La nostra conoscenza con le Coccinelle italiane, Un insolito viaggio a Roma

“Spero che tutto ciò che abbiamo
imparato in questi incontri saremo in
grado di portarlo con noi in Bielorussia”
(Marina Harashevich)
“Спадзяюся, што ў хуткім часе ўсё,
чаму мы навучыліся на гэтай
сустрэчы мы зможам здейсніць у нас
на Беларусі”. (Марына Гарашэвіч)

Il mio sguardo torna un po’ indietro… La mia prima conoscenza con il metodo Coccinelle è avvenuta l’inverno scorso (gennaio 2012, ndr), quando due Capo italiane sono venute in Bielorussia per condividere con noi la loro esperienza e competenza circa questo modo di lavorare con le bambine. Sono stati tre giorni incredibili, durante i quali Alessandra e Angela hanno fatto il possibile per presentarci questa nuova pedagogia. Anche se non c’era tanto tempo a disposizione per raccontarci tutto, sono riuscite a trasmetterci le idee principali ed i momenti fondamentali del metodo.
Al termine dell’incontro a Minsk si era deciso che il nostro prossimo appuntamento sarebbe stato in Italia. Era importante per noi essere proprio li, non solo per ascoltare, ma anche per vedere in pratica come viene vissuta questa pedagogia per noi tutta nuova. E finalmente il momento è arrivato. Io e Anna (la futura Capo Cerchio di Grodno) abbiamo acquistato i biglietti per Roma, dove abbiamo potuto conoscere più da vicino il metodo Coccinelle. I tre giorni che abbiamo passato a Roma, sono stati davvero preziosi per noi e per questo siamo davvero riconoscenti verso Alessandra, Angela e tutti coloro abbiamo incontrato a Roma. Incontrare queste persone nuove, conoscere il paese e le sue tradizioni hanno lasciato in noi un senso di completezza e una comprensione  più profonda dell’Italia e dei suoi abitanti. Particolarmente preziosa è stata la partecipazione alle attività dei Cerchi italiani. L’aiuto che ne è venuto non è stato tanto l’aver conosciuto tutto del metodo, ma soprattutto l’opportunità di vedere come questo metodo viene utilizzato e messo in pratica. Solo avendo ascoltato la presentazione teorica del Metodo e fatto un paio di attività di “apprendimento”, mi sono resa conto del valore incredibile di questa pedagogia. Essa aiuta ad educare e formare le bambine, contribuisce al loro sviluppo e alla crescita spirituale. L’avventura, che è presente quasi in ogni attività, dà alle ragazze la possibilità di provare le proprie forze e competenze. Questo ricco programma di incontri ci ha permesso non solo di conoscere il lavoro delle Capo di Branca Coccinelle, ma anche di vedere un po’ più da vicino lo scautismo italiano nel suo complesso. L’esperienza vissuta ancora una volta ci ha convinto che non è solo un hobby o un’attività che si esaurisce in un’ora alla settimana, ma lo scoutismo è la vita, e da più di cent’anni porta piacere e gioia. Tutto questo sarebbe stato difficile da capire senza Julia, la nostra traduttrice. Julia ha lavorato con una dedizione così piena, che al termine di ogni nostro incontro scherzavamo sul fatto che lei, pur non essendo scout, sarebbe già in grado di lavorare con le bambine secondo il Metodo Coccinelle. I tre giorni “italiani” sono passati rapidamente. Dopo un paio di giorni dal nostro rientro a Minsk, abbiamo condiviso con altri Capi le nostre impressioni, raccontando a tutti delle diversità delle tecniche e dei metodi, dell’ospitalità della gente, delle bambine e della loro originalità e dello Scautismo, come lo abbiamo conosciuto in Italia. Spero che tutto ciò che abbiamo imparato in questi incontri saremo in grado di portarlo con noi in Bielorussia.

Marina Harashevich Minsk (Belarus)

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