{"id":2084,"date":"2016-12-01T23:37:23","date_gmt":"2016-12-01T22:37:23","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=2084"},"modified":"2017-02-01T17:20:38","modified_gmt":"2017-02-01T16:20:38","slug":"campo-servizio-2016-lega-del-filo-doro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2016\/12\/01\/campo-servizio-2016-lega-del-filo-doro\/","title":{"rendered":"Campo di Servizio 2016 Lega del Filo d\u2019oro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Era un mercoled\u00ec di ottobre ed il Clan era riunito in Consiglio. Si stava discutendo su quale sarebbe stato il programma dell\u2019anno e tra le varie attivit\u00e0 che avrebbero scandito l\u2019anno si arriv\u00f2 a pensare al Campo Mobile.<br \/>\nValutammo di tornare nel nord Italia come l\u2019anno precedente, qualcuno propose le Cinque Terre, e qualcun altro invece propose di continuare sulla via francigena come avevamo gi\u00e0 fatto nel campetto di Pasqua. Nessuna di queste proposte per\u00f2 riusciva ad essere convincente per l\u2019intero Clan. Visto che ci trovavamo in un attimo di stasi decidemmo di fermarci e rianalizzare il tutto secondo il motto che avevamo scelto: \u201cSe vuoi che qualcosa sia fatto, non dire vai ma andiamo\u201d. In un attimo capimmo che avevamo bisogno di qualcosa che non avevamo ancora contemplato, avevamo bisogno di un campo di servizio. I ragazzi dissero che volevano qualcosa che li portasse a contatto con persone bisognose. La voglia di mettersi in gioco in un \u201ccampo\u201d per noi nuovo ormai dilagava, era deciso e dovevamo solo trovare l\u2019occasione! Ci imbattemmo nella Lega del Filo d\u2019Oro ONLUS che anche per quest\u2019anno avrebbe offerto l\u2019opportunit\u00e0 ai Gruppi scout di vivere un\u2019esperienza di servizio presso il loro Centro di Riabilitazione di Osimo (AN). <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2052 alignleft\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/01\/Rover_2.jpg\" alt=\"Rover_2\" width=\"171\" height=\"107\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_2.jpg 171w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_2-100x63.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_2-150x94.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/>La collaborazione dei volontari \u00e8 una delle specificit\u00e0 dell\u2019Associazione ed \u00e8 per questo che da sempre propongono l\u2019esperienza anche al mondo scout. Il compito primario della Lega \u00e8 quello di assistere, educare, curare la riabilitazione ed il recupero dei non vedenti privi di udito e dei pluriminorati psicosensoriali. Oramai avevamo scelto e saremmo andati fino in fondo ma lo ammetto, insieme alla tanta voglia c\u2019era altrettanta paura di non essere all\u2019altezza e di non riuscire a donarsi completamente.<br \/>\nPartimmo inizialmente a giugno per un paio di giorni di formazione, conoscemmo il centro, alcuni ospiti e fummo formati da un gruppo di medici, psicologi ed operatori. Passarono i mesi, passarono i campi di prima e seconda branca e finalmente arriv\u00f2 il giorno per partire alla volta di Osimo. Le nostre giornate erano semplici, ci svegliavamo nella foresteria dove eravamo ospitati e per le 8.00 salivamo verso il centro, poi alle 13.00 un pasto in mensa, alle 19 la cena e poi diretti fino alle 23.00, ora in cui i pi\u00f9 \u201cgrandi\u201d andavano messi a letto. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2053 alignright\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/01\/Rover_3.jpg\" alt=\"Rover_3\" width=\"175\" height=\"118\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_3.jpg 175w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_3-100x67.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_3-150x101.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/>Una\u00a0cosa che ricordo con gioia \u00e8 che nessuno di noi era incaricato di un Ospite in particolare, le nostre giornate erano formate da un continuo scambio di ruoli. Magari la giornata cominciava con lo svegliare Valentino, poi si passava a far ascoltare la musica a Cristian per un paio di ore e poi fino a pranzo a far \u201ccorrere forte\u201d Francesco. Il centro \u00e8 organizzato e curato in un modo eccezionale, c\u2019\u00e8 una cura dei dettagli che traspare palesemente l\u2019amore che la Lega cerca di infondere nei suoi Ospiti. Le aule dove gli ospiti passano il tempo sono state personalizzate e costruite appositamente per loro e per le peculiarit\u00e0 che ognuno di loro presenta. Dire che l\u2019esperienza ha segnato i nostri cuori \u00e8 a dir poco banale, immaginavamo che sarebbe stato qualcosa di forte, ma poi quando sei l\u00ec la cosa che pi\u00f9 ti sconvolge \u00e8 scoprire la naturalezza con la quale Servi. Non \u00e8 come costruire un grande palazzo al quale corrisponde una grande fatica, le giornate passavano tranquille e serene ed i momenti di gioco, di divertimento e di servizio trascorrevano come gli altri giorni che avevamo gi\u00e0 vissuto. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2054 alignleft\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/01\/Rover_4.jpg\" alt=\"Rover_4\" width=\"139\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_4.jpg 139w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_4-100x96.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 139px) 100vw, 139px\" \/>Ci avevano avvertito che dopo 48 ore si riesce ad entrare nel \u201cruolo\u201d ma non ci saremmo mai aspettati di trovarci cos\u00ec bene a fare una cosa che solo qualche giorno prima ci spaventava cos\u00ec tanto. \u00c8 incredibile il modo in cui la non conoscenza di qualcosa \u00e8 capace di alterare le nostre sensazioni ed infondere delle paure completamente infondate. Come diceva un nostro caro amico \u201cSforzati sempre di vedere ci\u00f2 che splende dietro le nuvole pi\u00f9 nere\u201d. La sera dopo cena solo alcuni grandi rimanevano alzati fino a tardi in modo che dormissero un po\u2019 di pi\u00f9 la notte. Quel momento lo ricordo con piacere perch\u00e9 era la parte della giornata in cui si rallentava, gli ospiti erano veramente pochi, circa 4-5 e tutto il piano inferiore era vuoto. Il fresco della sera aiutava a calmare i pi\u00f9 agitati mentre passeggiavamo con loro e la nostra presenza insieme a quella delle operatrici diventava un bellissimo gioco di squadra. Arrivavamo a sera sicuramente molto stanchi, ma era proprio in quella stanchezza che trovavamo il modo per entrare ancora di pi\u00f9 in contatto con i ragazzi ancora svegli. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2055 alignright\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/01\/Rover_5.jpg\" alt=\"Rover_5\" width=\"123\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_5.jpg 123w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Rover_5-100x115.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 123px) 100vw, 123px\" \/>Fabrizio, uno dei miei Rover mi ha scritto \u201c\u00c8 un\u2019esperienza che ti rimane dentro, non importa quanto tempo passi\u201d. Niente di pi\u00f9 vero, non dimenticher\u00f2 una sera con Cristian, sull\u2019altalena per carrozzine, con tutti noi intorno a lui a cantare Venditti mentre due di noi (anche loro sull\u2019altalena e in piedi) spingevano quell\u2019omone dal cuore enorme. Non dimenticher\u00f2 il tour fino a Loreto con 6 carrozzine, 2 Ducato e 2 Dobl\u00f2 carichi di Ospiti, operatori e Rover. Non dimenticher\u00f2 la mattinata di compere al mercato di Osimo con Santo ed Angelo, due sordociechi molto esigenti in fatto di scarpe e cinte! Non dimenticher\u00f2 la contentezza di Sergio quando scopri che eravamo tutti uomini a suo dire \u201cgrandi e forti\u201d. Non dimenticher\u00f2 le persone che ogni giorno affrontano quel lavoro con il sorriso.<br \/>\nPotrei continuare ancora ma non riuscirei lo stesso a passarvi le emozioni che vivemmo in quel paesino tra le colline marchigiane. Vorrei invitarvi a prendere la strada per Osimo, mettetervi in macchina ed andare a vedere, andare a conoscere Cristian, Paola, Giovanna, Moreno\u2026 Se avete mai cercato un posto dove poter rispondere alla domanda \u201cPerch\u00e9 esisto?\u201d, lo troverete l\u00ec e capirete che una carezza, quando si fanno i capricci perch\u00e9 non si vuole fare colazione, ha lo stesso effetto sia su un bambino di 3 anni che su adulto di 37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Massimo Paneni<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000\"><strong>Capo Clan del Clan Pegaso &#8211; Roma 20<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>a cura di Giacomo Giovanelli<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un mercoled\u00ec di ottobre ed il Clan era riunito in Consiglio. 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