{"id":2067,"date":"2016-12-01T23:55:25","date_gmt":"2016-12-01T22:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=2067"},"modified":"2017-01-31T16:21:26","modified_gmt":"2017-01-31T15:21:26","slug":"chi-serve-salva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2016\/12\/01\/chi-serve-salva\/","title":{"rendered":"Chi serve salva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><em>\u201cChi serve e dona, sembra un perdente agli occhi del mondo. In realt\u00e0, proprio perdendo<\/em><br \/>\n<em>la vita, la ritrova. Perch\u00e9 una vita che si spossessa di s\u00e9, perdendosi nell\u2019amore,<\/em><br \/>\n<em>imita Cristo: vince la morte e d\u00e0 vita al mondo.<\/em><br \/>\n<em><strong>Chi serve, salva. Al contrario, chi non vive per servire, non serve per vivere\u201d<\/strong>.<\/em><br \/>\n<em>(Omelia di Papa Francesco, 3 novembre 2015)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lapidario il nostro Papa. In poche righe il succo della vita. Quasi duro a leggersi nelle ultime parole: \u201c\u2026 chi non vive per servire, non serve per vivere\u201d.<br \/>\nChi non serve, chi non si mette al servizio della vita allora non serve, non \u00e8 utile alla vita stessa, la sua vita ha poco senso, poca efficacia. Chi non si mette in relazione con il mondo con sentimento di servizio questi importer\u00e0 poco al mondo. Sar\u00e0 solo un abitante di passaggio, uno di quei nati sulla terra che non lasciano niente dietro di loro e niente dentro i cuori del prossimo che avranno incrociato nel cammino.<br \/>\nE la cosa ancora pi\u00f9 triste \u00e8 che avr\u00e0 perso anche se stesso. Non sar\u00e0 stato capace neanche di mettersi al servizio di se stesso, non sar\u00e0 stato utile neanche per salvare la propria vita, la propria anima.<br \/>\nPensiero duro? Analisi spietata?<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2044 alignleft\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/01\/Editoriale_2-300x221.jpg\" alt=\"Editoriale_2\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-300x221.jpg 300w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-768x565.jpg 768w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-100x74.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-150x110.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-200x147.jpg 200w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-450x331.jpg 450w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2-600x442.jpg 600w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Editoriale_2.jpg 814w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Diciamo invece che \u00e8 una forte provocazione. Non ci si perde in giri di parole, si punta dritto al cuore. O vivi o muori, o servi o non servi. O ti colleghi con la logica del creato, con il logos di Dio che \u00e8 perfetto amore generativo al servizio gratuito della vita o perdi il treno\u2026 nel senso che non riesci a entrare nel ritmo, nel cuore pulsante della vita. \u00c8 con questo enorme mistero che bisogna cercare di mettersi in relazione; con questa costruzione continua che chiede agli uomini forti braccia e agili gambe, che apre ancora nuove strade perch\u00e8 qualcuno accetti, si incammini e si metta al servizio di un altro sogno, di un\u2019altra realizzazione. Questa creazione non interrotta e mai ancora arrivata al termine. Una storia partita dal portone del Paradiso Terrestre chiuso alle nostre spalle e destinata a concludersi davanti al portone spalancato della Gerusalemme Celeste.<br \/>\nCredo che al giorno d\u2019oggi niente come lo scautismo aiuti a capire e a vivere questo messaggio. Il servizio \u00e8 una dimensione che ci appartiene, che ci accompagna fin dai primi passi. In ogni fase della nostra crescita ci siamo trovati a servire. Piccoli servizi, poi servizi un po\u2019 pi\u00f9 grandi, poi impegnativi, poi quasi impossibili, poi invece tutti affrontabili.<br \/>\nLa relazione che si crea tra persone, nella sestiglia, nella squadriglia, poi in clan e in fuoco, con i capi, poi con la natura che attraversiamo e all\u2019interno<br \/>\ndella quale abbiamo la fortuna di vivere; e i luoghi e le persone con le quali la nostra strada ci porta a venire in contatto; storie condivise e situazioni che ci entrano nel cuore e delle quali cominciamo a sentirci responsabili. La relazione porta alla risposta, al desiderio di condividere e di essere d\u2019aiuto perch\u00e9 ci\u00f2 che di bello e di buono abbiamo visto e che ci \u00e8 entrato nelle vene persista, prosegua, possa vivere e prosperare. Il servire cos\u00ec \u00e8 connaturato in noi. Per chi resta, per chi continua, per chi non va via presto, l\u2019essere al servizio diventa la parte pi\u00f9 naturale della vita. Quasi diverso, quasi marziano diventa chi non \u00e8 capace di servire; chi fa finta o chi fa i conti.<br \/>\nE poi, a pensarci bene, chi non ha imparato a servire \u00e8 anche meno libero. Servire ti permette di metterti liberamente all\u2019opera. Non ci sono troppi calcoli da fare. Non perderai tempo a valutare i pro e i contro, le conseguenze utili o meno utili alla tua tasca o al tuo tornaconto personale. Potrai anche lanciarti in imprese che altri non perseguono perch\u00e9 saranno ancora l\u00ec a pensarci. Le uniche cose che ti serviranno saranno l\u2019amore e il tempo. Di solito entrambe arrivano da Dio. Di solito entrambe possono essere oggetto di preghiera. Di solito per entrambe si impara presto a non fare il conto.<br \/>\nCos\u00ec capiamo che la chiave che ci viene offerta \u00e8 quella di una libera relazione con il creato, con le creature e con il Creatore. Liberi di amare il suo progetto, liberi di servire. Dove libert\u00e0 \u00e8 essere capaci di non farsi fermare dal proprio egoismo, dalla propria pigrizia, dai propri limiti.<br \/>\nLibert\u00e0 di non farsi fermare dalla paura di perdere la propria vita. Anche perch\u00e9 come cristiani sappiamo, per fede e per ragione, che la vita non la potremo perdere se l\u2019abbiamo donata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Monica D&#8217;Atti<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChi serve e dona, sembra un perdente agli occhi del mondo. In realt\u00e0, proprio perdendo la vita, la ritrova. Perch\u00e9 una vita che si spossessa di s\u00e9, perdendosi nell\u2019amore, imita Cristo: vince la morte e d\u00e0 vita al mondo. 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