{"id":1132,"date":"2015-03-01T23:55:20","date_gmt":"2015-03-01T22:55:20","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1132"},"modified":"2015-04-01T10:25:14","modified_gmt":"2015-04-01T08:25:14","slug":"la-creazione-non-e-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2015\/03\/01\/la-creazione-non-e-finita\/","title":{"rendered":"La creazione non \u00e8 finita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Qualche giorno fa un amico condivideva\u00a0con me una sua riflessione e con un po\u2019\u00a0di tristezza proponeva paragoni storici\u00a0con il tempo della decadenza dell\u2019Impero\u00a0Romano quando, con le pietre delle strade, fecero\u00a0castelli distruggendo le vie di comunicazione e di\u00a0scambio culturale e commerciale.<br \/>\nAnche oggi sembra che le demolizioni non\u00a0abbiamo mai fine e se ci guardiamo intorno\u00a0con occhi un po\u2019 svegli non possiamo non\u00a0accorgercene. Quanta devastazione in territori e\u00a0citt\u00e0 abitate da secoli da gente che vi \u00e8 nata da\u00a0generazioni; luoghi nutriti da stili di vita e relazioni\u00a0familiari e sociali caratteristiche e peculiari.<br \/>\nVediamo sempre nuovi focolai di guerra che\u00a0ogni giorno uccidono e devastano questi luoghi,\u00a0questi molti luoghi. Cosa c\u2019entra tutto questo con\u00a0il tema del lavoro? Cos\u00ec approfondisco il pensiero\u00a0e medito su quante persone oggi in Italia hanno\u00a0perso il lavoro e sopravvivono nei luoghi dove\u00a0per generazioni i loro antenati hanno lavorato la\u00a0terra, edificato chiese e palazzi, costruito strade.<br \/>\nPenso all\u2019invasione della finanza virtuale, allo\u00a0stritolamento tra tasse e servizi non corrisposti,\u00a0all\u2019essere alla merc\u00e8 di manager incapaci e\u00a0presuntuosi e di politici ignavi. Un\u2019altra guerra si\u00a0combatte nei nostri territori apparentemente in\u00a0pace.<br \/>\n<strong>Alla radice lo stesso problema.<\/strong> L\u2019incapacit\u00e0\u00a0di tanta parte degli uomini di essere partecipi\u00a0della Creazione. Chi imbraccia un\u2019arma lo fa\u00a0perch\u00e9 non ha voglia di maneggiare un aratro\u00a0e pensa di aver trovato via pi\u00f9 facile e redditizia,\u00a0chi si mette a sedere su una poltrona a muovere\u00a0i soldi degli altri o ad organizzare il lavoro e\u00a0la vita degli altri lo fa perch\u00e9 non ha voglia di\u00a0camminare sul campo e seminare. Forse scrivo\u00a0in termini molto stringenti e un po\u2019 crudi, ma\u00a0la realt\u00e0 ci racconta questo. Il Signore ha creato\u00a0il mondo e poi ha fatto l\u2019uomo e lo ha posto in\u00a0un giardino bellissimo. Il giardino fatto da Dio\u00a0non ci bastava e volevamo capire di pi\u00f9 (questo\u00a0desiderio, questa possibilit\u00e0, questa potenzialit\u00e0\u00a0donataci credo faccia parte del mistero di Dio).<br \/>\nQuel giorno abbiamo ceduto al nostro orgoglio\u00a0credendo di poter essere come Dio. Allora Dio\u00a0ci ha messo alla prova, come fa un padre: \u201cVuoi\u00a0essere simile a me? Va bene, provaci. Ti consegno la\u00a0terra, prosegui tu la creazione, lavora come ho fatto\u00a0io per 6 giorni, riposa il settimo e riprendi il giorno\u00a0dopo. Prova a ricreare il giardino che hai lasciato\u2026\u00a0hai visto come era bello&#8230; Vediamo come te le cavi.\u00a0Io ti sar\u00f2 sempre vicino\u201d. E cos\u00ec ci siamo ritrovati\u00a0con l\u2019aratro in mano e una terra da dissodare.<br \/>\nUn lavoro da dio per vocazione e un\u2019intelligenza\u00a0da uomo per strumento. E di questo intelletto\u00a0iniziale che cosa ne abbiamo fatto? Deformato\u00a0dalla furbizia, annebbiato dalla pigrizia,\u00a0violentato dall\u2019egoismo, il nostro ingegno scivola\u00a0nei meandri del mondo a deformare la creazione,\u00a0ad asservirla e non curarla, a distruggerla e non\u00a0completarla.<br \/>\nSecondo voi oggi chi partecipa di pi\u00f9 alla\u00a0creazione? Il titolare di una piccola ditta che ogni\u00a0giorno tiene aperto il luogo e permette un lavoro\u00a0dignitoso anche solo a poche persone oppure il\u00a0grosso manager che sposta capitali in denaro e\u00a0\u201ccapitali\u201d umani da un posto all\u2019altro dove pi\u00f9 gli\u00a0conviene quel giorno, per poi muoverli di nuovo,\u00a0soldi e uomini, il giorno dopo? <em><strong>Secondo voi chi\u00a0partecipa di pi\u00f9 alla creazione?<\/strong> <\/em>Chi costruisce o\u00a0produce ci\u00f2 di cui le persone hanno bisogno o chi\u00a0costruisce o produce cose delle quali si vuole che\u00a0le persone abbiano bisogno? Un\u2019altra immagine\u00a0mi viene forte in mente: quella del Gladiatore che\u00a0nel film torna a casa e, mentre avanza verso coloro\u00a0che ama, sfiora con le mani il grano maturo. \u00c8 la\u00a0fine del film e accade solo quando muore. Dio\u00a0invece vuole che tutto questo accada in vita, che\u00a0noi viviamo di queste cose buone, che il frutto\u00a0dolce del nostro lavoro possiamo godercelo\u00a0anche mentre siamo qui in questo tempo che Lui\u00a0ci ha donato per finire il giardino. Non facciamoci\u00a0scippare questa dote.<br \/>\nCi sono scelte quotidiane e scelte di vita e di stile\u00a0che ciascuno di noi pu\u00f2 fare e che dobbiamo\u00a0fare. Troviamo soluzioni geniali che oltrepassino\u00a0i dirigenti quando sono aridi, i politici quando\u00a0sono avidi e che scuotano l\u2019indolenza dei pigri,\u00a0annullino la violenza dei terroristi, la stupidit\u00e0\u00a0dei dittatori e la furbizia degli inetti. Un circolo\u00a0virtuoso comincia solo se qualcuno lo inizia. Prima\u00a0uno, poi un altro, poi tanti altri, concentrandosi\u00a0dove c\u2019\u00e8 una cosa buona per farla diventare\u00a0sempre migliore. E ci\u00f2 che avremo creato non\u00a0dovr\u00e0 essere valutato dai soldi che frutta ma\u00a0dall\u2019amore che genera\u2026 e dal Giardino che lascia\u00a0intravedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Monica D&#8217;Atti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa un amico condivideva\u00a0con me una sua riflessione e con un po\u2019\u00a0di tristezza proponeva paragoni storici\u00a0con il tempo della decadenza dell\u2019Impero\u00a0Romano quando, con le pietre delle strade, fecero\u00a0castelli distruggendo le vie di comunicazione e di\u00a0scambio culturale e commerciale. 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