{"id":1825,"date":"2016-04-30T23:49:07","date_gmt":"2016-04-30T21:49:07","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1825"},"modified":"2016-06-09T16:32:55","modified_gmt":"2016-06-09T14:32:55","slug":"martin-luther-king","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2016\/04\/30\/martin-luther-king\/","title":{"rendered":"Martin Luther King"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Lo scorso anno mi sono trovato inaspettatamente\u00a0in uno di quei luoghi\u00a0dove si \u00e8 fatto un piccolo pezzo di\u00a0storia. E come succede spesso visitando\u00a0questi luoghi, la visita lascia un segno.<br \/>\nNel 1963, dalla scalinata del Lincoln Memorial\u00a0(il monumento in onore di Abraham Lincoln,\u00a0presidente degli Stati Uniti), a Washington\u00a0DC (USA), di fronte a 250.000 persone, un\u00a0uomo pronunciava un discorso passato alla\u00a0storia, e famoso in particolare per una frase,\u00a0ripetuta pi\u00f9 e pi\u00f9 volte: I have a dream (Io\u00a0ho un sogno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eccone un estratto:<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>&#8220;<strong>Io ho un sogno<\/strong>, che un giorno questa nazione si lever\u00e0 e vivr\u00e0 fino in fondo il senso delle sue<\/em><br \/>\n<em>convinzioni: Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verit\u00e0, che tutti gli uomini sono\u00a0<\/em><em>creati uguali.<\/em><br \/>\n<em><strong>Io ho un sogno<\/strong>, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che furono schiavi e<\/em><br \/>\n<em>i figli di coloro che possedettero schiavi potranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.<\/em><br \/>\n<em><strong>Io ho un sogno<\/strong>, che un giorno perfino lo Stato del Mississippi, uno Stato che ribolle di ingiustizia,<\/em><br \/>\n<em>che ribolle di oppressione, si trasformer\u00e0 in un&#8217;oasi di libert\u00e0 e giustizia.<\/em><br \/>\n<em><strong>Io ho un sogno<\/strong>, che i miei quattro bambini vivranno un giorno in una nazione nella quale non<\/em><br \/>\n<em>saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per il loro carattere&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019oratore era <strong>Martin Luther King<\/strong> (MLK), un pastore\u00a0protestante divenuto uno dei simboli della lotta per\u00a0i diritti civili. MLK nasce nel sud degli Stati Uniti d\u2019America,\u00a0in Georgia, nel 1929. Il clima in cui nasce e\u00a0cresce emerge con potenza dalle parole appena lette:\u00a0la popolazione nera \u00e8 fortemente discriminata e\u00a0messa ai margini della societ\u00e0 (ha cinque anni quando\u00a0la madre dei suoi compagni bianchi proibisce loro di\u00a0giocare con lui, perch\u00e9 nero), privata di quei diritti che\u00a0sono ritenuti inalienabili per donne e uomini. Questo\u00a0\u00e8 causa di forti tensioni, che spesso sfociano in episodi\u00a0violenti sia da parte dei bianchi, che da parte dei neri.\u00a0MLK, che intraprende studi di giurisprudenza prima e\u00a0di teologia e filosofia poi, \u00e8 intenzionato a fare la sua\u00a0parte per cambiare le cose. Ma ispirato dalla figura di\u00a0Gandhi sceglie di seguire un altro approccio, quello\u00a0della non-violenza. L\u2019occasione per metterlo in pratica\u00a0non tarda ad arrivare. A Montgomery (Alabama), dove\u00a0MLK si \u00e8 traferito con la famiglia ed \u00e8 pastore in una\u00a0chiesa battista, una donna nera di nome Rosa Parks\u00a0viene arrestata per aver rifiutato di cedere il suo posto\u00a0in autobus ad un bianco. A quell\u2019epoca, il 1955, la legge\u00a0prevedeva che le prime file degli autobus fossero\u00a0riservate ai bianchi, quelle successive ai neri ma solo\u00a0nel caso in cui non ci fossero bianchi in piedi. Nasce un\u00a0movimento in difesa di Rosa e dei diritti dei neri e MLK\u00a0viene eletto portavoce del movimento all\u2019unanimit\u00e0.<br \/>\nLa proposta di azione \u00e8 quella di boicottare il trasporto\u00a0pubblico (usato in larghissima parte dai neri). L\u2019esito\u00a0iniziale \u00e8 incerto, ma anche con l\u2019aiuto di tassisti che\u00a0praticano tariffe al costo di un biglietto dell\u2019autobus e\u00a0di autisti generosi il boicottaggio \u00e8 un successo. Dura\u00a0ben 382 giorni, durante i quali MLK viene arrestato pi\u00f9\u00a0volte (con falsi pretesti, in realt\u00e0 per aver trasportato\u00a0passeggeri con la sua auto) e le intimidazioni nei sui\u00a0confronti aumentano al punto che una sera mentre\u00a0sua moglie e sua figlia sono in casa, una bomba viene\u00a0scagliata attraverso una finestra, fortunatamente\u00a0senza conseguenze per le due. Alla fine la perseveranza\u00a0\u00e8 premiata e il movimento ottiene l\u2019abolizione\u00a0della segregazione sui trasporti pubblici, ritenuta (ad\u00a0unanimit\u00e0) dalla Corte Suprema lesiva dei principi\u00a0della Costituzione Americana. Nonostante questa importante\u00a0vittoria, la strada \u00e8 ancora lunga e in salita (a\u00a0questa decisione seguono nuovi episodi di violenza\u00a0da parte dei bianchi, anche nei confronti di amici di\u00a0MLK). MLK prende parte negli anni successivi a manifestazioni\u00a0di massa e marce, tra le quali quella per\u00a0chiedere il pieno diritto di voto da parte dei neri. Viene\u00a0arrestato molte volte e spesso \u00e8 sul punto di cedere,\u00a0teso tra la volont\u00e0 e l\u2019impazienza di un mondo dove\u00a0i suoi figli possano crescere liberi e uguali ai coetanei\u00a0bianchi e la necessit\u00e0 di non vedere quotidianamente\u00a0minacciata la sua vita e quella dei propri cari. Trova\u00a0nella fede la forza per continuare e il 28 agosto 1963\u00a0a Washington tiene il suo famoso discorso durante\u00a0la marcia per il lavoro e per la libert\u00e0, al termine della\u00a0quale viene ricevuto dal presidente Kennedy. Nel\u00a01964, il suo impegno \u00e8 riconosciuto ormai in tutto il\u00a0mondo e gli viene assegnato il premio Nobel per la\u00a0pace (il premio in denaro \u00e8 da lui interamente devoluto\u00a0al movimento per i diritti civili). Purtroppo, per\u00a0molti che lo riconoscono e lo apprezzano, ce ne sono\u00a0molti altri che lo temono e che cercano di ostacolarlo,\u00a0al punto che il 4 aprile 1968 sul terrazzo della sua stanza\u00a0d\u2019albergo di Memphis MLK viene raggiunto da un\u00a0proiettile di fucile e muore. Queste le parole registrate\u00a0di un suo sermone, ascoltate durante il funerale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff6600\"><em>Se qualcuno di voi sar\u00e0 qui nel giorno della mia\u00a0morte, sappia che non voglio un grande funerale.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>E se incaricherete qualcuno di pronunciare un&#8217;orazione<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>funebre, raccomandategli che non sia troppo<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>lunga. Ditegli di non parlare del mio premio Nobel,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>perch\u00e9 non ha importanza&#8230; Dica che una voce grid\u00f2<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>nel deserto per la giustizia. Dica che ho tentato<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>di spendere la mia vita per vestire gl&#8217;ignudi, per nutrire<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>gli affamati, che ho tentato di amare e servire<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff6600\"><em>l&#8217;umanit\u00e0.<\/em><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1785\" style=\"width: 373px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1785\" class=\"wp-image-1785 size-full\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/Biografie_2.jpg\" alt=\"Biografie_2\" width=\"363\" height=\"80\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Biografie_2.jpg 363w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Biografie_2-300x66.jpg 300w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Biografie_2-100x22.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Biografie_2-150x33.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Biografie_2-200x44.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><p id=\"caption-attachment-1785\" class=\"wp-caption-text\">La figura e la vita di MLK hanno ispirato in seguito molti uomini e donne comuni, attivisti per i diritti civili, politici e artisti (le canzoni \u201c<strong>Pride-In the name of love<\/strong>\u201d degli U2 e <em><strong>\u201cOne Vision\u201d dei Queen sono dedicate a lui).<\/strong><\/em><\/p><\/div>\n<p><em><strong>Francesco Barbariol<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso anno mi sono trovato inaspettatamente\u00a0in uno di quei luoghi\u00a0dove si \u00e8 fatto un piccolo pezzo di\u00a0storia. 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