La scrivania di Einstein

Stefano Bertoni

In quelle di Steve Jobs e Albert Einstein regnava il caos. Agata Christie ne aveva una ordinatissima … E’ la scrivania1

È molto divertente addentrarsi nelle teorie che si interrogano sul confronto ordine/disordine e notare che da diverso tempo molte di queste paiono convergere su un punto: le persone disordinate sono spesso le più creative.

Stando agli esempi di solito vengono riportati, la prima sensazione che dovremmo provare entrando in talune sedi scout è che siamo senza dubbio di fronte ad un’esplosione di genialità!

Le persone disordinate sono le più veloci a risolvere problemi, mentre il minimalismo uccide la creatività”: le affermazioni dei ricercatori della Northwestern University ci spingono ad ammirare in religiosa contemplazione alcuni angoli di squadriglia o Tane pensando alle dimensioni della creatività che stiamo mettendo a disposizione della società.

Negli ultimi anni un testo di Steven Johnson “Da dove vengono le buone idee2 ha avuto un notevole successo: a partire da esperimenti di neuroscienze effettuati da Robert Thatcher, emergerebbe che la creatività è caotica. Le idee avrebbero la necessità di “spaziare” e di entrare letteralmente in collisione con altre idee per dare luogo alla scintilla creativa.

In tutti questi inni alla fertilità del disordine c’è però sempre qualcosa che lascia un certo margine di perplessità: come mai i geni citati sono sempre un’esigua minoranza della popolazione e i soggetti disordinati sono una percentuale molto più elevata?

Al di là della provocazione possiamo anche legittimamente pensare che un pizzico di anarchia in una sede scout può anche non guastare: in fin dei conti l’ordine maniacale potrebbe anche far pensare a luoghi dove di attività ce n’è molto poca. Il discorso però cambia quando invece il caos regna sovrano e le teorie sopra citate paiono di dubbia applicabilità.

Apro una pagina internet di un gruppo scout dove in chiave ironica si affrontano questi argomenti: “in natura niente è più veloce come il processo di trasformazione di una matassa di corda in un groviglio informe” e “non far capire ad una matassa di corda che hai fretta”. Sicuramente prima o poi abbiamo dovuto fare i conti con questi principi “scientifici”. Pur senza statistiche certe, l’esperienza parrebbe indicare che con la “teoria del groviglio inestricabile” si fa i conti a pochi secondi dall’inizio di un’attività in cui quella corda è fondamentale: seguono solitamente “gentili” pensieri rivolti a chi non ha messo a posto l’ultima volta.

La tenda di squadriglia è il centro di gravità del disordine universale”: la riprova di questo a mio avviso risiede nel fatto che molti capi testimoniano come sia immancabile la scena al quadrato di un campo dove alla domanda: “perché c’è gente senza il fazzoletto”? segue “Era in tenda ma non lo trovo più” (teniamo sempre presente che chi risponde spesso non mente perché il fazzoletto potrebbe rispuntare dentro una pentola o… da sotto la tenda!).

Nessuna carta topografica si piega due volte nello stesso modo”: assolutamente vero! Purtroppo nelle carte mal riposte e piegate male spesso si creano dei buchi: è di tutta evidenza che i capi riparto quando stabiliscono le coordinate hanno studiato minuziosamente le suddette carte per far cadere il punto assegnato esattamente sul foro o sul pezzo rovinato delle stesse. Naturalmente il tutto ha l’alta funzione metodologica di vedere come i ragazzi se la cavano con una difficoltà supplementare!

Senza la pretesa di confutare teorie anche interessanti sul legame disordine/creatività teniamo sempre presente che non tutto il disordine è creativo. Nel caso di una sede scout un eccesso di anarchia e di caos non è probabilmente il migliore biglietto da visita: pensiamo a quel genitore che magari vi entra per la prima volta e si trova di fronte a spettacoli non troppo edificanti.

E’ utile rimarcare come mettere in ordine non è qualcosa che si fa dopo l’attività, ma è una parte dell’attività. Partendo dal lupetto e dalla coccinella si può sempre sottolineare come è meglio trovare subito la palla per avere più tempo per giocare, piuttosto che perderlo perché non ci ricordiamo dove l’abbiamo messa.

Nel prosieguo della vita lo stesso ragazzo potrebbe ad esempio imparare come sul lavoro l’ordine aiuta a prevenire il conflitto con il nostro vicino di scrivania!

E se poi qualcuno volesse ritrovare la bellezza dell’ordine ritorniamo alla Genesi, la più bella immagine di come il Sommo Creatore dal caos primitivo mette in ordine le cose e dà inizio alla meraviglia del mondo: “Vi sia la luce”. E Vi fu luce. E Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalla tenebra…..Vi sia un firmamento in mezzo alle acque che tenga separate le acque dalla terra… E fu sera e fu mattina”.

1 Articolo di Irene Maria Scalise, Scrivanie, inno al caos, in Repubblica, 27 febbraio 2016

2 Steven Johnson, Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell’innovazione, Biblioteca Universale Rizzoli, 2011

Pubblicato in 2/2016, Preparati a Servire