Educare il corpo per educare il “cuore”, parola d’ordine: sempre con un sorriso.

Sono cresciuta in una generazione in cui lo sport la faceva da padrone, anche nei cartoni animati: Holly e Benji, Mila e Shiro, Hilary ci facevano sognare di diventare anche noi degli sportivi. Ed ecco che dopo aver visto quei cartoni si scendeva a giocare nel campetto parrocchiale, ad organizzare tornei con maglie bianche su cui disegnavamo i numeri con i pennarelli colorati per formare le squadre.
Allora pensavamo solo a divertirci, e non capivamo fino in fondo ciò che c’era dietro: l’importanza di vivere all’aria aperta, la bellezza di correre, saltare, e vivere uno spirito di squadra.

Cose che poi ritrovai, in una dimensione “diversa”, quando entrai nella famiglia scout: spesso, anche da Scolta, mi trovai a riflettere sul 2° punto del metodo e sull’importanza che B.P. dava all’ ”educazione del corpo”, non fine a se stessa, ma perché altro passo utile verso la felicità: “conquistandovi salute e robustezza finchè siete ragazzi, per poter essere utili e godere pienamente della vita una volta fatti uomini” (Ultimo messaggio di B.P. agli Esploratori).

La sorella che conosciamo oggi ha fatto suoi sia i valori appresi dallo sport che dallo scautismo, li mette quotidianamente, con competenza e dedizione, a servizio degli altri, “condendoli” con un ingrediente fondamentale: un sorriso luminoso che dal suo volto si spalanca al mondo…

CARA GIORGIA CI RACCONTI QUALCOSA DI TE?

Ciao Sara, innanzitutto grazie dell’opportunità che mi hai dato di raccontarmi! Sono un’Aiuto Capo Cerchio del Gruppo Frosinone 2 “Guy de Lariguaudie”.
Attualmente sto svolgendo il mio servizio da Capo “on-line”, in quanto mi trovo in Francia e purtroppo partecipo alle riunioni di pattuglia solo via Skype, ma già questa la ritengo una fortuna proprio per continuare a servire anche da lontano. Per quanto riguarda il mio lavoro sono un tecnico federale di ginnastica artistica femminile, mi occupo del settore promozionale dall’età di 4 fino ai 19 anni, presso l’A.S.D. Gymnasium 1985 di Frosinone. Pensando al mio passato ho sempre avuto un debole per lo sport, ma in particolare per la ginnastica (come potete intuire!) All’età di 8 anni
vidi per la prima volta durante una gita al lago di Bracciano, con i miei genitori, una bimba fare la ruota.
Ecco da lì qualcosa dentro di me scattò, come una scintilla, tanto che non smisi di ripetere a mia mamma che il mio unico desiderio era “imparare la ruota”. Così per esaudire il mio desiderio si mise alla ricerca di una palestra di ginnastica artistica e la trovò, appena compiuti 9 anni iniziai a fare ginnastica e da quel momento non ho più smesso! Iniziai a partecipare alle prime competizioni, raggiungendo dei buoni risultati a livello provinciale, regionale e all’età di 17 anni anche nazionale. La mia insegnante è rimasta sempre la stessa, ed ora siamo felicemente colleghe, lei è riuscita a vedere il mio grande interesse, tanto che quando avevo solo 16 anni, mi chiese di anticiparmi quando potevo per aiutarla con le bimbe del turno che precedeva il mio, e un giorno una bambina mi chiamò “maestra” e io da lì capii che sarebbe stato il mio lavoro.
Quando ho compiuto 18 anni ho iniziato la mia formazione da tecnico federale e ho iniziato a lavorare a fianco della mia insegnante “storica”. Una delle più grandi soddisfazioni della mia vita!!!
Credo che il mio talento più grande sia trasmettere la passione per lo sport, attraverso la gioia che provo quando mi trovo di fronte alle mie bambine e le mie ragazze.
Quando entro in palestra dimentico tutto, preoccupazioni e problemi svaniscono, mi sento a casa, sono dove voglio essere! Inoltre io ho un debole per i bambini, quando sono con loro mi comporto come se vivessi in un mondo magico, fatto di immaginazione e questo ci rende vicini, mi piace giocare insieme a loro, non do “consegne e basta”, ma attraverso il gioco condiviso riesco ad avere la loro attenzione e partecipazione per tutte le attività che propongo. Devo ringraziare le mie Capo, hanno visto questo talento e mi hanno indirizzato nel mondo delle Coccinelle, attraverso il quale ho potuto coltivarlo facendo esperienza e riportarlo poi nel mio campo professionale.

DOVE TI TROVI ADESSO E COSA STAI FACENDO NEL MONDO?

Attualmente mi trovo in Francia, sto svolgendo un Erasmus Traineeship, quindi un tirocinio in una palestra, da ormai sei mesi! Ovviamente qui il mio ruolo principale è stato svolgere attività di baby gym con i bambini di 15 mesi, accompagnati dai loro genitori, e bambini dai 3 ai 5 anni, una esperienza che mi ha veramente formata professionalmente e personalmente e che mi ha aperto un mondo! Accanto alla baby gym ho avuto la possibilità di lavorare con il gruppo dell’agonistica femminile, con i gruppi della ginnastica promozionale e anche con la ginnastica dolce, per gli anziani. Insomma un pubblico di tutte le età!
Ciò mi ha insegnato quanto possa essere importante individualizzare il lavoro in base all’età e alle capacità, non solo dal punto di vista motorio, ma soprattutto empatico e psicologico: ogni età ha le sue necessità, capacità e limiti. È l’allenatore che deve essere capace di comprendere, non è il gruppo che deve stare alle rigide regole dell’allenatore.
Certo questo non significa che durante le ore di ginnastica ognuno fa ciò che vuole, anzi, ma è attraverso l’ascolto, il rispetto e la fiducia reciproca che si crea un gruppo non solo di ginnastica, ma un gruppo di amici. Il mio lavoro rispecchia appieno i miei studi universitari in quanto mi sono laureata in Scienze motorie e concluderò a breve la specialistica di “Scienze e tecniche delle attività preventive e adattate” presso l’Università degli studi di Cassino.

QUANTO HA INFLUITO IL 2° PUNTO DI BP SULLA TUA VITA E SULLE TUE SCELTE?

Salute e Forza Fisica è il fulcro attorno a cui ruota tutta la mia vita, e lo considero un grande valore a cui tutti dovrebbero fare attenzione. La qualità della nostra vita corrisponde a ciò che siamo, ciò che mangiamo e da quanto ci muoviamo. Perché è importante l’attività fisica e uno stile di vita attivo? Perché sono delle strategie di prevenzione, ci proteggono da tanti rischi! Non occorre svolgere allenamenti vigorosi o di alta intensità per essere fisicamente attivi, la quota di movimenti necessari viene reclutata nei gesti quotidiani e tali gesti, una volta consolidati come comportamenti, prevengono i principali fattori di rischio per numerose malattie (cardiovascolari, varie forme di cancro, diabete, …). A parte questa piccola lezioncina, è scientificamente provato che essere fisicamente attivi, ci rende forti e lucidi in tutte le sfaccettature della nostra vita.

PER TE SERVIZIO È…?

GRATUITÀ, quando penso al servizio è la prima parola che mi viene in mente. Servire per me significa mettersi a completa disposizione per qualcuno o per qualcosa, con estrema motivazione e con la gioia che ti fa esplodere il cuore! Credo che sia qualcosa che non si propina solo attraverso lo scoutismo, il servizio è uno stile di vita e possiamo ritrovarlo e svolgerlo in tutti gli ambiti della nostra quotidianità, nella scuola, nel lavoro, in famiglia…
Quando ero in Fuoco il termine servizio mi è stato proposto in innumerevoli occasioni, ma all’inizio credevo significasse in particolar modo aiutare qualcuno in difficoltà, che ha qualcosa in meno di me (mensa dei poveri, servizio ai disabili, Caritas…). Poi però mi sono resa conto che quando svolgevo servizio tornavo carica di entusiasmo e ogni volta erano quelle persone a insegnarmi qualcosa, quindi quel pregiudizio di stare un “gradino più su” era completamente sbagliato.

L’HEBERTISMO (tecnica a noi scout molto cara riguardante la cura della salute e della forza fisica) HA UN MOTTO: “ESSERE FORTI PER ESSERE UTILI”: COSA NE PENSI PERSONALMENTE? Secondo te è ancora attuale?

Fare attività, muoversi quotidianamente, ma soprattutto praticare una disciplina sportiva che ci piace, ossigena il nostro cervello, migliorando la memoria e l’apprendimento, previene l’ansia, combatte la depressione, riduce l’affaticamento causato dal lavoro, migliora l’autostima ed elimina lo stress…tutto questo ci riguarda completamente nella vita di tutti i giorni, e proprio praticando l’attività fisica allontaniamo tutte queste debolezze, preoccupazioni e spossatezze tanto da renderci forti per essere sempre pronti: ESTOTE PARATI!

IL SENTIERO INTRAPRESO E LO SPORT CHE PRATICHI COSTANO TANTA FATICA E SACRIFICI. SONO RIPAGATI? COSA PROVI QUANDO TI METTI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI?

Nella ginnastica artistica fatica e sacrifici sono pane quotidiano, le bimbe e le ragazze che vedo ogni giorno si allenano duro per raggiungere la “perfezione” nel realizzare gli elementi tecnici. Quella perfezione si persegue, però a volte è difficile da raggiungere, tanto che le mie ginnaste, prima della gara si demotivano quando sentono continue correzioni per esercizi provati milioni di volte. Poi però in gara succede la magia, un respiro grande prima di salire all’attrezzo, ci scambiamo l’ultimo sguardo di incoraggiamento e si parte! Il loro sorriso e la loro determinazione in campo gara è il regalo più grande che ricevo dopo tante ore di allenamento.
Per me arrivare primi o ultimi ha lo stesso valore se nel lavoro svolto c’è stata determinazione, motivazione e passione che valgono quanto una medaglia d’oro!
Questo è un po’ il riflesso di quello che provo quando mi metto al servizio degli altri, in ogni ambito della mia vita vedere sorridere le persone per un mio gesto mi fa sentire completa, forse ancora di più rispetto a quando qualcuno fa qualcosa per me. Io sono dell’idea che i sacrifici vengono sempre ripagati se si ha la convinzione di voler raggiungere un obiettivo, ho imparato a mie spese che pensare negativo non porta da nessuna parte…se hai un desiderio nel cuore, credici fino in fondo, impegnati costantemente, ringrazia per ciò che sei riuscito ad ottenere giorno per giorno e i tuoi obiettivi saranno centrati in pieno!

Grazie Giorgia per quello che fai e per la tua disponibilità, cosa consiglieresti ad un ragazzo o ad una ragazza che volessero percorrere la tua stessa strada?

Io suggerirei di non ascoltare i “consigli” di chiunque dica che lo sport non può essere considerato un lavoro, di cambiare strada finché si è in tempo, di intraprendere un lavoro serio…Voi sorridete e ringraziate, ma non fatevi nemmeno per un secondo persuadere. Credo che essere un educatore sportivo sia una professione meravigliosa ma allo stesso tempo molto complicata, essere allo stesso tempo allenatori, genitori, sorelle, fratelli, psicologi, pedagogisti non è affatto semplice, ma è ciò che rende questo mestiere unico. “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”, io non ho mai detto alla mia famiglia o ai miei amici “vado a lavoro”, ma sempre con entusiasmo “Ciao, vado in palestra!”

È ARRIVATO IL MOMENTO DI SALUTARCI…

Sognate in grande, lavorate duro, rendete grazie e i vostri sogni si realizzeranno!

Un abbraccio a tutti, Buona strada
Da Giorgia e Sara.

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