Sarò una Guardia Svizzera!

Il Giuramento da Guardia Svizzera di Jean Launay Il Giuramento da Guardia Svizzera di Jean Launay

Jean Launay è nato il 2 giugno 1988, è entrato nel 1996 nel Gruppo FSE Saint Brieuc 5°, dove è stato Lupetto, Esploratore, Rover, Aiuto Capo, Capo. Poco più di un anno fa Jean Launay è entrato a far parte della Guardia Svizzera a Roma. Ma ascoltiamo il racconto di Jean.

I miei genitori erano (e sono sempre) abbonati alla rivista Famille Chrétienne. Insieme ad ogni numero vi era una pubblicazione riservata ai bambini nella quale erano raccontate le storie dei grandi Santi (S. Luigi, S. Giovanna d’Arco, S. Martino, eccetera) e anche la storia della Chiesa Cattolica. Leggendo un articolo sulla Guardia Svizzera Pontificia, dissi ai miei genitori: «Voglio essere una Guardia Svizzera!».
Non ne parlavo molto con gli altri, ma ho consolidato in me questa idea e ciò che essa rappresentava. I miei genitori mi hanno sempre trasmesso l’importanza della dedizione agli altri e quindi per amore della mia fede cattolica, delle sue tradizioni, delle mie radici svizzere, in maniera naturale ho avuto il desiderio e il bisogno di impegnare in maniera concreta la mia fede su questa terra e di mettere simbolicamente le mie mani nelle mani del successore di San Pietro, il Papa.
L’idea dell’impegno meriterebbe di essere meglio approfondita in questa nostra società moderna. È per questo che noi Scouts abbiamo l’impegno della Promessa, che consente ogni giorno a Cristo di lavorare sui nostri cuori e renderli più santi.
Il giuramento della Guardia Svizzera ha tutta la grandezza della Promessa Scout, è un dono totale della propria vita al servizio del Santo Padre e della Chiesa Cattolica. L’ideale del cavaliere che si mette al servizio degli altri mi è stato trasmesso negli Scouts e sostiene il mio impegno di Guardia.
Per divenire Guardia Svizzera occorre innanzitutto avere il profondo desiderio di servire il Papa e ciò che egli rappresenta. Occorre poi essere di nazionalità svizzera, cattolico, celibe, con un diploma di scuola superiore, avere il giudizio favorevole del proprio parroco, avere un’età fra i 19 e i 30 anni, essere alto almeno m 1,74, avere fatto il servizio militare in Svizzera, accettare un ingaggio di almeno 2 anni.

Io ho presentato la mia domanda di ammissione e, dopo una prima selezione, a Lucerna ho avuto un colloquio con il Cappellano della Guardia e con il Comandante. Non è stato un colloquio come quelli per l’assunzione in un’azienda. No, a Lucerna il Comandante e il Cappellano desiderano sapere se il tuo impegno è profondo e se ti impegni conoscendo pienamente i doveri e gli obblighi delle Guardie Svizzere.
Poi, una volta arrivato a Roma, ho iniziato 5 settimane di addestramento attraverso dei corsi di italiano, di autodifesa, di tiro, esercizi di maneggio dell’alabarda, marcia al passo, eccetera. E naturalmente il Cappellano ci accompagna spiritualmente e ci insegna la catechesi della Chiesa Cattolica. Tutta questa formazione non si ferma con l’inizio del servizio attivo, ma continua, con un ritmo meno sostenuto, nei tempi liberi dal servizio.

Le mie giornate sono sempre di grande intensità. Ma non rimpiango nulla. Certo, la vita militare ha i suoi obblighi, i suoi lati difficili, certamente la lontananza dai propri cari non è sempre facile. Ma questo è fare una scelta e impegnarvisi. Gli obblighi allora non hanno più importanza in rapporto all’onore e alla gioia di essere qui e, ancora più importante, si acquista un sentimento di libertà che rende felici.
Il servizio offre la possibilità di muoversi nel palazzo apostolico che risale al XVI secolo, spesso da soli, in silenzio, talvolta di notte. La nostra società fugge il silenzio e la solitudine mentre qui è il nostro quotidiano. Vi riscopriamo e vi impariamo cosa significa vita interiore. Anche questa esperienza merita di essere vissuta.
E viceversa, a volte dobbiamo essere ad un ingresso del Vaticano dove la folla dei turisti si accalca e allora dovete padroneggiare 3 o 4 lingue per orientare, consigliare, salutare le migliaia di turisti, di sacerdoti, di vescovi che vengono qui ogni giorno.

Durante il mio primo mese di formazione come recluta quale fu la mia sorpresa quando il Santo Padre Benedetto XVI diede le sue dimissioni! Eravamo venuti per lui, per servirlo ed ecco che invece stavamo per vivere un Conclave!
Benedetto XVI si ritirava lasciando alla Chiesa Cattolica una grande eredità di fede e la Guardia Svizzera era lì per ringraziarlo. I suoi scritti sono giusti e profondi e anche facili da leggere. Invito tutti a leggere almeno una Enciclica di questo Papa, così poco conosciuto e di cui molto spesso i media hanno deformato il pensiero.
Al termine del Conclave ero di servizio e ho sentito nettamente: “Habemus Papam”!
Dal mio posto di guardia non potevo vedere il balcone che dà sulla Piazza San Pietro, dove il nuovo Papa appariva per la prima volta al mondo intero. Ho sentito solo l’immenso clamore della folla sulla piazza quando ha ascoltato queste parole e quando il Papa si è fatto avanti sul balcone. Era straordinario. Ci guardavamo fra noi silenziosi, ma esaltati da quel momento storico.

liberamente tradotto e adattato da www.agse-cotesdarmor.fr a cura di Attilio Grieco

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