{"id":1529,"date":"2015-11-01T23:55:08","date_gmt":"2015-11-01T22:55:08","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1529"},"modified":"2015-12-28T19:03:00","modified_gmt":"2015-12-28T18:03:00","slug":"semplicemente-santi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2015\/11\/01\/semplicemente-santi\/","title":{"rendered":"Semplicemente Santi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Tanto tempo fa conobbi un bambino. Ebbi\u00a0occasione di incontrarlo parecchie volte nel\u00a0corso degli anni e di vederlo crescere. Mi capit\u00f2\u00a0di avere la confidenza di un suo pensiero\u00a0ricorrente. Era profondamente convinto che la\u00a0cosa pi\u00f9 grande e importante che potessero fare\u00a0un uomo o una donna era quella di diventare santi.<br \/>\nMi raccontava di come gli capitasse di restare ammirato\u00a0quando leggeva storie e biografie di quelle\u00a0persone, e di come gli piacesse soffermarsi davanti\u00a0alle loro immagini nelle chiese e nei musei. Uno\u00a0dei suoi giochi era quello di riconoscerli dagli attributi\u00a0iconografici e con il tempo era diventato\u00a0bravo a distinguerli sbalordendo anche pi\u00f9 di\u00a0un adulto. Considerava i santi come dei supereroi,\u00a0individui con poteri fuori dall\u2019ordinario e per\u00a0questo difficilmente imitabili. Almeno per lui. Mi\u00a0confessava che gli sarebbe piaciuto diventare\u00a0santo facendo cos\u00ec la cosa migliore della vita, ma\u00a0pensava che non potesse essere obbiettivo alla\u00a0sua portata. Non aveva la pazienza per pregare\u00a0spesso. Sapeva di non essere abbastanza buono\u00a0e generoso vista la spiccata tendenza a litigare\u00a0sempre con i suoi fratelli e sorelle e ad essere geloso\u00a0di tutto ci\u00f2 che era suo. Facilmente veniva\u00a0alle mani per difendere le sue ragioni. Poi gli piacevano\u00a0troppe cose della vita ed era fortemente\u00a0convinto di non poter rinunciare a quello che gli\u00a0sembrava bello e accattivante cos\u00ec come aveva\u00a0visto fare ai santi.<br \/>\nOra il bambino sar\u00e0 gi\u00e0 un adulto e io non l\u2019ho\u00a0pi\u00f9 incontrato. Non so se abbia conservato\u00a0l\u2019inquietudine che aveva, se i suoi pensieri si\u00a0siano persi negli anni della maturit\u00e0 o se si siano\u00a0sviluppati o modificati. Non so quale via\u00a0stia percorrendo. Immagino strade possibili.<br \/>\nImmagino un trivio.<br \/>\nPotrebbe essere diventato un fervente uomo\u00a0di chiesa, un pignolo del culto esteriore, di\u00a0quelli che hanno capito di pi\u00f9, persone che\u00a0spesso determinano le sorti di una comunit\u00e0\u00a0valutando secondo il loro insindacabile giudizio chi\u00a0\u00e8 buono e chi \u00e8 cattivo; un uomo per tutte le processioni\u00a0e gli appuntamenti sacri, molto compreso\u00a0nel suo ruolo di persona credente adulta. Un uomo,\u00a0per dirla alla Chesterton, passato \u201cdall\u2019infanzia alla\u00a0maturit\u00e0\u201d conoscendo \u201cquella crisi di giovent\u00f9 in\u00a0cui la maggior parte degli uomini diventano vecchi\u201d.<br \/>\nForse invece \u00e8 uscito dalla porta dell\u2019ultima\u00a0chiesa tanti anni fa per mai pi\u00f9 farvi ritorno: portato\u00a0oltre dalla risacca della vita naviga ora su mari senza\u00a0approdo, libero da pensieri di fede e vincoli rituali,\u00a0lontano da idee religiose. Il tempo dell\u2019adolescenza\u00a0\u00e8 finito con i suoi giochi; avvinto dalla sostanza e\u00a0dalla materialit\u00e0 ha scelto quelle \u201ctroppe cose\u201d alle\u00a0quali da sempre pensava di non poter fare a meno.<br \/>\nDel resto lo sapeva fin da bambino. Piccola coscienza\u00a0in formazione.<a href=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/Editoriale_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1531 size-full\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/Editoriale_2.jpg\" alt=\"Editoriale_2\" width=\"322\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Editoriale_2.jpg 322w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Editoriale_2-217x300.jpg 217w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Editoriale_2-100x139.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Editoriale_2-150x208.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Editoriale_2-200x277.jpg 200w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Editoriale_2-300x416.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a><br \/>\nPer\u00f2 a me piace pensare alla terza strada. Voglio immaginare\u00a0che un giorno abbia cominciato a vedere\u00a0cosa c\u2019era dietro ai santi, a guardare oltre l\u2019immagine\u00a0rappresentata e agli aspetti pratici di una vita\u00a0da santo. Mi piace credere che quel bambino abbia\u00a0incontrato, dietro a tutto quello che lo affascinava,\u00a0il vero Seduttore. Perch\u00e9 questa \u00e8 la storia che narrano\u00a0i santi. \u00c8 il racconto di un incontro con il Dio\u00a0Vivente. Non \u00e8 storia di uomini straordinari, bens\u00ec\u00a0l\u2019incontro di uomini ordinari con lo Straordinario.<br \/>\nUn incontro possibile a tutti. Non ci sono calcoli\u00a0da fare, non progetti, non studi approfonditi di dinamiche\u00a0di vita che valutino la compatibilit\u00e0 delle\u00a0proprie scelte con un eventuale rapporto con\u00a0l\u2019Eterno. E non c\u2019\u00e8 niente da copiare, da replicare.<br \/>\nCiascuno di noi \u00e8 chiamato ad essere santo a modo\u00a0suo, nel suo tempo, con i suoi talenti. Cos\u00ec come\u00a0quel pescatore di lago in quella piccola regione\u00a0periferica a est del Mediterraneo, o come quel\u00a0soldato dalla spada facile, o quello che cadde da\u00a0cavallo, o quello che voleva diventare cavaliere,\u00a0o quello che amava andare a fare passeggiate in\u00a0montagna, o quella che rappacific\u00f2 imperatori e\u00a0papi, o quella che pellegrin\u00f2 a Santiago, Roma e\u00a0Gerusalemme e fin\u00ec per fondare un ordine, o quella\u00a0che fu madre fino in fondo, o quelli che furono genitori\u00a0di santi, e chi fu medico o carpentiere. Niente\u00a0di uguale, tutto diverso. Storie ogni volta differenti\u00a0che sono avventure, come avventura vorremmo\u00a0tutti fosse la nostra vita. In comune due sole cose:\u00a0l\u2019aver capito che lo Spirito Santo ne \u201csapeva\u201d pi\u00f9 di\u00a0loro e quindi era buona cosa dargli carta bianca e\u00a0l\u2019aver fatto una razionale scelta di fede, quella che li\u00a0portava a credere senza incertezze che alla fine del\u00a0cammino c\u2019\u00e8 proprio Dio e che Dio \u00e8 Amore superiore\u00a0a tutto. Due piccoli concetti per vivere semplicemente\u00a0da santo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Monica D&#8217;Atti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa conobbi un bambino. Ebbi\u00a0occasione di incontrarlo parecchie volte nel\u00a0corso degli anni e di vederlo crescere. Mi capit\u00f2\u00a0di avere la confidenza di un suo pensiero\u00a0ricorrente. Era profondamente convinto che la\u00a0cosa pi\u00f9 grande e importante che potessero fare\u00a0un uomo o una donna era quella di diventare santi. 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