intervista a: UBALDO LUCCI

Ti è stato dato un corpo meraviglioso, da trattare come opera e tempio di Dio!”
(Lord Baden Powell of Gilwell)

«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»
(Mt 25,40)

Per riuscire a conciliare due concetti come l’evangelizzazione e la salute e la forza fisica, apparentemente discordanti tra loro, ho preso spunto dalla natura: se anche il giorno e la notte trovano il loro punto di incontro nell’alba e nel tramonto, allora dovevo trovare il momento mediano tra i due miei, solo apparentemente, opposti.
L’illuminazione mi è venuta una sera mentre assistevo alla premiazione per l’atleta dell’anno 2016 organizzata a Frascati (RM). Così, accanto alla medaglia d’oro olimpica Daniele GAROZZO ecco premiare anche tre diversamente abili. Uno dei tre ha partecipato da professionista anche alle para olimpiadi, Gianluca Raggi, mentre gli altri Gianluca CASTELLANI e Marco PLACIDI, premiati come “non professionisti” per attività sportive riservate a “persone con disabilità intellettiva”, sono – a tutti gli effetti – “atleti” della “Cooperativa Arcobaleno” di Frascati (Arcobaleno Cooperativa Sociale Tuscolana di Solidarietà). Ecco, quindi, trovato nella cultura sportiva – quella autentica – il punto di incontro tra il messaggio evangelico e la cura del nostro corpo.

Il nostro personaggio è UBALDO LUCCI,
Presidente della suindicata Cooperativa.

Allora Ubaldo, vorresti spiegarci di cosa si occupa la Cooperativa Arcobaleno?
Naturalmente. È una delle cooperative più vecchie d’Italia e nasce 35 anni or sono nell’alveo dell’Azione Cattolica Italiana. Già il nome è emblematico del suo intento: accomunare sotto un unico tetto le anime multicolori di coloro che vogliono porsi al servizio di chi soffre, o vive dei disagi anche a livello sociale. I primi impegni sono stati indirizzati verso l’area anziani sperimentando sul territorio la prima forma di assistenza domiciliare, per poi dirigersi immediatamente verso l’area della disabilità e del disagio – sociale e non -. Per la Cooperativa lavorano circa 40 persone tra operatori socio sanitari, psicologi, educatori professionali, maestri d’arte e tutti insieme forniamo assistenza a circa 150 famiglie.
Da un punto di vista giuridico, Arcobaleno è una cooperativa sociale, quindi, con la caratteristica, oltre che della territorialità, anche di unire soci lavoratori e soci volontari con la precipua finalità di recare un beneficio ai cittadini di un territorio. La presenza dei soci volontari permette di offrire servizi a costo “0” per i beneficiari, in particolare in Arcobaleno si è fatta la scelta delle attività sportive.

In quali campi è versato il vostro interesse allo sport come assistenza alla disabilità?
Dal 2004 diamo la possibilità ai nostri atleti di svolgere attività velica. Per questo Arcobaleno è socia di “Unione Italiana Vela Solidale”, A.P.S. di livello Nazionale che raggruppa associazioni e Cooperative come la nostra, svolgenti attività terapeutiche, educative e ludiche attraverso l’uso della “barca a vela” ad Ostia, Fiumicino e Civitavecchia. E’ un’attività bi-settimanale ad esclusione, naturalmente, del periodo invernale.
In questo campo offriamo i nostri servizi anche ai minori infraquattordicenni indicati dal Dipartimento Giustizia Minorile, in quanto lo strumento “barca” educa al lavoro alla condivisione delle responsabilità, al rispetto delle regole ed alla figura del “Comandante”. Quando ti trovi solo in mezzo al mare, lontano dalla riva, assiso in un pozzetto angusto che condividi con tuoi sei pari, se non rispetti le regole, esegui i tuoi compiti… la barca non cammina… e rimani in balia della corrente. In questo la conduzione della barca è fortemente riabilitativa nei confronti di chi ha perso la propria strada ed educativa anche nei confronti di chi, come un disabile, ha effettiva difficoltà ad autodeterminarsi.

So che all’interno di questo micro settore della vostra opera di volontariato, occupa un posto particolare lo “SPECIAL OLYMPICS”. Ce ne vorresti parlare?
Lo special Olympics nasce negli States agli inizi degli anni “60” ed è un programma di allenamento per persone con disabilità intellettiva, finalizzato al benessere psico-fisico, quindi all’armonia mente – corpo, ma anche ad educare positivamente all’attività “agonistica”. In questo contesto si svolgono tornei che partono dal livello locale sino ad arrivare al Nazionale, Europeo e Mondiale. Noi frequentiamo questo programma dal 2004 e le discipline sportive che facciamo praticare ai nostri atleti sono il calcio, l’atletica, il nuoto, il volley, il pugilato, le arti marziali ed il rugby, attività sportive queste che si praticano sul territorio di Frascati e zone limitrofe, effettuando gemellaggi con quelle società sportive che insistono ed operano sul territorio. Ciò, con il chiaro intento di far incontrare atleti normo dotati con atleti disabili che però hanno la stessa voglia e lo stesso spirito della partecipazione e della vittoria. Il Giuramento dell’atleta Special Olympics, che viene declamato ad ogni torneo di qualsiasi livello, è “che io possa vincere, ma se non dovessi riuscire, che possa tentare con tutte le mie forze”.

La sera in cui io vi ho conosciuto sono stati premiati due ragazzi disabili; chi sono?
Gianluca CASTELLANI e Marco PLACIDI. Il primo è un giovane di 23 anni con sindrome di Down e pratica le discipline di pugilato e volley. Proprio in quest’ultima, una società locale, la “Città di Frascati volleyball club”, lo ha indicato come “Atleta dell’anno 2016”. L’altro, affetto dalla medesima sindrome, é un nuotatore e si allena nella piscina delle “Maestre Pie Filippini” che mettono a disposizione l’impianto in modo assolutamente gratuito, al pari di tutti gli impianti sportivi delle altre società gemellate che condividono i nostri progetti educativi. Fruire gratuitamente degli impianti e della dedizione dei tecnici nostri affiliati, permette alle famiglie cui offriamo il nostro servizio di essere sollevate da un notevole aggravio economico: non posso nascondere che la gestione di un disabile è assai onerosa, sotto ogni punto di vista.

Ubaldo, ma Arcobaleno, cosa significa per te?
È lo sviluppo moderno del volontariato classico. Mi spiego meglio: é mettere a disposizione se stessi, avendo presente le responsabilità sociali e civili delle persone e degli organismi. Prediligo un’immagine che è anche metafora laica del volontariato: più che rimanere in attesa che il prossimo venga a cercarci, siamo noi che dovremmo farci prossimo nei confronti di chi ha bisogno. Il Commerciante “Buon Samaritano”, che scendeva da Gerusalemme a Gerico, si fa prossimo e cerca la persona in difficoltà a prescindere dal suo credo, dalla sua estrazione sociale, dal suo essere o meno abbiente.
Egli si attiva anche a prescindere dalla richiesta di aiuto… fornendo il suo apporto a 360°: non si cura solo delle condizioni fisiche, ma provvede anche fattivamente facendosi totalmente carico dei reali bisogni di chi soffre. Questo, tornando al discorso della responsabilità civile, non è compito solo della Chiesa che si fonda sulla Carità, ma anche delle Istituzioni, che hanno l’obbligo di responsabilizzare la cittadinanza ad un reale e concreto impegno civile di ascolto delle necessità altrui. Responsabilizzare in tal senso la “Chiesa” stessa e le “Istituzioni locali”, provando a superare la visione del “volontariato” classico, è stato il nostro primo scoglio. Solo dopo svariati anni le stesse hanno cominciato a condividere la nostra visione dinamica e totalizzante del Servizio gratuito, facendone anche una “lotta culturale” ed un manifesto di pensiero: non mi basta educare un disabile alla cultura sportiva, ma devo fare in modo che anche la collettività si accorga di lui, della sua esistenza, dei suoi progressi sia a livello fisico, sia psichico.

Ubaldo è una persona semplice, di cuore, che vive in maniera totalizzante la sua vocazione alla solidarietà, soprattutto in funzione del suo impegno sociale.
Tramite “Arcobaleno” è riuscito a far emigrare la carità dalle pagine del Vangelo, facendogli bucare quotidianamente il muro che ci divide dal sociale anche attraverso la cura dello spirito sportivo. Ogni ulteriore commento… ritengo sia superfluo…

Buona Strada

Michele Zoncu

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