{"id":1635,"date":"2016-03-01T23:55:16","date_gmt":"2016-03-01T22:55:16","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1635"},"modified":"2016-03-23T10:08:44","modified_gmt":"2016-03-23T09:08:44","slug":"mons-gaudi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2016\/03\/01\/mons-gaudi\/","title":{"rendered":"Mons Gaudi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Mons Gaudi, monte della Gioia, monte\u00a0del Gozo. Con questi nomi i pellegrini\u00a0conoscono il luogo dal quale, per la prima\u00a0volta, potranno ammirare la visione\u00a0della meta, potranno vedere il termine del loro\u00a0cammino, la fine del pellegrinaggio.<br \/>\nTanti di noi hanno fatto in questi anni il Cammino\u00a0di Santiago. Il monte del Gozo (parola che deriva\u00a0dal latino <em>&#8220;gaudium&#8221;<\/em> e si traduce in gioia) \u00e8 noto<br \/>\na migliaia di persone. Da lass\u00f9 per la prima volta\u00a0si vedono le guglie della cattedrale di Santiago di\u00a0Compostella. Cos\u00ec \u00e8 successo nei secoli: quell\u2019ultima\u00a0collina che i pellegrini salivano, spesso di\u00a0corsa, quasi a gara tra di loro per arrivare per primi\u00a0a gridare la gioia della visione, per condividere\u00a0e gridare la bellezza dell\u2019arrivo, del cammino\u00a0compiuto. \u00c8 per quello che da allora si chiama\u00a0monte della Gioia.<br \/>\nUn altro monte ebbe questo nome nella memoria\u00a0dei pellegrini, conosciuto adesso come Monte\u00a0Mario. Da lass\u00f9 chi arriva a piedi a Roma percorrendo\u00a0la Francigena vede ancora oggi per la prima\u00a0volta la cupola di San Pietro. Anche Gerusalemme\u00a0ha il suo monte della gioia, anzi, nella tradizione\u00a0pi\u00f9 di uno. Non scorder\u00f2 mai quello tra Betlemme\u00a0e Gerusalemme, alla fine del mio cammino dello\u00a0scorso anno, sulla collina di North Talpiyot. Sento\u00a0ancora le braccia che si alzano in un moto di emozione\u00a0e poi il tocco morbido del prato sul quale\u00a0io e i miei compagni di pellegrinaggio ci eravamo\u00a0seduti, fissi a guardare la Citt\u00e0 Santa, visione\u00a0apparsa all\u2019improvviso. Mentre scrivo queste poche\u00a0righe torno l\u00ec, come tante altre volte ci sono\u00a0tornata con la memoria\u2026 perch\u00e9 la gioia non si\u00a0dimentica mai.<br \/>\nSu questi monti non si rimane a lungo, ma si vivono\u00a0profondi attimi di felicit\u00e0. I giorni della fatica,\u00a0il peso dello zaino, la pioggia e il sole, gli incontri\u00a0lungo la via con persone e luoghi, tutto il bello\u00a0e il brutto di un pellegrinaggio si condensano l\u00ec,\u00a0su quel monte. E la gioia prende il potere, prende possesso di te e del tuo cuore. Hai compiuto,\u00a0hai fatto, hai realizzato un lungo cammino e la\u00a0letizia che nasce \u00e8 splendidamente naturale. Da\u00a0quel momento in poi il ricordo del Mons Gaudi\u00a0ti accompagner\u00e0 per il resto della vita e se devi\u00a0parlare di gioia facilmente penserai a lui, come \u00e8\u00a0accaduto a me adesso.<br \/>\nQuanti momenti di gioia attendono noi pellegrini\u00a0in questo mondo? Quando sar\u00e0 il tempo della\u00a0gioia lungo il cammino della nostra vita? Risposta\u00a0impossibile e vana. Ciascuno ha i suoi tempi e i\u00a0suoi luoghi. Sicuramente non per tutti \u00e8 uguale\u00a0e purtroppo per tanti la gioia \u00e8 un miraggio\u00a0lontano; se noi la conosciamo e siamo riusciti a\u00a0sentirla intensamente siamo uomini e donne fortunati.<br \/>\nComunque credo che la vera gioia sia l\u2019esito\u00a0di una lunga esperienza, un moto che nasce\u00a0dal profondo del nostro essere e che richiede un\u00a0tempo di preparazione. Non \u00e8 da confondere con\u00a0la contentezza del momento, con il benessere di\u00a0una situazione temporanea. La vera gioia \u00e8 un\u00a0momento forte nel quale confluiscono le emozioni\u00a0complete di un essere umano. Forse \u00e8 un\u00a0frammento di eternit\u00e0, una scheggia di quel tempo\u00a0che un giorno non avr\u00e0 mai pi\u00f9 fine, quando\u00a0saremo finalmente nella casa del Signore, arrivati.<br \/>\nForse \u00e8 forte come quel giubilo che l\u2019angelo voleva\u00a0far nascere nei pastori con l\u2019annuncio del\u00a0Natale: \u201cNon temete, ecco vi annunzio una grande\u00a0gioia che sar\u00e0 di tutto il popolo. Oggi, nella citt\u00e0 di\u00a0Davide, \u00e8 nato per voi un Salvatore, che \u00e8 il Cristo,\u00a0il Signore\u201d. Nasceva l\u2019Atteso e i cuori che si erano\u00a0formati aspettandolo potevano esultare pi\u00f9 degli\u00a0altri per il dono del Salvatore. La letizia che nasce\u00a0dal compimento di una promessa, dalla certezza\u00a0di essere amati da un Dio che \u00e8 venuto tra di noi.<br \/>\nSpesso calde lacrime possono accompagnare le\u00a0nostre umane gioie, nei giorni pi\u00f9 importanti e\u00a0felici della nostra vita. Sicuramente un sentimento\u00a0di pace e di sicurezza ci avvolge.<br \/>\nFissiamo saldamente nella nostra anima quegli\u00a0istanti. Credo che ci saranno utili per scaldare i\u00a0giorni tristi, per non perderci nella disperazione.<br \/>\nAnche un pellegrino scende gi\u00f9 dal monte e,\u00a0compiuto il viaggio, torna al suo quotidiano. Ma\u00a0la fiammella accesa dalla visione della meta rimarr\u00e0\u00a0sempre, come un piccolo braciere pronto a\u00a0ridestarsi. Cos\u00ec sia la gioia a noi donata un giorno,\u00a0quel frammento di felicit\u00e0 eterna che abbiamo\u00a0assaporato e che ci ha raccontato che esiste una\u00a0beatitudine che ci attende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/03\/Editoriale_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1651 size-full\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/03\/Editoriale_2.jpg\" alt=\"Editoriale_2\" width=\"634\" height=\"492\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2.jpg 634w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2-300x233.jpg 300w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2-100x78.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2-150x116.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2-200x155.jpg 200w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2-450x349.jpg 450w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Editoriale_2-600x466.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Monica D&#8217;Atti<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mons Gaudi, monte della Gioia, monte\u00a0del Gozo. 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