l\u2019ho vista e ancora pi\u00f9 gaudio quando ho saputo chi l\u2019aveva realizzata.<br \/>\nSto parlando del noviziato del gruppo FSE del Campagnano I e di un ponte lungo la Via Francigena.<br \/>\nSulla Via infatti c\u2019\u00e8 sempre stato un tratto di cammino che i pellegrini avrebbero voluto percorrere. \u00c8 un passaggio chiave per evitare di camminare lungo la trafficata Cassia bis, \u00e8 l\u2019attraversamento del fosso del Pavone. In questi ultimi anni vari pellegrini si sono avventurati. Nella stagione secca si poteva guadare, ma in tanti neanche ci provavano a deviare per i campi che portano al fosso per timore di arrivare e poi di non poterlo attraversare. Meglio allora continuare sull\u2019asfalto della Cassia, o allungare il percorso su altre vie, oltre l\u2019autodromo di Vallelunga, allungando di vari chilometri il cammino. \u00c8 qui che la concreta opera si \u00e8 realizzata. Ora il ponte c\u2019\u00e8, una perfetta costruzione in stile scout, essenziale e funzionale. La voce si diffonder\u00e0.<br \/>\nPellegrini passeranno. Passando i pellegrini si aprir\u00e0 il cammino che porta al guado, l\u00ec dove l\u2019erba alta dei prati che bisogna attraversare ancora cela il percorso.<br \/>\nSi traccer\u00e0 il sentiero con il passaggio di tanti. E tutto questo semplicemente perch\u00e9 ora il ponte c\u2019\u00e8. E l\u2019opera non si \u00e8 limitata a questo: l\u2019altro servizio reso \u00e8 stato quello della pulizia di un tratto di cammino e di due fonti, la Fontana Latrona e la Fonte di Maria Bona. Un lavoro rilevante e accurato. Il territorio di Campagnano, finito sotto la custodia scout, credo sar\u00e0 un passaggio sicuro per i pellegrini. Ci sar\u00e0 ancora da fare, bisogner\u00e0 salvaguardare quello che \u00e8 stato fatto e passare per verifiche costanti: tutte buone occasioni per non smettere mai di essere persone dalla concreta opera.<\/p>\n<p><em><strong>Monica D\u2019Atti<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non basta l\u2019idea e non \u00e8 nel rapido momento del pensiero che si realizza un\u2019opera. Non \u00e8 l\u2019attimo virtuale, non la leggera inconsistenza di un like, non il rapido sguardo distratto su uno schermo liquido. 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