{"id":1399,"date":"2015-07-01T23:55:35","date_gmt":"2015-07-01T21:55:35","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1399"},"modified":"2015-07-29T18:31:57","modified_gmt":"2015-07-29T16:31:57","slug":"un-secondo-dopo-laltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2015\/07\/01\/un-secondo-dopo-laltro\/","title":{"rendered":"Un secondo dopo l\u2019altro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Capita a volte anche a voi di dimenticarvi\u00a0di vivere? O per meglio dire: capita a volte\u00a0anche a voi di ritenere scontato vivere, di non\u00a0porsi domande sulla vita, di ritenere ovvio e\u00a0naturale essere vivi? E che la vita passi cos\u00ec, scivoli\u00a0via sciolta nel tempo che la trascina con s\u00e9, fino al\u00a0momento in cui ci sar\u00e0 chiesta indietro?<br \/>\nSar\u00e0 che forse comincio ad averne vissuta un po\u2019,\u00a0sar\u00e0 che con gli anni le domande si consolidano e\u00a0a volte arrivano anche delle risposte; sar\u00e0 perch\u00e9\u00a0si matura e si diventa grandi. Per\u00f2 devo dirvi che\u00a0sempre pi\u00f9 spesso dentro di me trovo triste quel\u00a0giorno o quel momento nel quale mi dimentico di\u00a0vivere.<br \/>\nChe dono potente ed unico abbiamo ricevuto.<br \/>\nUn tempo per stare qui, rinnovato ogni secondo,\u00a0regalato da Dio ogni momento. Possiamo farne\u00a0ci\u00f2 che vogliamo. Non ci verr\u00e0 mai chiesto indietro\u00a0quell\u2019istante che abbiamo vissuto, sia che lo\u00a0abbiamo usato per il bene che per il male. \u00c8 nostro\u00a0per sempre. E ancora ne aspettiamo un altro, anzi\u00a0ci sembra naturale vivere quello successivo, non\u00a0abbiamo neanche bisogno di attenderlo, tanto \u00e8\u00a0connaturato in noi, tanto vi siamo gi\u00e0 proiettati.<br \/>\nCome un camminatore nel passo che compie che\u00a0\u00e8 slancio per quello successivo. Eppure la vita non\u00a0\u00e8 cos\u00ec scontata. Sappiamo bene che l\u2019attimo dopo<br \/>\npu\u00f2 non esserci. Lo sappiamo per averlo visto\u00a0capitare ad altri. Quell\u2019attimo dopo che non \u00e8 pi\u00f9\u00a0tuo\u2026<br \/>\nAllora cominci a chiederti che cosa sia veramente\u00a0tuo. Il passato \u00e8 nei tuoi ricordi anche se poi si\u00a0confondono e si accavallano fino a diventare\u00a0confusi o restare spesso solo come sensazioni. Il\u00a0futuro \u00e8 un bellissimo sogno pieno di progetti che\u00a0ti scaldano il cuore, di speranze che ti accendono,\u00a0anche se stipato di cose che forse mai accadranno. Il\u00a0presente \u00e8 invece quello che realmente hai. Adesso,\u00a0mentre io scrivo, ho questo tempo.<br \/>\nI secondi che passo digitando i caratteri e cercando\u00a0di mettere in fila i pensieri. Io sono qui seduta\u00a0davanti al computer perch\u00e9 Dio mi sta regalando\u00a0il momento. Non \u00e8 mio di diritto, anche se posso\u00a0trattarlo come fosse una mia propriet\u00e0. \u00c8 un tempo\u00a0donatomi, un atto di amore di Dio. E io posso\u00a0pensare di prendermelo e di farne ci\u00f2 che voglio.<br \/>\nMe lo posso tenere tutto per me, cos\u00ec come posso\u00a0pensare di fare anche per il tempo successivo\u00a0che mi aspetto, che credo sempre di avere. Cos\u00ec\u00a0in questo ragionamento si insinua un pensiero\u00a0ulteriore. Come posso io, in coscienza, pensare di\u00a0usare solo per me un tempo donato? Sembra quasi\u00a0un furto, una rapina, un raggiro. Prendi il tempo e\u00a0scappa.<br \/>\n\u00c8 come creare un vallo tra me e il donatore della\u00a0vita. Io sto di l\u00e0 dal fiume e tu, Dio, lanciami la vita\u00a0che poi ne faccio ci\u00f2 che voglio dall\u2019altra parte\u00a0della riva. Succede, succede spesso. In tanti non si\u00a0accorgono del dono, in tanti non si chiedono da\u00a0dove venga, in molti lo ritengono una cosa propria,\u00a0da gestire e conservare come fosse un oggetto tra i\u00a0vari che si possiedono, come la casa e l\u2019auto. Vita da\u00a0curare, da organizzare, da tenere lucida e bella, da\u00a0assicurare con soldi sonanti.<br \/>\nCome se fosse per sempre e sempre immutabile,\u00a0e soprattutto dipendesse da noi fare in modo che\u00a0non si interrompa mai, che non ci sfugga. Il rapporto\u00a0con il Datore si annebbia e si annulla nella strenua e\u00a0concentrata detenzione della vita che rimane come\u00a0stritolata dalle nostre mani che cercano di tenerla\u00a0avvinta a noi stessi. <strong>E, per non perderla, capita di\u00a0dimenticarsi di viverla!<\/strong><br \/>\nCredo invece che la vita debba essere vissuta\u00a0assecondando la sua natura: se \u00e8 un dono deve\u00a0essere donata.<br \/>\n\u00c8 il modo pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 giusto per darle respiro,\u00a0per darle pienezza, per dare senso alla sua essenza\u00a0pi\u00f9 profonda. Allora la vita offerta si estende, prende\u00a0il volo uscendo dalle pareti del nostro quotidiano e\u00a0raggiunge confini inattesi arrivando fino a luoghi e\u00a0persone che mai avremmo trovato e incontrato, e il\u00a0tempo donato si moltiplica decuplicando il valore\u00a0di ogni attimo che non \u00e8 andato perduto.<br \/>\nCos\u00ec la vita diventa prospettiva, successione di\u00a0secondi che hai amato e che ami, uno dopo l\u2019altro,\u00a0finendo per rappresentare, come in un bellissimo<br \/>\ndisegno, l\u2019immagine che Dio aveva di te gi\u00e0 fin dal\u00a0principio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Monica D&#8217;Atti<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita a volte anche a voi di dimenticarvi\u00a0di vivere? O per meglio dire: capita a volte\u00a0anche a voi di ritenere scontato vivere, di non\u00a0porsi domande sulla vita, di ritenere ovvio e\u00a0naturale essere vivi? 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