{"id":1007,"date":"2014-11-01T23:37:03","date_gmt":"2014-11-01T22:37:03","guid":{"rendered":"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/?p=1007"},"modified":"2015-01-09T18:57:42","modified_gmt":"2015-01-09T17:57:42","slug":"servire-la-gioia-piu-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/2014\/11\/01\/servire-la-gioia-piu-grande\/","title":{"rendered":"SERVIRE, la gioia pi\u00f9 grande"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Se un giorno mi dovessero chiedere in quale\u00a0momento della mia vita io abbia capito\u00a0che il servizio sarebbe diventato per sempre\u00a0una parte essenziale del mio essere,\u00a0non solo scout, ma uomo, dovrei sicuramente dire il\u00a0giorno della mia <strong>Partenza<\/strong>. Essa \u00e8 stata per me allo\u00a0stesso tempo la conclusione e l\u2019inizio di un percorso,\u00a0quel passaggio dal ragazzo all\u2019uomo. Io credo che la\u00a0partenza sia il simbolo di una maturazione personale,\u00a0avvenuta attraverso quel mare di avventure, di emozioni,\u00a0di pensieri, di lotte che si vivono e si condividono\u00a0con gli altri. Il fatto di aver preso la partenza non\u00a0significa che io sia perfetto e nemmeno che abbia\u00a0una conoscenza infinita (tutt\u2019altro!), semplicemente\u00a0mi sono reso conto che \u201clo zaino\u201d di esperienze dei 13\u00a0anni di scoutismo che si vivono dai lupetti passando\u00a0dagli esploratori fino ad arrivare al Clan si \u00e8 riempito\u00a0sufficientemente per, come direbbe B.P., poter guidare\u00a0la mia canoa da solo, con quella serenit\u00e0 che mi\u00a0permetter\u00e0 di dare il massimo per gli altri. Infatti nel\u00a0momento della partenza ho ripensato intensamente\u00a0alla mia vita scout, agli obiettivi raggiunti, agli amici,\u00a0ai giochi, ai monti, alla strada fatta, a tutto, e in quel\u00a0momento si \u00e8 chiarito nella mia mente il vero significato\u00a0di quella promessa pronunciata tante e tante\u00a0volte, con cui mettiamo nelle mani del Signore noi\u00a0stessi e promettiamo di fare DEL NOSTRO MEGLIO\u00a0PER SERVIRE. Servire appunto\u2026 che parola pesante!!!<br \/>\nSignifica tanta pazienza, tanto impegno, e soprattutto\u00a0tanti, tantissimi sacrifici. Sacrifici che aumentano sempre\u00a0di pi\u00f9 col passare del tempo, sembrano infiniti, a\u00a0volte non se ne vede mai la fine e allora ci si tira fuori\u00a0e si abbandona, pensando di poter trovare un\u2019altra<em><strong>\u00a0strada di gioia senza fatica<\/strong><\/em>; ma se c\u2019\u00e8 una cosa che si\u00a0impara crescendo \u00e8 che non \u00e8 vera gioia se non hai\u00a0combattuto per ottenerla, non \u00e8 gioia se non condivisa\u00a0con gli altri. Prima di arrivare a questo mio pensiero\u00a0\u00e8 stato necessario fare un percorso molto lungo e faticoso,\u00a0ricco di insidie e di sacrifici, sacrifici che rifarei\u00a0tuttora, nella convinzione che quanto ho appreso \u00e8\u00a0molto di pi\u00f9 di quello che mi sono perso. In particolare,\u00a0credo che in cinque anni di Clan non si possano\u00a0che vivere grandi emozioni ed esperienze incredibili.<br \/>\nEsse, se vissute al meglio, lasciano un segno indelebile\u00a0nel carattere e nel modo di essere di ciascuno di noi.\u00a0Partendo da questo presupposto non ci si pu\u00f2 che\u00a0soffermare su una delle quattro parti fondamentali\u00a0del treppiede ovvero la COMUNIT\u00c0. La comunit\u00e0 di\u00a0Clan, ovvero l\u2019insieme di noi ragazzi e dei nostri capi, \u00e8\u00a0quell\u2019elemento che ci porta a vivere nuove avventure,\u00a0a condividere emozioni e che ci fa crescere INSIEME\u00a0nell\u2019unit\u00e0 e nell\u2019amicizia per diventare dei buoni cittadini\u00a0e dei buoni cristiani; questo dovrebbe essere,\u00a0ma purtroppo a volte viene vissuto come un peso e\u00a0un obbligo e non come momento di comunione e\u00a0di crescita. Nell\u2019arco del cammino in Clan ho avuto la\u00a0possibilit\u00e0 di mostrare me stesso, quello che realmente\u00a0sono, perch\u00e9 passata la paura di quel mondo sconosciuto,\u00a0ho iniziato pian piano a comprenderlo e ad\u00a0apprezzarlo fino a sentirne la mancanza ancora prima\u00a0di lasciarlo. Ci vuole pazienza e volont\u00e0, ma lentamente\u00a0ci si incammina su un nuovo percorso; all\u2019inizio non\u00a0lo si conosce e allora con timore lo si vive basandosi\u00a0sul proprio istinto, ovvero cercando di adattarsi alla situazione\u00a0e magari, creare un legame con gli altri. Ben\u00a0presto per\u00f2 si capisce che per meglio percepire quello\u00a0che gli altri ci vogliono comunicare con i loro atteggiamenti\u00a0si impara qualcosa di nuovo: si impara ad ascoltare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/01\/VitaDaRover_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1008 size-full\" src=\"http:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/01\/VitaDaRover_2.jpg\" alt=\"VitaDaRover_2\" width=\"830\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2.jpg 830w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2-300x183.jpg 300w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2-600x367.jpg 600w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2-100x61.jpg 100w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2-150x91.jpg 150w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2-200x122.jpg 200w, https:\/\/riviste.fse.it\/carnetdimarcia\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/VitaDaRover_2-450x275.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 830px) 100vw, 830px\" \/><\/a><br \/>\nASCOLTARE sembra una parola cos\u00ec scontata, in\u00a0realt\u00e0 penso sia la parola pi\u00f9 sottovalutata del mondo.\u00a0La capacit\u00e0 di ascoltare gli altri non \u00e8 semplicemente\u00a0sentire e capire le parole che escono dalla bocca delle\u00a0persone, ma \u00e8 un assaporare, rielaborare e interiorizzare\u00a0il messaggio che gli altri ci trasmettono, cos\u00ec da\u00a0crescere e avvicinarsi all\u2019altro e condividere anche noi\u00a0con lui i nostri pensieri. Da qui si compie, forse senza\u00a0volerlo, il passo successivo, quello di vedere non pi\u00f9\u00a0la persona per quello che si mostra o per quello che ci\u00a0raccontano ma per quello che essa \u00e8 veramente, non\u00a0fuori ma dentro, e la si accetta per i suoi difetti e i suoi\u00a0pregi cercando di non far pesare pi\u00f9 quelle negativit\u00e0\u00a0ma di far venire alla luce solo le qualit\u00e0 positive. In\u00a0questo continuo mutamento c\u2019\u00e8 l\u2019ennesimo \u201cmiracolo\u201d:\u00a0quello di imparare ad ascoltare se stessi attraverso\u00a0gli altri, cercando non pi\u00f9 di vivere una vita passiva,\u00a0ma di mettersi in gioco con tutto se stesso. Se si riesce\u00a0ad avere pazienza e si affrontano quei momenti\u00a0di buio cercando di continuare in questa sfida senza\u00a0a volte capire nemmeno dove ci voglia portare, ecco\u00a0che tutto ci\u00f2 viene fuori e si mostra nella sua incredibile\u00a0bellezza, cos\u00ec da apprezzare la vita in tutti i suoi doni,\u00a0cos\u00ec da smettere di vivere con timore e noia gli incontri\u00a0con i fratelli, da disdegnare quei momenti incredibilmente\u00a0lunghi e alla fine inutili di superficialit\u00e0 tipici del\u00a0nostro tempo e vivere gustando appieno quei momenti\u00a0capaci di cambiarci dentro, dando veramente\u00a0valore a quello che conta. In conclusione la comunit\u00e0\u00a0di Clan \u00e8 stata fondamentale per la mia crescita personale;\u00a0\u00e8 riuscita a estrarre alcuni miei lati nascosti, \u00e8\u00a0riuscita attraverso i campi mobili a farmi apprezzare\u00a0la bellezza del creato, \u00e8 risuscita attraverso la strada\u00a0a farmi capire che nelle vita le difficolt\u00e0 sono infinite\u00a0e ogni giorno si ripresenteranno, ma anche che esse,\u00a0affrontate INSIEME al gruppo, non sono nulla e arrivati\u00a0\u201cin cima alla montagna\u201d ho capito che l\u2019immensa gioia\u00a0del panorama non sarebbe stata cos\u00ec grande se non ci<br \/>\nfossero state le difficolt\u00e0 ad insegnarmi a combattere.<br \/>\nNaturalmente non \u00e8 stato facile, tutt\u2019altro, per\u00f2 sono\u00a0riuscito a trovare le motivazioni che mi hanno spinto a\u00a0non mollare mai e a credere fortemente in me stesso.<br \/>\nOgnuno, in quello che fa, ha bisogno di trovare i suoi\u00a0stimoli, io ne ho avuti diversi. Per prima cosa il pensiero\u00a0di essere e di aver appreso tanto, pi\u00f9 che per mio\u00a0merito, perch\u00e9 un mare di persone (familiari, sacerdoti,\u00a0capo, capo squadriglia, staff\u2026) hanno dedicato\u00a0il loro tempo ad educarci e crescerci nel modo che\u00a0ritenevano migliore e ancora oggi ritengono, donando\u00a0il loro tempo, le loro capacit\u00e0 e il loro amore nella\u00a0speranza di farci comprendere che l\u2019amore donato\u00a0all\u2019altro non \u00e8 tempo perso ma tempo preziosissimo,\u00a0usato nel migliore dei modi per far crescere le generazioni\u00a0future e per farci capire che nella natura che il\u00a0Signore ci ha donato, nel rapporto con gli altri, c\u2019\u00e8 molto\u00a0pi\u00f9 di quello che vediamo; perch\u00e9 credessimo che\u00a0\u201clottare\u201d per un mondo migliore non fosse il desiderio\u00a0assurdo di un gruppo di sognatori ma la speranza che\u00a0ci fa credere nel futuro. Mi sembra giusto quindi non\u00a0vanificare l\u2019impegno che molti hanno donato per noi\u00a0ma a nostra volta dare tutto quello che possiamo e\u00a0continuare a credere nel futuro.<br \/>\nDopodich\u00e9 ho scoperto che qualsiasi cosa fatta, anche\u00a0la pi\u00f9 noiosa, \u00e8 cento volte pi\u00f9 divertente se vissuta\u00a0con il sorriso, che ci permette di non scoraggiarci e di\u00a0affrontare le difficolt\u00e0 con pi\u00f9 serenit\u00e0. Di grande aiuto\u00a0sono state le frasi di B.P. che dicono \u201cpi\u00f9 contempli\u00a0un pericolo e meno ti piacer\u00e0. Affrontalo con decisione\u00a0e ti accorgerai che non \u00e8 poi cos\u00ec brutto come\u00a0sembra\u201d e \u201cSforzati sempre di vedere ci\u00f2 che splende\u00a0dietro le nuvole pi\u00f9 nere\u201d. Infine ho imparato che da\u00a0ogni ragazzo che si affaccia al mondo adulto si pretende\u00a0una certo cambiamento, una certa maturazione, e\u00a0quindi si chiede di diventare pi\u00f9 responsabile; ci\u00f2 non\u00a0significa cambiare personalit\u00e0 e adattarsi a quello che\u00a0fanno gli altri, ma si chiede semplicemente di saper\u00a0distinguere il momento di seriet\u00e0 da quello di libert\u00e0,\u00a0di rispettare sempre coloro che ti stanno intorno e\u00a0ringraziarli per tutti i momenti che dedicano alla tua\u00a0persona. In tutto questo miscuglio di sensazioni mi\u00a0sono ritrovato a domandarmi sempre pi\u00f9 spesso: <em><strong>Ma\u00a0io faccio gli scout o sono uno scout?<\/strong> <\/em>La differenza per\u00a0molti non esiste, invece io credo che il significato sia\u00a0totalmente diverso. Penso che quando uno afferma\u00a0di \u201cfare gli scout\u201d confermi il fatto che la domenica si\u00a0svegli presto, si vesta in maniera insolita, vada a messa\u00a0perch\u00e9 tocca farlo e infine cerchi, finch\u00e9 indossa quello\u00a0\u201cstrano vestito\u201d, di comportarsi in maniera diversa.<br \/>\nIo credo che nello scoutismo ci sia molto di pi\u00f9, e che\u00a0quella persona che alla fatidica domanda rispondesse\u00a0\u201cIO SONO UNO SCOUT\u201d voglia farci capire che in quello\u00a0che fa ci crede veramente, voglia farci comprendere\u00a0che quegli ideali proposti da B.-P. e dalla cavalleria non\u00a0siano una cosa antica ma le basi sulle quali fondare la\u00a0sua vita. Eccoci alla fine di un percorso dove, dopo essere\u00a0riusciti a raggiungere la meta e a capirne la bellezza,\u00a0lass\u00f9 ci si pone le domande conclusive\u2026 Ma tutto\u00a0ci\u00f2 avrebbe avuto senso se fossi stato solo? Tutto ci\u00f2\u00a0ha senso se siamo solo noi a poterlo vivere senza farlo\u00a0scoprire anche agli altri? La mia risposta \u00e8 stata un\u00a0secco NO, ed eccomi allora chiaro che nulla di tutto\u00a0ci\u00f2 che ho scoperto avrebbe avuto significato se non\u00a0donato agli altri, ho capito che SERVIRE nonostante le\u00a0mille difficolt\u00e0 era la gioia pi\u00f9 grande.<br \/>\nConcludo questo mio pensiero ringraziando il Signore\u00a0di avermi dato la gioia di vivere lo scoutismo e di avermi\u00a0sostenuto ogni giorno della mia vita, soprattutto in\u00a0quelli pi\u00f9 duri, perch\u00e9 solo attraverso Lui mi sono reso\u00a0conto che noi tutti non siamo granelli di sabbia nel deserto\u00a0ma uomini capaci di fare la differenza, sta solo a\u00a0noi crederci e lottare fino alla fine per realizzare i nostri\u00a0sogni e per quegli ideali di giustizia, di fratellanza, di\u00a0servizio e di amore che non devono mai mancare nel\u00a0nostro agire quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Buona Strada, Amedeo Rivelli<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Clan Barracuda Fano 1<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>a cura di David Giovannoli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se un giorno mi dovessero chiedere in quale\u00a0momento della mia vita io abbia capito\u00a0che il servizio sarebbe diventato per sempre\u00a0una parte essenziale del mio essere,\u00a0non solo scout, ma uomo, dovrei sicuramente dire il\u00a0giorno della mia Partenza. 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