Una grande CACCIA

In cucina, nonna Teresa stava stirando, avevo tra le mani un’automobilina gialla e mi chiese cosa avrei voluto fare da grande. La risposta venne subito: Akela! Ora a 48 anni, con i giocattoli dei figli in mano, ripenso ancora agli anni passati al Branco Stella Polare e, ringraziando il Signore per quel bel regalo, gli chiedo di darmi una mano in questa grande Caccia. A parte dei brevi servizi in Clan e da Capo Gruppo del Treviso 9, oltre ad aver giocato come Vice Commissario Generale Scout nello scorso triennio, ho avuto la fortuna di essere Vecchio Lupo dei miei Lupetti divenuti Akela e di avere, tra di loro, due Capi Gruppo. Così succede quando si ha la Grazia di essere Akela per quasi due lustri. Sempre vicino ad Akela d’Italia, sono stato per un triennio come Vice e prima per una decina d’anni tra Akela di Distretto e di Regione. Dal 1988 in staff dei Campi Scuola e dal 1991 in Pattuglia Nazionale.
La mia Caccia è da 15 anni a fianco di Carla e tre figli di Terra: Matteo (13 anni), Davide (4) e Marco (2) e due figlie di Cielo: Irene e Chiara ora sulle ginocchia del Padre. Sono onorato di poter servire la comunità di Casier, dove viviamo, come bibliotecario. Qui abbiamo sviluppato degli interventi di promozione della lettura con lo scopo di rendere i cittadini più  protagonisti della propria vita. Mi lasciate dirlo? La mia vita è proprio una Caccia, tosta, sotto tutti i punti di vista. Akela sta a significare colui che è solo, ma questo succede nel Branco di Lupi di Seeonee. Sappiamo che Akela degli uomini non può mai essere solo. E così mi sento in ottima compagnia. Percepisco un flusso unico che parte dalla tradizione di Gilwell Park e che grazie ai miei predecessori nel lupettismo cattolico, è proseguito nei Vecchi Lupi della nostra Associazione con i quali ho avuto la Grazia di cacciare. Se da una parte questa lunga storia ti fa sentire come un nano sulle spalle dei giganti, dall’altra ti permette di  apprezzare un bagaglio non solo metodologico ma soprattutto di Fede. Fissando lo sguardo si riesce a intravedere una lunga via, che parte molto lontano e che si perde nell’orizzonte della Salvezza. Il passato è strettamente legato al nostro futuro perché nessuno è un solitario, ma ce ne facciamo carico sostenuti da quei vincoli fraterni che permette ai Vecchi Lupi d’Italia di rimanere sempre all’erta e in Caccia chiunque sia il Capo del Branco.
La ricchezza che è la Branca Lupetti e la Pattuglia Nazionale che ne è il motore, mi si sono figurate, in questi giorni di inizio Servizio, come un melograno. Quando si spacca, mette a disposizione i suoi succosi semi insieme dolci e aciduli. Sogno che sempre di più la ricchezza della Branca Lupetti – come i semi del melograno – possa divenire propria di tutti i Branchi del nostro Paese, come una cascata che trae la sua forza dai salti che compie tra le rocce: dai Vecchi Lupi d’Italia che si affacciano alle varie realtà Regionali e si fanno prossimi ai Vecchi Lupi di Distretto e finalmente ai Consigli di Branco.
Così ci si continui a sentire tutti sotto la stessa Legge, la Legge del Branco ma soprattutto del Padre, perché  sappiamo che Il Lupetto ascolta il Vecchio Lupo e abbiamo bene in mente qual è l’unico e vero Vecchio Lupo!

Giuliano Furlanetto  Commissario Nazionale Lupetti

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