Il Mondo di Lucy

“HO INCONTRATO UNA PICCOLA “COMETA”
E HO RICEVUTO LA SUA “POLVERE DI STELLE”.

Quando ho saputo che questo numero era sul tema “VITA”, mi è tornato alla mente un bellissimo vecchio film, con James Stewart, “La vita è meravigliosa”, tratto dal racconto The Greatest Gift, del 1939 di Philip Van Doren Stern; ve la faccio breve, (il film merita di essere visto se non l’avete fatto!): il protagonista ad un certo punto del racconto della sua vita, viene salvato miracolosamente da un angelo inviato da Dio. Questo per dire, semplicemente, che la Vita è fatta di storie, esperienze, scelte, testimonianze, incontri con “angeli” mandati da lassù per ricordarci che la vita è meravigliosa… e pensando a chi poter intervistare, ecco l’incontro con uno di questi angeli, una piccola e splendida “bimba-cometa” che mi ha donato la sua luce, la sua “polvere di Stelle”: Lucy.
La Provvidenza ha messo sul mio cammino non solo lei, ma anche la sua famiglia e gli amici dell’associazione no-profit che porta il suo nome: Il Mondo di Lucy nasce il 30 luglio 2010, in seguito al desiderio di Anna Benedetti e Gianluca Anselmi, genitori di Lucy, di poter meglio divulgare il Video-concerto testimonianza con musical e i progetti ad esso allegati. Gli obiettivi dell’Associazione sono trasmettere speranza, sensibilizzare ai valori di solidarietà, attenzione agli altri, condivisione, accoglienza della diversità, amicizia e amore per la vita.
È difficile mettere su carta le emozioni vissute nell’incontrare Lucy, Anna, Gianluca e Stella! Citando le parole di una loro canzone, hanno preso la mia mano e il mio cuore e mi hanno fatto capire che ognuno di noi può “illuminare questo mondo”. Eccoli:

Carissimi Anna e Gianluca, potete raccontarci la vostra storia d’amore?

Ci siamo conosciuti in una band, io cantavo e Gianluca suonava la chitarra. Siamo diventati amici e lo siamo stati per molti anni, poi ci siamo ritrovati a insegnare in una scuola di musica e abbiamo incominciato a comporre canzoni. Il rapporto è diventato sempre più profondo e abbiamo deciso di sposarci. Possiamo dire che la musica ci ha uniti nel profondo e nella musica ci comprendevamo pienamente.

Quando avete sentito “il richiamo della vita”?

È difficile spiegare, eravamo tanto impegnati nei nostri progetti musicali, artistici. Lavoravamo e viaggiavamo molto. La vita ci ha fatto vivere tante esperienze, forse per prepararci a quello che sarebbe accaduto, perché fossimo più forti. Solo dopo tanti anni è arrivata Lucy.

Chi è Lucy? Potete descrivercela e come avete deciso questo nome per lei?

Non abbiamo mai deciso veramente il nome Lucy, è stata piuttosto un’illuminazione di tutti e due. Non ci veniva nessun nome maschile, invece ci piaceva Lucia.
Il giorno dell’ecografia in cui abbiamo scoperto che era una femmina, improvvisamente entrambi abbiamo esclamato “È Lucy!” L’abbiamo battezzata con il nome Lucia perché il nome in italiano ha un bellissimo significato “luminosa, lucente”, ma l’abbiamo sempre chiamata Lucy. Lei è un raggio di sole, ha un sorriso che contagia e rompe ogni barriera, una dolcezza e sensibilità che le fanno fare spontanei gesti d’amore verso chi è solo, emarginato, triste. Eppure è una bimba come tante altre, si arrabbia, fa i dispetti… ma ci sono dei momenti speciali, come sospesi nel tempo, dove nei suoi occhi vedi una profondità, una luce così forte che ti si apre il cuore. Se litighiamo o discutiamo, lei si volta verso di noi e ci prende le mani e le unisce, oppure viene vicino e chiede l’abbraccio di famiglia. Che si può fare in quel momento? Tutto perde di importanza e non capisci più perché stavi litigando! Ricordo un giorno all’inizio della scuola trovammo un bimbo che piangeva disperatamente, non voleva entrare in classe. Lucy si sedette accanto a lui senza parlare, mise la sua mano sulla sua spalla e rimase lì immobile finché il bimbo si tranquillizzò e finalmente entrarono insieme per mano in classe. E ci sarebbero tante di quelle situazioni da raccontare, ogni volta che abbiamo dovuto andare all’ospedale con lei, aveva sempre un sorriso per ogni persona che incontravamo, ormai ho capito che se andiamo in ospedale è perché dobbiamo incontrare qualcuno di speciale, ci andiamo per portare speranza.

Qual è stato il momento preciso in cui avete scelto la VITA e la strada che avreste percorso?

Il 4 marzo 2008, quando scoprimmo, durante l’ecografia morfologica, al quinto mese di gravidanza, che Lucy era affetta da sindrome di Dandy Walker. Ci dissero: “Esiste la legge 194, permette di abortire in caso di malformazione del nascituro, entro la fine del quinto mese. In questo caso sareste ancora in tempo per decidere”. È difficile descrivere la sensazione che si prova, così, a parole.
Qualcosa ti trapassa dentro, come una lama affilata, nelle viscere… far cessare una piccola vita… abortire.
La paura era più forte di ogni cosa. Avremmo perso tutto, i nostri progetti, i sogni, la carriera, la musica.
Ospedali, centri per disabili, Lucy distesa con lo sguardo fisso… queste immagini ci passavano continuamente davanti agli occhi. Era davvero una scelta che toccava a noi? Scegliere se far nascere una creatura che avrebbe sofferto… Non potevamo nemmeno tollerare il pensiero. Gianluca era preoccupato per me, sarei stata in grado di affrontare una vita del genere? Si sentiva impotente. Doveva proteggere me o quella bambina che in fondo ancora non conosceva? La stessa notte avvenne qualcosa d’incredibile. Non potevo dormire, continuavo a pensare, a ragionare, a cercare soluzioni.
Esausta, ho iniziato a pregare… poi il vuoto… il silenzio. All’improvviso, ho visto una luce accecante e una frase mi è comparsa davanti…”Luce, invadi!”
Un senso di calore mi ha avvolto. Poi un’altra frase… ”Il Mondo di Lucy, un futuro di speranza”… In quel preciso momento ho sentito Lucy che gridava dentro di me, tutto il suo esserino emanava una energia dirompente, sembrava gridare che ce l’avremmo fatta, insieme. Ho visto la speranza. Investita da quella luce ho risposto: Sì, ce la facciamo! Appena ho urlato quel sì, ho sentito un coraggio e una forza che prima non avevo: il coraggio di mettere da parte me stessa e le mie paure, di amare quella creatura speciale e di accompagnarla nel suo viaggio di luce… ho visto il futuro, nitido, una lunga strada bianca era davanti a noi. Lucy sarebbe stata la nostra salvezza, ci avrebbe guidati passo dopo passo e insegnato a vedere attraverso i suoi occhi. D’improvviso, tutto quello che ci stava accadendo mi è sembrato una grande opportunità… Portare nel mondo la speranza, con la nostra musica e le nostre vite, raccontare il mondo nuovo che Lucy ci avrebbe mostrato, ecco la nostra luminosa missione. Gianluca era stupito, confuso, vedendo il mio sorriso tra le lacrime… poi, avvolto anche lui da quella travolgente serenità, ha risposto sì, sono con te. Da allora è iniziato il nostro viaggio.

Sono rimasta affascinata dal vostro libro, dal vostro video-testimonianza, dalle vostre canzoni e dal racconto di Lucy, “bimba cometa” e dalla “polvere di stelle”: com’è nato tutto questo?

Dopo il nostro sì, abbiamo scelto di condividere la nostra esperienza creando un sito internet (www.ilmondodilucy.com). Volevamo che fosse un luogo lontano dalle diagnosi scientifiche, fredde e razionali, un luogo impregnato di positività e luce, dove si respirasse speranza. Ben presto moltissimi ci hanno scritto, da tutto il mondo (India, Israele, Inghilterra…), il sito ha raggiunto le 40.000 visite l’anno: bambini e adulti che hanno lasciato post, disegni, poesie, foto; molti hanno condiviso esperienze ed emozioni, hanno partecipato con noi a catene di preghiera per sostenere altri bimbi malati. Quando arrivò la diagnosi della seconda malformazione, la sindrome di Down, non avevamo più paura. Non eravamo soli, camminavamo in una grande cordata, lungo la strada ormai segnata davanti a noi. Potevamo affrontare qualunque cosa, un giorno alla volta, senza farci troppe domande sul futuro.
Quel sì incondizionato ci aveva reso forti.
Un giorno, un gruppo musicale, i Gen Verde, ci chiese di inserire due minuti della storia di Lucy, tratta dal diario presente sul sito, all’interno del loro spettacolo, rappresentato in Italia e in Europa… Fu così che a Fatima successe una cosa incredibile: una madre in attesa di un figlio con gravi malformazioni decise di non abortire, ascoltando solo quei due brevissimi minuti di storia. È stato allora che abbiamo capito che dovevamo portare la testimonianza in prima persona, raccogliere le tante canzoni scritte momento per momento, che racchiudevano tutte le nostre emozioni, i nostri sentimenti, la nostra visione del mondo, la nostra speranza, il nostro amore incondizionato. Abbiamo preso le fotografie e i filmati che avevamo fatto per documentare quel viaggio che non sapevamo quanto sarebbe durato e abbiamo messo tutto insieme in un Video-concerto. Tutto ciò che viene narrato è vita vera, “la bimba-cometa, la polvere di stelle” è storia vera.

SaleInZucca_1Ci descrivete ciò che prova Lucy e i vostri sentimenti ogni volta che proponete il video- concerto? cosa vi dice Lucy quando tornate a casa, dopo aver incontrato tanti bambini e nuovi amici?

Credo che per Lucy ogni volta che vede il Video-concerto sia come sentirsi dire, gridare a gran voce quanto le abbiamo voluto bene e quanto gliene vogliamo. Non vede l’ora di partire sul camper e per lei è una grande avventura! Fin da piccolina se ne stava seduta tra il pubblico e a volte si addormentava, ma si svegliava puntualmente sulla canzone finale per poter salire sul palco a sorridere ed abbracciare tutti! Credo che Lucy sia felice, a prescindere, ma in particolare quando portiamo il ”Mondo di Lucy”, lei comunica con le persone in modo speciale, le abbraccia con il suo sorriso.

Chi e/o cosa vi da la forza di vivere, di affrontare la quotidianità, di superare anche i momenti difficili?

È difficile spiegare quello che ci è successo e ci succede ogni giorno, vivendo con Lucy. Dove abbiamo trovato la forza di dire sì, il coraggio di amare e dove lo troviamo ogni momento? Io credo che il coraggio, la forza, siano stati e siano un dono… nato dalla paura, dal dolore straziante, dalla preghiera, dall’ascolto, dall’abbandono… dalla fiducia. Abbiamo avuto la volontà di continuare a camminare, rialzarci dalle cadute, e grazie a Dio e a chi ci sta a fianco ogni giorno, siamo ancora in cammino. Siamo persone normali, con difetti e limiti, eppure l’avere accettato una sfida importante, la nostra sfida, ci ha reso più forti e consapevoli. Se accade qualcosa di difficile possiamo ricordare quei momenti e sappiamo cosa fare… continuare a sperare e guardare sempre verso il cielo, certi che siamo sulla strada giusta. È questo che ti aiuta ad affrontare qualunque cosa, senza avere dubbi… più la strada è in salita e più dobbiamo camminare, la direzione è chiara. Così arriva anche la serenità.

Cosa significa per voi vivere la maternità/paternità?

È un’esperienza, si impara ogni giorno qualcosa. Si vive momento per momento, passo dopo passo, senza troppe aspettative sul futuro, concentrati sul momento presente. Come abbiamo imparato quando aspettavamo Lucy. Così anche l’arrivo della nostra seconda figlia, Stella, ci ha trovato preparati: non avevamo paura, anzi. Eravamo pronti a tutto. Sereni.

SaleInZucca_2Cito il mio cantautore preferito: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”; qual è il vostro sogno per il futuro?

Non è che non abbiamo sogni…ci sono tante cose che ci animano dentro, come artisti siamo nati sognatori!!
La cosa più forte è senz’altro che Lucy possa conservare l’animo puro che ha ora, che rimanga così luminosa e aperta al mondo. Ciò che conta sono i rapporti con le persone… l’unico sogno per lei è che continui a comunicare, sempre a chiunque incontra, serenità e luce, come fa ora. Poi sogniamo di poter portare speranza a più persone possibili, di poter continuare questo meraviglioso viaggio che abbiamo cominciato e di poter essere di aiuto a tanta gente. E come sarebbe bello poterlo fare sempre con la musica! Ma siamo pronti a tutto. Chissà in quale strada ci condurrà questa avventura? Gianluca invece dice che a lui non dispiacerebbe se Lucy suonasse qualche strumento o ballasse…visto che io canto e lui suona la chitarra magari se lei suonasse, che so il basso, faremmo un bel trio! E con Stella un quartetto!!

Passare anche solo poche ore con voi è stata un’esperienza fantastica, “illuminante”, e con questo articolo, auguriamo a tutti i lettori, di conoscervi dal vivo al più presto. Che messaggio volete lasciargli?

Il Video-concerto chiude con una canzone che s’intitola “Abbiamo così tanto”. È il nostro messaggio, abbiamo davvero tanto, dobbiamo solo saper guardare intorno a noi. Vi salutiamo con il saluto che ci avete insegnato: Buona strada!

Dopo questo meraviglioso incontro, non riesco a scrivere altro… non mi resta che salutarvi semplicemente con questa frase:

“Ciò che rende meravigliosa la vita
è meravigliarsi ogni giorno di vivere.”
(Omar Falworth)

Sara Sperduti

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