Laboratorio: La vita associativa negli anni 1976-1978

Attilio Grieco

 La chiacchierata ripercorre la storia dei primi anni dell’Associazione, ricordando persone ed eventi e descrivendo le motivazioni delle scelte fatte, e l’evoluzione dei rapporti con la Chiesa, con l’Associazione Francese e con l’Agesci.

Iniziamo dicendo che fondare da zero una associazione senza nessun appoggio né della Chiesa né delle autorità civili e senza avere un soldo in cassa, ma essendo sostenuti solamente da una grande fede nel Signore e da una grande fiducia nello scautismo cattolico tradizionale, non è affatto impresa semplice.

Solo dei sognatori entusiasti (o forse dei pazzi) possono lanciarsi in questa avventura perché fino a questo momento (1976) i rari tentativi di dare vita ad una nuova associazione scout si sono quasi tutti risolti in fallimento.

Ma nel 1976 la Provvidenza fa incontrare fra loro dei sognatori entusiasti e con la loro passione, con il loro sacrificio, con il loro impegno, prende vita la nostra Associazione.

Per tutti i primi anni l’Associazione si basa esclusivamente sull’opera volontaria di un pugno di Capi, che al loro servizio in Unità e in Gruppo aggiungono poi il servizio per l’Associazione.

La prima sede ufficiale dell’Associazione, in via Aventina a Roma, è l’abitazione del primo Presidente. L’Associazione avrà la prima sede solo alla fine del 1978, all’ultimo piano del fabbricato della parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, dove non esiste ascensore e dove si arriva salendo una scala di 98 gradini. L’affitto è a un prezzo di favore: 150.000 lire mensili (circa 75 euro).

Ma esaminiamo con ordine quale è stata la storia dei primi anni di vita dell’associazione.

Attività

La prima attività organizzata dall’Associazione, nata neanche un mese prima, è il San Giorgio realizzato il 7 e 8 maggio 1976 in località Bosco Tagliente presso Velletri, con la partecipazione di 430 fra Lupetti, Esploratori, Guide, Rovers e Capi. Oggi questo può far sorridere, ma è logico che la prima attività organizzata sia per quei Gruppi di Roma e del Lazio che ne fanno parte.

Il 6 maggio 1976 un terremoto sconvolge il Friuli, provocando quasi un migliaio di morti e la distruzione di tantissimi edifici: interi paesi sono rasi al suolo. L’associazione è nata pochi giorni prima, ma si mobilita per quello che può e invia dei Capi e dei Rovers come volontari, i quali operano in collaborazione con gli Scouts di Treviso che non hanno aderito all’AGESCI e che sono già in contatto con la nostra Associazione, nonché con il gruppo di Udine nato un paio di anni prima.

Questo primo servizio aiuta lo scautismo romano, quello trevigiano e quello udinese a collaborare e a consolidare le scelte fatte.

Le prime iniziative e le prime decisioni

L’Assistente Generale, mons. Nobels, ogni martedì celebra la S. Messa con l’intenzione speciale della crescita della FSE e il martedì diventa per tutti il giorno nel quale dovunque ci si trovi ciascuno prega in maniera particolare per l’Associazione.

Una delle prime iniziative è tradurre in italiano e diffondere alcuni documenti della UIGSE-FSE: la “Carta dei principi naturali e cristiani dello scautismo europeo”, il “Direttorio Religioso” e lo “Statuto Federale”. Sono documenti fondamentali, sui cui principi l’Associazione si è basata per dare solide radici al proprio scautismo.

Nel 1976 viene realizzato un fascicolo di presentazione dove, insieme alle motivazioni che hanno portato a fondare l’Associazione, alla Legge e alla Promessa, sono riportati alcuni estratti dei citati documenti federali.

Il Consiglio Direttivo tra le prime decisioni stabilisce il divieto assoluto, per chi vuole essere Capo, di essere impegnato in politica sotto qualsiasi forma. Si nutre il massimo rispetto per chi vuole impegnarsi in politica, ma gli si chiede una chiara scelta: o lo scautismo o la politica. Questo viene fatto per rispetto delle opinioni dei ragazzi e delle loro famiglie e per evitare strumentalizzazioni. I componenti del Consiglio Direttivo negli anni precedenti hanno infatti visto tanti Capi impegnati in politica e nei partiti con risultati più che negativi sotto tanti punti di vista, anche per il coinvolgimento dei ragazzi nelle scelte dei loro Capi.

Solo in occasione della legge che introduce l’aborto il Consiglio Direttivo prende apertamente posizione contraria, ritenendo che non si tratti di una questione politica ma morale.

Ad agosto 1977 viene realizzato il 1^ Campo Mobile Nazionale Rover sulle Alpi Bellunesi e la 1^ Route Nazionale Scolte nei pressi di Assisi. Sono le prime attività nazionali realizzate dall’Associazione.

Norme e regolamenti

Fin dall’inizio si sente la necessità di avere delle chiare norme di riferimento. L’Associazione non nasce dal nulla, perché ha alle sue spalle tutta la lunga esperienza dell’ASCI e dell’AGI, le cui norme costituiscono un importante punto di riferimento.

Dall’aprile 1976 vengono comunque stabilite alcune norme riguardanti le condizioni minime necessarie per accettare un Gruppo (Ente Promotore, almeno una unità funzionante, presenza del Capo Gruppo brevettato, Assistente, sede) e altre norme riguardanti l’iter della formazione dei Capi (1^ e 2^ tempo), la concessione dei brevetti di Capo, ecc.

Viene stabilita una quota di registrazione di lire 3.000, pari a 1,50 euro per ogni unità di un nuovo Gruppo che viene registrato.

Nel 1978 sono approvate le Norme Direttive della Branca Lupetti e quelle della Branca Esploratori, oltre alla pubblicazione del libretto “Il sentiero” per gli Esploratori.

La Branca Guide e quella Coccinelle dovranno attendere invece ancora qualche anno per avere le loro Norme Direttive ed il libretto “In cordata” per le Guide.

Per la Branca Rover e la Branca Scolte ci vorranno invece numerosi anni prima che siano pubblicate le rispettive Norme Direttive (1990).

Rapporti con la Chiesa

Sono gestiti dal Consiglio Direttivo in maniera molto cauta e prudente: vi è infatti il timore che un pronunciamento negativo da parte di qualche autorità ecclesiastica possa bloccare la nascita dell’Associazione. Il Consiglio Direttivo è cosciente che l’Associazione potrà ambire ad avere dei riconoscimenti ecclesiali solo dopo molto tempo e solo dimostrando la validità della nostra proposta, quindi operando seriamente per formare dei buoni cristiani e dei buoni cittadini. Si cerca quindi di lavorare coscienziosamente con i Capi e con i ragazzi, in maniera di avere dei Gruppi e delle Unità validi e ben inseriti, ben accettati ed apprezzati nelle rispettive realtà parrocchiali ed ecclesiali.

I parroci accolgono generalmente con favore i gruppi FSE. Qualche titubanza è dovuta a volte al fatto che non sempre è nota la posizione del Vescovo nei nostri confronti. Allora in ogni Diocesi dove l’Associazione è presente, i responsabili prendono contatto con i relativi vescovi.

Nella maggior parte dei casi l’accoglienza è favorevole, perché il vescovo vede nuovamente riproporre uno scautismo serio, impegnato nella formazione cristiana dei ragazzi, fedele alla Chiesa, che si mantiene al di fuori della politica e ben accetto nelle parrocchie o negli istituti religiosi dove opera.

In alcuni casi il vescovo si dichiara non particolarmente interessato alla nostra iniziativa, mentre solo in un paio di casi il vescovo si dichiara contrario. Tuttavia non accade mai che il vescovo impedisca il funzionamento dei gruppi scout già esistenti, ai quali viene sempre lasciata libertà di azione.

L’UIGSE-FSE

Alcuni Capi italiani sono invitati all’Assemblea Generale dell’associazione francese della UIGSE-FSE che ha luogo ad Athis-Mons, presso Parigi, il 26 e 27 febbraio 1977. Questi Capi rimangono piacevolmente sorpresi vedendo un’assemblea che discute pacatamente e poi approva a larga maggioranza le varie proposte, in maniera ben diversa da quanto accadeva in Italia negli ultimi anni.

Nell’ottobre 1977 l’Associazione riceve a Roma la visita del Commissario Federale, Pierre Geraud-Keraod, che visita alcuni gruppi e incontra i dirigenti italiani ed i Capi del Lazio, riuniti a Roma nell’occasione.

Lo scopo della visita del Commissario Federale è rendersi conto di persona della situazione, perché il mese successivo ha luogo il Consiglio Federale: qui il Commissario propone di accogliere ufficialmente la nostra Associazione nella UIGSE-FSE in considerazione dei buoni risultati e del suo sviluppo promettente, nonché di farla diventare subito membro a pieno titolo della UIGSE, saltando i tre anni di preparazione che sarebbero previsti dallo Statuto Federale.

Di conseguenza i nostri Commissari Generali, Sergio Durante e Francesca Marcheggiano Feder, ricevono ufficialmente l’investitura dal Commissario Federale. A seguito di queste due investiture iniziano le investiture di tutti i Capi italiani brevettati, con la consegna del fazzoletto che all’epoca è blu scuro con il distintivo ricamato a mano.

Contemporaneamente si decide di abolire l’uso per i capi brevettati del fazzoletto grigio-rosato di Gilwell. Per riallacciarsi alla tradizione iniziata da B.-P. vengono mantenuti i tizzoni e il ferma-fazzoletto con il nodo a testa di turco.

L’anno successivo, ad agosto 1978, 1.300 Rovers, Scolte e Capi della UIGSE-FSE effettuano un pellegrinaggio che, dopo alcuni giorni di cammino, raggiunge Lourdes, dove davanti alla grotta delle apparizioni, la FSE si affida alla Beata Vergine Maria.

Nella stessa zona, alcuni giorni prima, si svolgono il 2^ Campo Mobile Nazionale Rover e la 2^ Route Nazionale Scolte della nostra Associazione.

Organizzazione

Il Consiglio Direttivo nel triennio 1976-79 è così costituito:

  • Presidente Arturo Vasta;
  • Assistente Generale Mons. Desiderio Nobels
  • Vice Presidente Vladimiro Serra
  • Commissario Generale Scout Sergio Durante
  • Commissaria Generale Guida Francesca Marcheggiano Feder
  • Segretario Generale Pietro Manetti
  • Tesoriere Generale Franco Franchi de’ Cavalieri
  • Consiglieri Romano Penna e Attilio Grieco.

Dato il rapido sviluppo dell’Associazione, l’Italia viene inizialmente organizzata in tre macro-regioni: il Nord, il cui commissario è Sergio Sorgato, il Centro-Nord, il cui commissario è Aldo Grieco, il Centro-Sud, con Franco Puppini. Incaricato delle forniture è Sergio Sorgato, per la stampa e le pubblicazioni Attilio Grieco e Augusto Ruberto, per Scout d’Europa Marcello Cristofani, per l’assicurazione contro gli infortuni Piergiorgio Berardi, per le Pubbliche Relazioni Romano Penna.

In questi anni le strutture associative sono gestite in maniera flessibile basa molto sul buonsenso, cercando di coinvolgere le persone sulla base delle loro capacità e non del loro ruolo, con un rispetto quindi molto “elastico” delle competenze dei vari organi associativi.

Il Consiglio Nazionale, data la dimensione dell’Associazione, nel primo periodo è formato da Capi Gruppo e Vice Capi Gruppo. La sua prima riunione ha luogo nel dicembre 1978 e in essa sono approvate in maniera provvisoria le Norme Direttive, poi confermate l’anno successivo.

Nel 1979 si svolge la prima Assemblea Generale a Gallicano nel Lazio, con una quarantina di persone riunite in una sala intorno ad un caminetto per parlare del presente e del futuro dell’Associazione.

La sezione femminile

Le tre Branche maschili iniziano da subito il loro sviluppo con molta energia, mentre per le tre Branche femminili ciò avviene più lentamente. Ad aprile 1976 sono presenti nell’Associazione solo 2 Riparti Guide, 2 Cerchi di Coccinelle ed un Fuoco. Queste unità sono affidate a Capo brave ma ancora giovani, che non hanno un’esperienza tale da poter lanciare e gestire la Sezione Femminile in tutta l’Associazione. Vi sono però numerose richieste di aprire Unità femminili, sia da parte dei gruppi fondatori dell’associazione, sia da parte di nuovi Gruppi che si stanno formando.

Le difficoltà incontrate dalla Sezione Femminile sono tante: in quegli anni il contesto sociale è tutto proiettato verso una rivendicazione del femminismo che non aiuta l’idea associativa della specificità femminile, propendendo piuttosto per un appiattimento ed un’omologazione dei due sessi.

I dirigenti cercano di non interferire con la Sezione Femminile. Vogliono che sappia trovare da sola la propria strada per essere autonoma, con proprie caratteristiche e specificità e non sia una copia della Sezione Maschile.

Si procede per ciò lungo due direzioni: si inizia con il recupero di Capo ex AGI che possano riproporre il Guidismo. Tra queste in particolare Anna Signorini Bertolini, già Commissario Nazionale AGI, che nonostante i suoi impegni familiari molto generosamente e con spirito di servizio mette le sue esperienze e conoscenze a disposizione di tante ragazze e anche di mamme piene di buona volontà. Con lei anche altre Capo ex AGI come Marilena Labella.

Una delle prime iniziative realizzate dalla Bertolini, insieme a padre Vittorio Lagutaine, è un corso informativo per “Allieve Capo Guide”, al quale partecipano una quindicina di Capo e future Capo. Il corso, che inizia a novembre 1976 a Roma presso il Magistero Maria Assunta, si articola in riunioni settimanali nelle quali Anna alterna la teoria e i principi del Guidismo con giochi, canti e attività pratiche di tutti i tipi.

La seconda direzione riguarda il gruppo guide di Treviso, che conta 4 Riparti, 2 Cerchi e 1 Fuoco. Questo gruppo, guidato per anni da Anna Feder Piazza, può contare su un gruppo di Capo ben formate, che assumono gli incarichi per le tre Branche femminili.

Fin dall’inizio viene stabilito un forte legame e collaborazione tra il Guidismo romano e quello trevigiano, che insieme e per anni guidano la Sezione femminile.

I rapporti con l’AGESCI

Con l’AGESCI i rapporti sono burrascosi per tutti i primi anni e tali rimangono fino alla metà degli anni ’90, quando finalmente diventano più distesi e fraterni. Nel 1976 infatti l’AGESCI non accetta assolutamente la nascita della nostra Associazione, che vede come una scissione, mentre ciò non è vero: la maggior parte dei Gruppi sono vecchi gruppi ASCI o AGI mai entrati nell’AGESCI o sono gruppi di nuova fondazione.

L’Associazione evita infatti di spingere Gruppi scontenti ad abbandonare l’AGESCI e cerca invece di recuperare quei Capi che hanno abbandonato lo scautismo a causa dei problemi dello scautismo in quegli anni, invitandoli a fondare nuovi Gruppi che nascano direttamente come FSE.

Ma ciò non basta, perché l’AGESCI in quel periodo attua una politica di sistematica denigrazione verso l’Associazione, anche attraverso un documento di una dozzina di pagine, denominato “Dossier Scout d’Europa”, contenente numerose inesattezze contro l’Associazione e la UIGSE-FSE tutta.

A questo documento l’Associazione replica con un “controdossier”, preparato da Augusto Ruberto e Attilio Grieco, dal titolo “A proposito del dossier Scout d’Europa”, a uso dei propri capi e per opportuna informazione anche ai Vescovi.

In questo frangente risulta decisivo il ruolo dell’Osservatore Romano, che ai primi di settembre 1976 pubblica una serie di articoli favorevoli all’Associazione, controbilanciando presso i vescovi e i Parroci l’impatto negativo del “dossier” AGESCI.

I Campi Scuola

I primi si tengono dal 30 ottobre al 4 novembre 1976 a Montegemoli di Pomarance, presso Volterra, in Toscana, per le Branche Lupetti, Coccinelle, Esploratori e Guide. Per questi campi scuola (tutti di Primo Tempo) Francesco Piazza, Capo trevigiano, compone un canto ancora oggi molto cantato (“È segnata la mia strada”).

La partecipazione è ampia, con circa 180 persone tra allievi e staff. Tutti rientrano a casa con una fortissima carica, entusiasmo e voglia di fare. I 4 Campi Scuola in conclusione sono un vero e proprio successo per l’Associazione, alla cui crescita e consolidamento contribuiscono enormemente.

Nel 1977 e nel 1978 i Campi Scuola si tengono a Norma in provincia di Latina, per poi spostarsi nel frusinate.

Nel 1977 iniziano i primi campi scuola di Secondo Tempo per le Branche Lupetti, Coccinelle, Esploratori e Guide.

Nel 1978 iniziano i campi scuola di Secondo Tempo per le Branche Rovers e Scolte, che non effettueranno campi di Primo Tempo fino a metà anni 90. Fino ad allora al posto di un Primo Tempo Rover o Scolte si è costretti a frequentare un Primo Tempo di altra Branca.

Rispetto all’ASCI, che realizzava campi scuola di 3 o 4 giorni, l’Associazione decide di allungare i Primi Tempi ad una settimana, con l’obiettivo di curare più a fondo fin dall’inizio la preparazione dei futuri Capi.

Alcuni dati

Al primo censimento, effettuato nel 1977, risultano censiti 2.690: in un anno l’Associazione ha quintuplicato i suoi membri.

Nel 1977 le quote dei censimenti sono di 3.000 Lire per i ragazzi (1,50 Euro) e di 5.000 Lire (2,50 Euro) per i Capi. È una scelta di semplicità, essenzialità e sobrietà per venire incontro alle famiglie meno abbienti e come stile di gestione associativo,

Sempre nel 1977 esce il primo numero di Scout d’Europa, giornale per Esploratori e Guide (oggi Tracce), che reca al suo interno un inserto per Lupetti e Coccinelle denominato Famiglia Felice, prototipo dell’attuale rivista, autonoma dal 1983.

A giugno 1977, in occasione dei primi Campo Mobile e Route Nazionali, esce il primo numero di Carnet di Marcia.

A dicembre 1978 esce il primo numero di Azimuth.

Conclusione

Chiudiamo qui questo racconto di un’avventura iniziata 40 anni fa da alcuni Capi, che non avevano molti mezzi materiali ma erano ricchi di una grandissima fede nell’aiuto del Signore e nella validità di uno scautismo fedele al Magistero della Chiesa e agli insegnamenti di Baden-Powell.

La storia associativa è proseguita fino ad oggi e tutti ci auguriamo che, con l’aiuto del Signore, proseguirà ancora per molti e molti anni nella fedeltà agli ideali dei fondatori.