{"id":2003,"date":"2016-09-01T23:47:28","date_gmt":"2016-09-01T21:47:28","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=2003"},"modified":"2016-11-10T12:55:35","modified_gmt":"2016-11-10T11:55:35","slug":"al-lavoro-nel-modo-giusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2016\/09\/01\/al-lavoro-nel-modo-giusto\/","title":{"rendered":"Al lavoro, ma nel modo giusto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Genesi 1,2-8<\/strong><\/span><br \/>\n<em><strong>Emigrando dall\u2019oriente, gli uomini capitarono in\u00a0<\/strong><strong>una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Si dissero l\u2019un l\u2019altro: &#8220;Venite, facciamoci mattoni e\u00a0<\/strong><strong>cuociamoli al fuoco&#8221;. Il mattone serv\u00ec loro da pietra\u00a0<\/strong><strong>e il bitume da malta. Poi dissero: &#8220;Venite, costruiamoci\u00a0<\/strong><strong>una citt\u00e0 e una torre, la cui cima tocchi il cielo,\u00a0<\/strong><strong>e facciamoci un nome, per non disperderci su\u00a0<\/strong><strong>tutta la terra&#8221;. Ma il Signore scese a vedere la citt\u00e0 e\u00a0<\/strong><strong>la torre che i figli degli uomini stavano costruendo.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Il Signore disse: &#8220;Ecco, essi sono un unico popolo e\u00a0<\/strong><strong>hanno tutti un\u2019unica lingua; questo \u00e8 l\u2019inizio della\u00a0<\/strong><strong>loro opera, e ora quanto avranno in progetto di\u00a0<\/strong><strong>fare non sar\u00e0 loro impossibile. Scendiamo dunque\u00a0<\/strong><strong>e confondiamo la loro lingua, perch\u00e9 non comprendano\u00a0<\/strong><strong>pi\u00f9 l\u2019uno la lingua dell\u2019altro&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Credo che questo sia uno dei brani pi\u00f9 conosciuti, e forse pi\u00f9 enigmatici, della Bibbia.<\/em><br \/>\n<em>Chi non ha mai sentito parlare, almeno una volta, della &#8220;torre di Babele&#8221; e chi non si \u00e8 domandato, almeno una volta, &#8220;ma perch\u00e9&#8221;?<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 questa confusione di lingue?<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 questa incomunicabilit\u00e0 fra i popoli?<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 Dio si \u00e8 scomodato e si \u00e8 dato da fare per provocare tutto questo &#8220;casino&#8221; solo per una torre?<\/em><br \/>\n<em>Pu\u00f2 Dio agitarsi per cos\u00ec poco?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>PERICOLI<\/strong><br \/>\nMa questo brano, proprio questo brano, ci vuole raccontare di un Dio cos\u00ec schierato dalla parte dell\u2019uomo che non potr\u00e0 mai accettare che noi, suoi figli, rischiamo di spendere tutta la nostra vita dietro a cose stupide e piccole, mossi solo dalla paura.<br \/>\nQuesto brano ci racconta di un Dio cos\u00ec &#8220;Padre premuroso&#8221; che non accetter\u00e0 mai che anche solo uno dei suoi figli inizi ad essere trattato soltanto come un oggetto, come uno strumento, come un ingranaggio (sacrificabile e sostituibile) di un progetto pi\u00f9 grande. Ci sono infatti almeno due pericoli, insiti nel nostro vivere ed operare sulla terra, da cui questa parola ci mette in guardia e che Dio sempre combatter\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A) il pericolo di volersi &#8220;FARE UN NOME&#8221;<\/strong><br \/>\nIl rischio di spendere tutta la nostra vita dietro ad un sogno, ad un\u2018illusione.<br \/>\nIl rischio reale e concreto, che il Signore vede e conosce bene, di usare tutti i nostri doni, le nostre capacit\u00e0 e competenze, il nostro tempo e le nostre energie nel tentativo di voler fuggire dalla nostra precariet\u00e0 e fragilit\u00e0 creaturale che sempre ci accompagna.<br \/>\nIl desiderio di \u201cfarsi un nome\u201d \u00e8 il tentativo di essere diversi, la voglia di diventare grandi e rispettati, solo per fuggire dalla &#8220;paura di disperderci&#8221;, di scomparire a causa della nostra piccolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>B) Il pericolo della &#8220;SPERSONALIZZAZIONE&#8221; (o, se preferite, dell&#8217; omologazione)<\/strong><br \/>\nChe prende il via nel momento stesso in cui s&#8217;inizia a guardare gli altri non per il mistero che sono ma per ci\u00f2 che possono dare, per il ruolo che possono avere nel progetto che ci siamo fatti e che ora sta gi\u00e0 strutturando tutte le dimensioni della vita, anche (e soprattutto) le relazioni che viviamo. Per una torre servono ingegneri, manovali, muratori, e non importa quali siano i loro nomi e le loro storie&#8230; Sar\u00e0 poi un caso che il racconto della torre di Babele sia preceduto proprio dall&#8217;annotazione del passaggio dell\u2019uomo dall\u2019uso della pietra a quello del mattone, dall&#8217;unicit\u00e0 intrinseca e inalienabile della pietra (infatti non si potranno mai trovare in natura due pietre uguali, identiche) all&#8217;omogeneit\u00e0 e uniformit\u00e0 del mattone (frutto solo dell&#8217;abilit\u00e0 e dei progetti degli uomini). Quante ideologie e dittature hanno infatti cancellato la dignit\u00e0 delle persone per asservirle, e sacrificarle, ai loro scopi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>SINTONIZZIAMOCI CON DIO<\/strong><\/span><br \/>\nDavanti a tutto questo, a questa mastodontica &#8220;follia&#8221;, Dio non ha potuto fare altro che schierarsi a difesa dell&#8217;uomo scegliendo di scendere in campo, pronto a &#8220;sacrificare&#8221; anche il suo desiderio pi\u00f9 grande (la comunione) pur di evitare la nostra rovina. Non possiamo infatti dimenticarci che il Dio che confonde le lingue di fronte al progetto della torre di Babele \u00e8 lo stesso che dal giorno di Pentecoste continua a gettare ponti fra i cuori di uomini di storie, lingue e culture diverse.<br \/>\nCari fratelli e sorelle scout non dimenticatevi mai che nella vita non \u00e8 importante solo ci\u00f2 che \u201csappiamo\u201d o \u201cpossiamo fare\u201d ma, ancor di pi\u00f9, il &#8220;perch\u00e9&#8221; e il &#8220;per chi&#8221; lo facciamo!!<br \/>\nNon sbagliatevi sul &#8220;perch\u00e9&#8221;&#8230;. Perch\u00e9 il Dio che ha a cuore il destino dei gigli dei campi e degli uccelli del cielo non potr\u00e0 mai accettare che un suo figlio possa perdersi in folli progetti di grandezza solo perch\u00e9, nella sua piccolezza, ha dato credito alla paura.<br \/>\nLui non accetter\u00e0 mai che voi viviate come se non foste preziosi, come se Lui non esistesse, come se non fossero gi\u00e0 le sue cure a garantirvi la vita e il futuro.<br \/>\nNon sbagliatevi sul &#8220;per chi&#8221; perch\u00e9 se il vostro lavoro, non s&#8217;intesser\u00e0 di volti e di relazioni difficilmente posseder\u00e0 quell&#8217;amore sufficiente e necessario a difendere la preziosit\u00e0 e l&#8217;unicit\u00e0 con cui Dio ha creato ogni cosa. \u00c8 solo nella relazione, con Dio e con gli altri, che ci\u00f2 che facciamo potr\u00e0 trovare il suo vero senso. \u00c9 solo nel servizio, semplice e generoso, che i nostri doni pi\u00f9 belli troveranno il loro giusto utilizzo, la loro piena realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Auguroni di buona vita, di cuore, a tutti voi.<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Frate Andrea Cova<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genesi 1,2-8 Emigrando dall\u2019oriente, gli uomini capitarono in\u00a0una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. 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