{"id":1071,"date":"2014-12-01T23:45:08","date_gmt":"2014-12-01T22:45:08","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1071"},"modified":"2015-02-10T11:05:44","modified_gmt":"2015-02-10T10:05:44","slug":"ogni-tanto-arrivano-i-ladri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2014\/12\/01\/ogni-tanto-arrivano-i-ladri\/","title":{"rendered":"Ogni tanto arrivano i ladri&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Un mio caro amico mi faceva sempre ridere\u00a0quando diceva: \u00abIl ladro \u00e8 colui\u00a0che trova le cose prima che gli altri le\u00a0perdano!\u00bb. In effetti non aveva tutti i\u00a0torti! \u00c8 proprio cos\u00ec: <em><strong>\u201cTutto ci\u00f2 che non viene donato\u00a0va perduto\u201d<\/strong><\/em> (Dominique Lapierre).<br \/>\nAbbiamo tutti delle cose belle, dei lati super-positivi,\u00a0dei doni da spendere per gli altri. Molte nostre\u00a0qualit\u00e0 possono essere messe a disposizione degli\u00a0altri, seguendo le scelte di servizio che il nostro metodo\u00a0ci insegna. Possiamo quindi scegliere, ogni\u00a0giorno, di non tenerle per noi ma di donarle agli\u00a0altri prima di perderle. Ma cosa significa perderle?<br \/>\nPerderle vuol dire dimenticarle, non dare alle cose\u00a0il giusto valore. Perderle significa fare finta che non\u00a0ci siano, trovare la scappatoia pi\u00f9 facile, rinunciare\u00a0a fare quel pizzico di fatica in pi\u00f9 che invece ci porta\u00a0ad una felicit\u00e0 pi\u00f9 grande. Stiamo attenti perch\u00e9\u00a0quando perdiamo questi tesori potrebbero trovarli\u00a0i ladri. <strong><em>Ma chi sono i ladri?<\/em><\/strong><br \/>\nIl ladri sono quelle persone, o quelle azioni che compiamo,\u00a0che ci portano via il giusto valore delle cose,\u00a0che ci tolgono il ricordo prezioso di un amico, che\u00a0ci distraggono da ci\u00f2 che meriterebbe pi\u00f9 tempo\u00a0dedicato. Insomma, che alla fin fine ci rendono tristi\u00a0e insoddisfatti, con una sensazione di vuoto, che\u00a0ci grida dentro e ci spinge a cercare sempre nuove\u00a0cose che possano soddisfarci. Quella sensazione ce\u00a0la ricordiamo bene, quando torniamo a casa vuoti\u00a0pi\u00f9 di prima dopo una serata in cui riteniamo di\u00a0aver buttato via il nostro tempo, dopo alcune ore\u00a0su internet a guardare il \u201cnulla\u201d. Il segreto per essere\u00a0felici allora? B.-P. ce lo ricorda in numerosi suoi\u00a0scritti: <strong><em>rendere felici gli altri!<\/em><\/strong> Questa sensazione ce la\u00a0ricordiamo ancora meglio, perch\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 duratura,\u00a0quella pi\u00f9 forte. Tornare a casa sentendoci\u00a0pieni, capendo di aver fatto qualcosa di grande,\u00a0leggendo negli occhi di un\u2019altra persona un sorriso\u00a0e un grazie per un gesto che abbiamo compiuto a\u00a0suo favore.<br \/>\nProviamo a trasformare quindi la frase di Dominique\u00a0Lapierre, al contrario: tutto ci\u00f2 che viene donato\u00a0non va perduto, \u00e8 tutto di guadagnato! Oltre\u00a0al dono di s\u00e9 stessi, tipico dei nostri Rover e delle\u00a0Scolte che si apprestano a vivere la loro Partenza,\u00a0vorrei parlarvi di un dono oggi raro:<em> il dono del silenzio<\/em>.<br \/>\nOggi siamo immersi in una grande bolla di\u00a0inquinamento acustico. Il silenzio sta diventando\u00a0un bene raro, come l\u2019acqua. Ma, mentre dell\u2019acqua\u00a0non si pu\u00f2 fare a meno, si pensa di poter vivere senza\u00a0silenzio. Anzi, molti non si accorgono nemmeno\u00a0della sua assenza.<br \/>\nIl silenzio non \u00e8 l\u2019assenza delle parole. \u00c8 invece il\u00a0tempo vissuto con la consapevolezza che non sar\u00e0\u00a0\u201cfare cose\u201d a farci stare bene e a salvarci. Anche per\u00a0questo non mi piace quando sento qualcuno che\u00a0dice: oggi facciamo attivit\u00e0. <em>Dobbiamo riscoprire\u00a0la radice e la forza che possano sostenere il nostro\u00a0fare.<\/em> Per questo \u00e8 necessario il silenzio. Tante volte\u00a0ricercare continuamente cose da fare non \u00e8 altro\u00a0che l\u2019espressione della nostra paura di trovarci soli\u00a0con noi stessi o soli di fronte agli altri. Paura che dal\u00a0fondo di noi o dallo sguardo dell\u2019altro emergano le\u00a0domande a cui non sappiamo o non vogliamo dare\u00a0risposta: dove sto andando? Che cosa cerco davvero?<br \/>\nChe cosa vale di pi\u00f9 per la mia vita? Bisogna\u00a0invece avere il coraggio di porsi queste domande e\u00a0la gioia di cercare le risposte. Io non voglio il silenzio\u00a0per non sentire o non vedere. Lo desidero per\u00a0poter vedere pi\u00f9 in profondit\u00e0, per poter ascoltare\u00a0le parole pi\u00f9 importanti, per potermi soffermare di\u00a0pi\u00f9 su queste cose. Se ho bisogno di allontanarmi\u00a0dai \u201crumori\u201d, dagli amici di Facebook le cui pagine\u00a0sono piene di cose inutili, \u00e8 per farmi entrare pi\u00f9\u00a0profondamente nella realt\u00e0, per scoprire il volto\u00a0vero delle cose. Mi ha molto impressionato sentire\u00a0Maria Callas, la famosa cantante, in una delle rare\u00a0interviste, la quale rispondendo a una domanda su\u00a0quale fosse, secondo lei, la cosa pi\u00f9 importante che\u00a0aveva vissuto nel canto, disse pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u00abIl\u00a0silenzio. Tutta la grandezza del canto sta nei silenzi\u00a0fra le parole\u00bb . Stiamo attenti allora, vigiliamo, i ladri\u00a0possono arrivare anche qui e rubarci il nostro spazio\u00a0di silenzio. Facciamo in modo che non accada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Gipo Montesanto &#8211; <\/em>Commissario Nazionale Rover<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mio caro amico mi faceva sempre ridere\u00a0quando diceva: \u00abIl ladro \u00e8 colui\u00a0che trova le cose prima che gli altri le\u00a0perdano!\u00bb. In effetti non aveva tutti i\u00a0torti! \u00c8 proprio cos\u00ec: \u201cTutto ci\u00f2 che non viene donato\u00a0va perduto\u201d (Dominique Lapierre). Abbiamo tutti delle cose belle, dei lati super-positivi,\u00a0dei doni da spendere per gli altri. 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