MAGISTERO ED EDUCAZIONE ALL’ALTRO

  1. “I sessi, seguendo gli ammirevoli disegni del creatore sono chiamati a completarsi reciprocamente nella famiglia e nella società, e giustamente per la loro stessa diversità. Questa diversità è dunque da mantenere e da favorire nella formazione e nell’educazione, salvaguardando la distinzione necessaria, mediante una separazione corrispondente in rapporto con le età differenti e le differenti circostanze. Questi principi sono da applicarsi in tempi e luoghi, secondo le regole della prudenza cristiana a tutte le scuole, ma principalmente durante l’adolescenza, periodo più delicato e decisivo nella formazione cristiana”.
  2. “La struttura attuale della società, che ha come fondamento l’uguaglianza quasi assoluta dell’uomo e della donna, si appoggia su un falso presupposto. È vero, senza ombra di dubbio, che l’uomo e la donna hanno, in ciò che riguarda la personalità, una uguaglianza di onore, di dignità, di valore e di stima. Ma non sono uguali in tutto. Certi doni, inclinazioni e disposizioni naturali non sono propri soltanto all’uomo o alla donna, oppure sono ripartiti inegualmente presso l’uomo o l’altra, gli uni più sviluppati nell’uomo, gli altri più sviluppati nella donna, al punto che la natura ha loro attribuito dei campi di attività e dei ruoli distinti“.
  3. “Tutti gli uomini di qualunque razza, condizione ed età, in forza della loro dignità di persona, hanno il diritto inalienabile ad una educazione che risponda al proprio fine, convenga alla propria indole, alla differenza di sesso. Collaborino (i maestri) con i genitori, insieme con essi tengano in debito conto, in tutto il ciclo educativo, della differenza di sesso e del fine particolare che all’uomo e all’altro sesso la divina provvidenza ha stabilito nella famiglia e nella società“.
  4. “La Chiesa, col dovuto rispetto per la diversa vocazione dell’uomo e della donna, deve promuovere nella misura del possibile nella sua stessa vita a loro uguaglianza di diritti e di dignità: e questo per il bene di tutti, della famiglia, della società e della Chiesa. È evidente però che tutto questo significa per la donna non la rinuncia alla sua femminilità né l’imitazione del carattere maschile, ma la pienezza della vera umanità femminile quale deve esprimersi nel suo agire, sia in famiglia sia fiori di essa, senza peraltro dimenticare in questo campo la varietà dei costumi e delle culture”
  5. “Le attuali conoscenze in ambito antropologico e di neurobiologia confermano la necessità di tener conto delle differenze di genere nel processo di apprendimento e che l’educazione separata ottiene buoni risultati sia in ambito didattico sia in abito relazionale“
  6. “Le donne devono assumere una parte non fantasiosa ma reale nel benessere della nazione, ed hanno il potere di portarvi un contributo preziosissimo, restando nel loro ruolo di donne”
  7. “Se educare vuol, dire collaborare a formare una persona umana nella concretezza storica o – che è lo stesso – aiutarla a inserire se stessa e le sue attività nel piano di Dio, l’educazione non può essere indifferente e anonima ma deve tendere, quanto più efficacemente possibile, ad aiutare i giovani ad inserire la loro risposta cristiana nel quadro delle esigenze, dei compiti dei carismi tipici del loro sesso”
  8. “Distinti fin dall’inizio della creazione e restando tali nel cuore stesso dell’eternità, l’uomo e la donna, inseriti nel mistero pasquale di Cristo, non avvertono più la loro differenza come motivo di discordia da superare con la negazione o il livellamento, ma come possibilità di collaborazione che bisogna coltivare con il rispetto reciproco della distinzione”.
  9. Divini illius magistri, Pio XI ,1929
  10. Pio XII , 1943
  11. Dichiarazione conciliare sull’educazione cristiana , 1965
  12. Familiaris Consortio Giovanni Paolo II, 1981
  13. Indicazioni per il curriculo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione, Roma 2007
  14. B.-P. Yarns for Boy Scouts, 1909
  15. P. Vittorio Lagutain, 1981
  16. J. Ratizinger, Lettera ai vescovi sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo, 2004