Incontro nazionale dei Commissari e Vice Commissari di Distretto Un lavoro di squadra

Comuni a tutti sono stati i volti sereni ed ancora un po’ abbronzati. Per il resto potevi cogliere gioia sincera nello sguardo di chi è ormai un veterano di queste occasioni e rivede con entusiasmo amici che vivono in altre parti d’Italia, e un sorriso incerto, ma pronto ad aprirsi in uno ben più ampio alla vista di un volto noto, nell’espressione di chi invece affrontava un incontro di questo tipo per la prima volta. Di certo aiutava il neofita la conoscenza del luogo, la nostra Base Scout a Soriano, il clima piacevole di una serata di fine settembre, nonché l’atmosfera immediatamente amichevole e fraterna che ha consentito a commissari e vice commissari di mettersi letteralmente in gioco. Già, perché si è aperto così l’Incontro nazionale di Commissari e Vice Commissari di Distretto: un semplice cerchio di benvenuto ed un gioco divertente, ma preparato con criterio, in modo da formare pattuglie effettivamente equilibrate. La scattante prestanza fisica stimolata dal gioco della bandierina, la disinvolta conoscenza del Morse e delle canzoni di tradizione scout (l’ironia è d’obbligo!) hanno consentito di formare in tempi rapidi i gruppi di discussione, incaricati di fare il punto della situazione dei distretti e di presentare le nuove programmazioni. Sotto il coordinamento dei Commissari Regionali, potevi così farti una chiara idea di come le differenze, anche solamente fisiche (estensione del territorio, vie di comunicazione, distanza tra i vari gruppi) di un altro contesto regionale condizionino l’attività e l’organicità di un distretto. È indubbiamente più facile riuscire a fare delle buone attività se la massima distanza tra i tuoi gruppi è 50 km di autostrada o di pianura! Ma potevi anche apprezzare il lavoro di chi, pur a 500 Km di distanza dalle tue terre, condividendo più o meno le tue stesse condizioni ambientali, lavora forse con più costanza e rigore di quanto non sia abituato tu. Oppure potevi anche trovare conferma alla validità delle tue proposte nello sguardo interessato e partecipe degli altri che ti ascoltavano o dalle domande che ti ponevano, nel sincero tentativo di capire come fai una determinata cosa e se può risultare valida anche per lui o lei. E sì, stiamo parlando di un discreto numero di “lei”; infatti la componente femminile, per ferrea volontà della nostra Commissaria Generale e delle valide persone che la sostengono, non è stata affatto accessoria  e minoritaria. Non è più una rarità avere una Commissaria di Distretto e, una volta tanto, la presenza delle Vice Commissarie si è vista e sentita. Anzi, la componente femminile ha avuto anche modo di ritagliare un momento per sé, per considerare e puntualizzare il valore della specificità di genere e dimostrare come, condividendo i pesi, sia possibile anche per una donna sostenere incarichi di questo tipo. Le occasioni di confronto non si sono esaurite al primo giorno dell’incontro, ma sono continuate il giorno successivo: di notevole interesse l’incontro con Silvia e Massimiliano, della Segreteria Nazionale, che hanno messo in evidenza le corrette procedure per tutte quelle mansioni che competono ai Commissari, rispondendo alle domande dei presenti e chiarendo ai dubbiosi e ai perplessi la logica che sta dietro alla modulistica. Non meno coinvolgente l’incontro con i responsabili delle seconde branche, che hanno così illustrato lo stato dell’arte per l’Eurojam e hanno chiarito le motivazioni che li hanno portati a fissare determinati paletti. La possibilità di incontrare Fabio e Manuela e di dialogare con loro ha consentito di affrontare quei casi specifici che avevano bisogno della presenza di tutte le parti interessate per ottenere una rapida soluzione. La medesima logica, ossia quella di consentire ai responsabili delle realtà locali di  dialogare con i responsabili a livello nazionale, era alla base dell’ultima ed importante occasione di confronto offerta da questo incontro: il question timecon i Commissari Generali e quelli alle Branche, tutti presenti o degnamente sostituiti. L’intero Commissariato Nazionale si è posto così a servizio e a disposizione dei responsabili di distretto, rispondendo, per quanto possibile, agli interrogativi di ciascuno. Trovandoti lì, in quel cerchio di fazzoletti quasi tutti azzurri, non potevi fare a meno di pensare che quella che ci era stata offerta era stata davvero un’occasione ghiotta per la crescita ed il tuo benessere di capo, del tuo distretto e dell’intera Associazione… insomma, nel trovarti lì, potevi davvero tornare a casa con un bel po’ di “ peso” in più nello zaino. Il tentativo di “accorciare la filiera” tra Commissari di Distretto e Commissari Generali (passando per i Commissari Regionali “rinnovati”) e quella di collegarli al lavoro delle branche ci pare riuscito. C’è ancora molto da fare, ma la strada per rendere l’Associazione sempre più coesa e vicina ai Gruppi è ben intrapresa.

Andrea Stabile e Tullia Di Addario Distretto Roma Est

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