{"id":1359,"date":"2015-05-01T23:37:58","date_gmt":"2015-05-01T21:37:58","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1359"},"modified":"2015-06-10T16:54:01","modified_gmt":"2015-06-10T14:54:01","slug":"dai-senzatetto-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2015\/05\/01\/dai-senzatetto-di-milano\/","title":{"rendered":"Dai senzatetto di Milano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Strada, Comunit\u00e0 e Servizio<\/strong> costituiscono i tre elementi,\u00a0complementari ed indissociabili del Metodo\u00a0Rover e Scolte, cui si ispirano le concrete attivit\u00e0 delle\u00a0Branche. Essi derivano da una visione globale dell&#8217;uomo\u00a0che \u00e8:<\/p>\n<ul>\n<li>In cammino sulla sua Strada, esperienza di vita povera\u00a0ed ascetica, di disponibilit\u00e0 al cambiamento, di\u00a0impegno a costruire se stesso con pazienza e fatica;<\/li>\n<li>In concreto atteggiamento di disponibilit\u00e0 all&#8217;incontro\u00a0con <em>gli altri<\/em>, alla condivisione di gioie e sofferenze,\u00a0di speranze e progetti;<\/li>\n<li>Pronto al <em>Servizio<\/em>, che diviene modo normale di relazione\u00a0con i fratelli, oggetto del suo amore.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Le comunit\u00e0 di Clan e di Fuoco vivono i loro momenti\u00a0pi\u00f9 intensi in cammino. Infatti, <strong>camminare<\/strong> a lungo sulla\u00a0strada permette di conoscere, dominare e superare\u00a0se stessi e d\u00e0 il gusto all&#8217;avventura; portare a lungo lo\u00a0zaino e dormire sotto la tenda insegnano l&#8217;essenzialit\u00e0 e\u00a0il senso della propria precariet\u00e0; la <strong>Comunit\u00e0<\/strong> \u00e8 un mezzo\u00a0educativo che aiuta i singoli componenti a scoprire e\u00a0maturare la propria vocazione personale, a conoscere la\u00a0realt\u00e0 che li circonda e ad agire in essa. Ma \u00e8 il <strong>Servizio<\/strong>\u00a0la sintesi della proposta educativa e l&#8217;elemento unificante\u00a0dei vari interessi, delle attese personali, delle attivit\u00e0\u00a0e dei valori proposti. Ci\u00f2 nasce dalla convinzione\u00a0che una persona trova la sua completa dimensione nel\u00a0fare il bene degli altri, ad imitazione di Ges\u00f9, che non \u00e8\u00a0venuto nel mondo per essere servito, ma per servire. In\u00a0quest\u2019ambito abbiamo voluto fare una proposta ai nostri\u00a0ragazzi e ragazze, quella di passare un sabato sera\u00a0diverso, lontano dalle discoteche e dai pub.<br \/>\nA Milano dal 2002 \u00e8 presente un servizio che si chiama\u00a0<em>Condivisione di Strada<\/em> con cui si vuole animare la\u00a0Comunit\u00e0 all&#8217;incontro con i &#8220;senza fissa dimora&#8221; e confrontare\u00a0le varie esperienze presenti in alcune zone, per\u00a0convergere verso un progetto comune di condivisione\u00a0e di rimozione delle cause. Nei primi anni ottanta due\u00a0membri della Comunit\u00e0, Andrea e Antonio, scelsero\u00a0di vivere per 8 mesi sulla strada, con i senza dimora e\u00a0come i senza dimora. Questa esperienza port\u00f2 alla scoperta\u00a0di un mondo invisibile, un popolo di persone ai\u00a0margini delle nostre citt\u00e0, a volte sotto le nostre case,\u00a0alle quali non sono riconosciuti i diritti pi\u00f9 elementari.<br \/>\nUna moltitudine variegata: &#8220;barboni&#8221;, extracomunitari,\u00a0tossicodipendenti, prostitute, anziani: persone borderline\u00a0accomunate non soltanto dalla mancanza di una\u00a0dimora stabile, ma dalla <strong>privazione di un\u2019identit\u00e0 ufficialmente\u00a0riconosciuta<\/strong>, uno status civile e sociale, e\u00a0soprattutto da una grande solitudine. Da allora, fedele\u00a0al mandato &#8220;quando i poveri non vengono a cercarci,\u00a0dobbiamo andare noi a cercarli&#8221;, la Comunit\u00e0 ha iniziato\u00a0ad incontrarli nelle stazioni, sotto i ponti e ovunque essi\u00a0si rifugiassero alla ricerca di un posto sicuro per la notte. Nel 1987 venne aperta a Rimini la prima &#8220;Capanna\u00a0di Betlemme&#8221;, una realt\u00e0 di pronta accoglienza serale e\u00a0notturna, dove gli &#8220;invisibili&#8221; non trovano solo un tetto\u00a0sulla testa e un letto dove dormire, ma soprattutto il\u00a0calore della famiglia mai avuta, attraverso momenti importanti\u00a0di condivisione \u2013 la cena, le chiacchiere insieme\u00a0\u2013 che lentamente permettono di instaurare relazioni\u00a0significative. Oggi chi arriva alla Capanna di Betlemme\u00a0ha anche la possibilit\u00e0 di uscire dalla propria condizione\u00a0attraverso la costruzione di progetti individualizzati di\u00a0reinserimento sociale. Questo percorso si sviluppa nella\u00a0misura in cui la persona ritrova il desiderio di condurre\u00a0una vita dignitosa, la capacit\u00e0 di lottare contro le ingiustizie\u00a0e il sostegno fraterno di persone che si fanno a lei\u00a0&#8220;prossimo&#8221;. In diverse zone la Comunit\u00e0 Papa Giovanni\u00a0XXIII di don Oreste Benzi ha aperto una &#8220;Capanna di\u00a0Betlemme&#8221; e ha attivato unit\u00e0 di strada che ogni sera\u00a0vanno ad incontrare i &#8220;poveri invisibili&#8221;. In determinati\u00a0sabati, coordinati da Don Federico e dai suoi volontari,\u00a0come abbiamo fatto noi sabato scorso, dopo un momento\u00a0di preghiera nella Chiesa di San Carlo al Corso,\u00a0in pieno centro a Milano, suddivisi in gruppi si va alla\u00a0ricerca degli \u201cinvisibili\u201d. E proprio <em>questa<\/em> parola descrive\u00a0pienamente <em>queste<\/em> persone, perch\u00e9 ormai fanno parte\u00a0dell\u2019asfalto, dei muri e delle vetrine per tutti. Mentre\u00a0chiacchieravamo con alcuni di loro offrendo del t\u00e8\u00a0caldo e un po\u2019 di panettone, c\u2019era gente che usciva dai\u00a0cinema e dai locali che passava accanto senza neanche\u00a0considerarli. Per certi versi \u00e8 sicuramente normale,\u00a0umano anche perch\u00e9 ormai hanno fatto l\u2019abitudine a\u00a0quei quattro \u201c barbun\u201d avvolti in una coperta di fortuna\u00a0e sdraiati su due cartoni per isolarsi un po\u2019 dal freddo.<br \/>\nSabato 17 gennaio alle 23 sotto i portici dove ha sede\u00a0il negozio, meta quotidiana di centinaia di ragazzini, e\u00a0che all\u2019ora di chiusura si popola di stuoini e sacchi a pelo\u00a0neanche tanto gonfi, il termometro segnava 2 gradi sopra\u00a0lo zero. Abdul mi diceva che tutto sommato quella\u00a0sera non faceva cos\u00ec freddo, certo lui era abituato bene\u00a0perch\u00e9 casa sua, a Tunisi, distava pochi chilometri dalle\u00a0coste e il mare era bellissimo. Anche la temperatura\u00a0era eccezionale, sicuramente migliore di quella che lo\u00a0avvolgeva come una coperta gelata tutte le notti di\u00a0questo inverno milanese. Abdul non ha detto la sua et\u00e0,\u00a0probabilmente sui sessanta, si trova in Italia da tantissimi\u00a0anni e parla benissimo l\u2019italiano, ci ha raccontato\u00a0la sua versione sui recenti atti terroristici di Parigi, con\u00a0grande competenza. Se avessi chiuso gli occhi poteva\u00a0anche non essere uno sconosciuto senza tetto avvolto\u00a0in un sacco a pelo in una fredda notte milanese, ma un\u00a0commentatore con una leggerissimo accento tunisino\u00a0intervistato da qualche network. Un po\u2019 come Robert,\u00a0polacco che parlava solo inglese, ci ha raccontato la sua\u00a0storia di lavoratore normale in Polonia con moglie, figli,\u00a0casa di propriet\u00e0 e due macchine in garage.<br \/>\nPoi la separazione, la crisi al lavoro, il licenziamento e la\u00a0decisione di girare l\u2019Europa come \u201cinvisibile\u201d alla ricerca\u00a0di un impiego per poi ritornare ai suoi figli con un po\u2019 di\u00a0denaro. Per il momento \u00e8 qui in Italia e spera che l\u2019Expo\u00a0gli dia la possibilit\u00e0 di fare ci\u00f2 di cui \u00e8 capace, il marmista.<br \/>\nIntanto si \u00e8 prestato a raccontarci la sua storia, ma in\u00a0tasca aveva una bottiglia di Vodka che avrebbe diviso\u00a0con i suoi compagni \u201cper tenersi caldi\u201d durante la nottata.<br \/>\nMilano risponde all\u2019emergenza freddo con tante\u00a0associazioni; proprio mentre lasciavamo Robert arrivavano\u00a0i City Angels riconoscibili dai loro giubbotti rossi\u00a0con coperte e bevande calde. Il programma prevede di\u00a0cercare di far accedere i senza tetto ai dormitori pubblici.<br \/>\nMa molti di loro non ci vogliono andare \u201cpuzzano\u201d\u00a0ci hanno detto. L\u2019emergenza freddo per\u00f2 non va considerata\u00a0solo nei mesi invernali, e la vera emergenza \u00e8 la\u00a0necessit\u00e0 di togliere queste persone dalla cerchia degli\u00a0invisibili, ricordando che anche esse godono come tutte\u00a0le persone di una dignit\u00e0.\u00a0Stare sulla strada \u00e8 mettersi in ascolto, sentire quello\u00a0che le persone che sono costrette a vivere senza una\u00a0dimora hanno da raccontarci, ma anche raccontare un\u00a0po\u2019 di noi stessi facendoli sentire importanti per le confidenze\u00a0che gli facciamo, non si tratta di dare solo un panino,\u00a0con un gesto meccanico, ma di darlo con un sorriso,\u00a0che allevia la fame d\u2019affetto di cui sono piene le strade.<br \/>\nAverlo fatto con ragazzi di sedici, diciott\u2019anni, che\u00a0hanno rinunciato alla loro serata di libert\u00e0 per provare\u00a0una esperienza cos\u00ec insolita \u00e8 stato veramente bello, ricordando\u00a0che se alle persone che abbiamo incontrato\u00a0siamo riusciti a portare un po\u2019 di serenit\u00e0 oltre a qualche\u00a0bevanda calda, loro probabilmente ci hanno regalato\u00a0qualcosa di ancora pi\u00f9 importante, la consapevolezza\u00a0che se lo vogliamo veramente nessuno \u00e8 invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Clan e Fuoco del Gruppo Mortara 1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>a cura di Giacomo Giovanelli<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strada, Comunit\u00e0 e Servizio costituiscono i tre elementi,\u00a0complementari ed indissociabili del Metodo\u00a0Rover e Scolte, cui si ispirano le concrete attivit\u00e0 delle\u00a0Branche. 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