{"id":1916,"date":"2016-06-01T23:55:52","date_gmt":"2016-06-01T21:55:52","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1916"},"modified":"2016-08-10T11:17:02","modified_gmt":"2016-08-10T09:17:02","slug":"ogni-uomo-e-unisola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2016\/06\/01\/ogni-uomo-e-unisola\/","title":{"rendered":"Ogni uomo \u00e8 un\u2019isola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Pensate a un\u2019isola, una splendida isola curata\u00a0e amata, con bianche spiagge e cuore verde.<br \/>\nCon acqua e vita, con ombra e radure erbose\u00a0aperte al sole che le scalda. Montagne ad\u00a0accogliere le nubi per benvenute piogge e pianure\u00a0per coltivare frutti della terra. Sulla costa si apre un\u00a0ampio golfo e un ospitale porto ha attracchi pronti\u00a0per tutte le imbarcazioni in cerca di sosta: navi in\u00a0viaggio su acque tranquille o velieri sbattuti dal\u00a0vento, portati dai marosi e dalle correnti, arrivati per\u00a0caso a una salvezza necessaria.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1886 size-full\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/08\/Editoriale_2.jpg\" alt=\"Editoriale_2\" width=\"263\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Editoriale_2.jpg 263w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Editoriale_2-149x300.jpg 149w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Editoriale_2-100x202.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Editoriale_2-150x302.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Editoriale_2-200x403.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/>Pensate poi a un\u2019altra isola, un\u2019arida pietraia dagli\u00a0scogli appuntiti, rifugio occasionale di uccelli\u00a0pelagici, deposito di guano e alghe rinsecchite. Il\u00a0mare si rompe su una costa impenetrabile, il sole\u00a0si rifrange su cristalli di sale asciugati dal vento.\u00a0Per ogni nave passarvi vicino \u00e8 solo un momento\u00a0di distrazione, arrivarvi in prossimit\u00e0 durante una\u00a0tempesta \u00e8 una sventura.<br \/>\nCome un\u2019isola l\u2019uomo, entit\u00e0 unica ed irripetibile,\u00a0appoggiato sul mare della vita. L\u2019uomo plasmato\u00a0da agenti esterni e da agenti interni, come accade\u00a0a un\u2019isola.<br \/>\nQuale isola siamo?<br \/>\nDal primo momento del nostro concepimento\u00a0siamo un mondo in costruzione. All\u2019inizio ci sono i\u00a0nostri genitori e la nostra incosciente vita legata a\u00a0filo doppio alla storia familiare che il destino ci ha\u00a0dato. E c\u2019\u00e8 il corpo avuto in consegna da Dio, dono\u00a0che diventa sempre pi\u00f9 nostro, che scopriamo, che\u00a0esploriamo, che mettiamo alla prova, che amiamo\u00a0e poi a volte odiamo e poi torniamo ad amare.<br \/>\nCon il tempo cresce nella nostra testa la fitta rete\u00a0dei pensieri, la nostra coscienza si fa sempre pi\u00f9\u00a0viva e sempre pi\u00f9 chiaramente cominciamo a\u00a0vedere il mondo intorno a noi che diventa il luogo\u00a0dell\u2019entusiasmo e della sfida; mondo da ammirare e\u00a0da affrontare, da misurare e da contraddire.<br \/>\nInizia il tempo forte della costruzione dell\u2019isola.\u00a0\u00c8 in questi anni che si dipana il destino. \u00c8 nei tempi\u00a0della prima coscienza e del fisico giovane che\u00a0prende forma la geografia dell\u2019isola che saremo.<br \/>\nSalute e forza fisica \u00e8 uno dei punti di impegno dai\u00a0quali si passa. Non importa quale sia il corpo che\u00a0porta la nostra anima; non importa il colore e il peso\u00a0e l\u2019abilit\u00e0 o la diversa abilit\u00e0. Questo nostro corpo \u00e8\u00a0comunque una base di argilla benedetta che chiede\u00a0di essere curata per diventare il progetto sognato\u00a0all\u2019inizio dal Creatore, quel meglio al quale \u00e8 stato\u00a0destinato, per il quale \u00e8 venuto al mondo.<br \/>\nNell\u2019armonia di un corpo amato e curato si cela il\u00a0segreto dell\u2019isola.<br \/>\nIdoneit\u00e0 al mondo, attitudine alla vita: salute e\u00a0forza fisica \u00e8 semplicemente questo. La bont\u00e0 di\u00a0questa attitudine alla vita ci permette di metterci\u00a0in relazione con il mondo intero. C\u2019\u00e8 una condotta\u00a0logica per dare forma al nostro pezzo di fango\u00a0affinch\u00e9 ci permetta di attraversare il tempo e lo\u00a0spazio della vita dando un senso al nostro destino.<br \/>\nLa forza fisica diventa stretta alleata della forza\u00a0d\u2019animo dando supporto alla volont\u00e0. Quando\u00a0ci sentiamo bene tutto sembra sorriderci. Se\u00a0abbiamo coltivato la forza fisica anche il dolore e\u00a0la stanchezza possono essere avversit\u00e0 superabili,\u00a0possiamo pensare di resistervi a lungo e di non\u00a0esserne subito travolti. La nostra capacit\u00e0 di\u00a0sopportare diventa utile non solo a noi, ma anche\u00a0ad altri. Possiamo diventare importante sostegno\u00a0anche per i momenti difficili di altre persone. Il\u00a0nostro fisico allora servir\u00e0 non solo a noi, ma anche\u00a0ad altri. Cos\u00ec \u00e8 anche nei momenti di gioia e di festa,\u00a0quando servono potenti energie per condividere il\u00a0giubilo, per aiutare anche altri ad essere felici, pi\u00f9\u00a0felici. La salute coltivata dar\u00e0 costanza alla nostra\u00a0presenza, garanzia di partecipazione alla vita. Su noi\u00a0si potr\u00e0 contare. Io ci sono, tu ci sei. Il fisico non ci\u00a0dar\u00e0 motivo di fuga, sar\u00e0 sempre nostro sostegno.<br \/>\nLe nostre braccia potranno veramente abbracciare,\u00a0le nostre mani accarezzare e sostenere, le nostre\u00a0gambe portare lontano, gli occhi guardare nel\u00a0cuore dell\u2019altro, il sorriso aprirsi alla vita. E non sar\u00e0\u00a0vicinanza virtuale, non sar\u00e0 applicazione digitale,\u00a0sar\u00e0 materiale presenza e solido legame.<br \/>\nLa nostra isola, la nostra piccola isola sotto il cielo,\u00a0potr\u00e0 comporre un arcipelago insieme a tante\u00a0altre. La superficie delle acque costellata di punti di\u00a0approdo e di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Monica D&#8217;Atti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensate a un\u2019isola, una splendida isola curata\u00a0e amata, con bianche spiagge e cuore verde. Con acqua e vita, con ombra e radure erbose\u00a0aperte al sole che le scalda. Montagne ad\u00a0accogliere le nubi per benvenute piogge e pianure\u00a0per coltivare frutti della terra. 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