{"id":221,"date":"2013-06-10T16:55:05","date_gmt":"2013-06-10T14:55:05","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=221"},"modified":"2013-11-12T11:01:14","modified_gmt":"2013-11-12T10:01:14","slug":"don-tarcisio-beltrame-quattrocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2013\/06\/10\/don-tarcisio-beltrame-quattrocchi\/","title":{"rendered":"Don Tarcisio Beltrame Quattrocchi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><em><strong>Preghiera della Sera<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em> Al cader della giornata<\/em><br \/>\n<em> noi leviamo i cuori a Te;<\/em><br \/>\n<em> tu l&#8217;avevi a noi donata,<\/em><br \/>\n<em> bene spesa fu per Te.<\/em><br \/>\n<em> Te nel bosco e nel ruscello,<\/em><br \/>\n<em> Te nel monte e Te nel mar;<\/em><br \/>\n<em> Te nel cuore del fratello,<\/em><br \/>\n<em> Te nel mio cercai d&#8217;amar.<\/em><br \/>\n<em><br \/>\nSe sol sempre la mia mente,<\/em><br \/>\n<em> in Te pura s&#8217;affiss\u00f2<\/em><br \/>\n<em> e talora stoltamente<\/em><br \/>\n<em> a Te lungi s&#8217;attard\u00f2.<\/em><br \/>\n<em> Mio Signor ne son dolente<\/em><br \/>\n<em> Te ne chiedo o Dio merc\u00e8<\/em><br \/>\n<em> del mio meglio lietamente<\/em><br \/>\n<em> io doman far\u00f2 per Te.<\/em><br \/>\n<em><br \/>\nI tuoi cieli sembran prati<\/em><br \/>\n<em> e le stelle tanti fior.<\/em><br \/>\n<em> Son bivacchi dei beati<\/em><br \/>\n<em> stretti intorno al loro Signor.<\/em><br \/>\n<em> Quante stelle quante stelle,<\/em><br \/>\n<em> dimmi Tu la mia qual \u00e8.<\/em><br \/>\n<em> Non ambisco alla pi\u00f9 bella,<\/em><br \/>\n<em> purch\u00e9 sia vicino a Te.<\/em><\/p>\n<p>Quante volte avete cantato questa canzone, in cerchio davanti\u00a0al fuoco, sotto le stelle, al momento di salutare i vostri compagni\u00a0prima di andare a dormire? E vi \u00e8 mai successo di domandarvi\u00a0chi possa aver scritto delle parole cos\u00ec semplici e al\u00a0tempo stesso cos\u00ec perfette per esprimere la bellezza del momento in cui\u00a0la giornata volge al termine, si ringrazia di quel che si \u00e8 vissuto e ci si\u00a0affida a Lui? Ammetto che questa \u00e8 una delle mie preghiere preferite, mi\u00a0trasmette una gran serenit\u00e0. Mi chiedo spesso chi siano gli autori di canti\u00a0e preghiere cos\u00ec belli e significativi e soprattutto dove trovino le parole\u00a0adatte.<br \/>\nDon Tarcisio Beltrame, detto don Tar, ha scritto le parole di questa preghiera\u00a0in una notte di veglia durante il San Giorgio del 1946. Don Tarcisio\u00a0era assistente dell\u2019ASCI (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana) ma\u00a0aveva cominciato la sua avventura nello scoutismo molti anni prima, nel\u00a01916. Pensate che fu in Riparto assieme ad Agostino Ruggi D\u2019Aragona,\u00a0che pi\u00f9 tardi avrebbe fondato l\u2019AGI (Associazione Guide Italiane, 1943). Il loro capo Riparto era il conte Mario di Carpegna, che\u00a0proprio nel 1916 aveva fondato l\u2019ASCI. Erano certamente\u00a0anni di grande fermento, in cui lo scoutismo\u00a0rappresentava una vera e propria novit\u00e0. A volerlo\u00a0esploratore furono i genitori, Luigi e Maria Beltrame\u00a0Quattrocchi. Li avete mai sentiti nominare? Nel 2001\u00a0sono stati nominati beati da Papa Giovanni Paolo II.<br \/>\nSono stati la prima coppia della Chiesa a essere beatificata.<br \/>\nLe parole del Papa ci raccontano il perch\u00e9: &#8220;Non\u00a0pu\u00f2 pi\u00f9 essere accettabile che venga negato il giusto\u00a0riconoscimento alla santit\u00e0 silenziosa e normale di\u00a0tanti padri e madri&#8221;.<br \/>\nI genitori di Tarcisio, infatti, cercarono per i loro figli le\u00a0cose migliori, non le pi\u00f9 facili, ma le pi\u00f9 grandi, quelle\u00a0che li potessero portare a gustare la vera gioia. Tarcisio\u00a0decise di entrare in seminario il 6 novembre 1924, il\u00a0giorno stesso in cui assieme ai suoi compagni salutava\u00a0per l\u2019ultima volta il conte Mario di Carpegna. Nel 1930\u00a0fu ordinato sacerdote e durante la Seconda Guerra\u00a0Mondiale prest\u00f2 servizio come cappellano militare\u00a0in marina. Forse \u00e8 proprio per questo che nel 1943,\u00a0caduto il regime fascista, fond\u00f2 a Roma due Riparti,\u00a0uno dei quali nautico. La guerra per\u00f2 non era ancora\u00a0finita ed entrato a far parte delle Resistenza fu ricercato\u00a0per l\u2019aiuto che stava dando a molti perseguitati che\u00a0cercavano di scappare, specialmente ebrei. Al termine\u00a0del conflitto si adoper\u00f2 per far rinascere lo scoutismo\u00a0cattolico a Roma e a Parma, dove aveva trascorso gli\u00a0anni precedenti l\u2019ordinazione, e fu tra gli organizzatori\u00a0dei primi campi di formazione per i capi.<br \/>\nE torniamo a quella notte del 1946, al primo San\u00a0Giorgio dopo lo scioglimento voluto dal fascismo. \u00a0Don Tarcisio compose le parole della \u201cPreghiera della\u00a0sera\u201d e le adatt\u00f2 alla musica di un canto friulano\u00a0\u201cAi preat la biele stele\u201d (Ho pregato la bella stella). Don\u00a0Tarcisio fu ancora attivo su molti fronti, fino alla sua\u00a0scomparsa a 96 anni: nei Foulards Blancs, movimento\u00a0che assiste i pellegrini a Lourdes; nel soccorso ai terremotati\u00a0del Friuli (1976); nella scrittura, in particolare\u00a0nella traduzione di \u201cStella in alto mare\u201d del francese\u00a0Guy de Larigaudie; nella stampa e nei campi di formazione\u00a0AGESCI. Dopo aver letto la vita di don Tar, credo\u00a0di aver dato risposta alla domanda che mi ero posto:\u00a0per riuscire a scrivere una preghiera o un canto che\u00a0lascino un segno, occorre aver vissuto la propria vita\u00a0come una preghiera, pur rocambolesca\u00a0o semplice che sia.<br \/>\nE al momento di \u201ccongedarsi\u201d\u00a0dai nostri compagni non ci\u00a0saranno parole pi\u00f9 belle \u00a0di quelle scritte da don\u00a0Tar per ringraziare Dio\u00a0e affidarsi a Lui.<\/p>\n<p>Francesco Barbariol<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preghiera della Sera Al cader della giornata noi leviamo i cuori a Te; tu l&#8217;avevi a noi donata, bene spesa fu per Te. Te nel bosco e nel ruscello, Te nel monte e Te nel mar; Te nel cuore del fratello, Te nel mio cercai d&#8217;amar. 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