L’uscita di spiritualità

“Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno”.
Ricorderete tutti abbastanza facilmente il passo del Vangelo di Luca da cui è tratta questa frase.
È uno di quei brani che a noi capi Scout, in modo diverso in base all’età e all’esperienza, spesso ritorna in mente, insieme ad altre domande legate alla qualità del nostro servizio e agli orizzonti verso cui indirizziamo la nostra vita. Organizzare, preparare, valutare, il nostro servizio quotidiano è spesso coniugato insieme a questi verbi… ma quando riusciamo a fermarci…?
C’è un tempo per noi cristiani in pantaloncini corti in cui possiamo smettere di “agitarci” per le troppe cose da fare?
Dovremmo cercare assiduamente le occasioni per immergerci nel silenzio e nella preghiera, per ri-sintonizzarci su quei canali che danno il senso alla nostra vita, ognuno secondo la propria responsabilità e il ruolo che ricopre (Capo Unità, Capo Gruppo, Commissari…).
Un’occasione per raccoglierci in meditazione e ricaricare le batterie “spirituali” è l’uscita di spiritualità, che in contemporanea è stata organizzata dalle Regioni associative il 14 e 15 settembre. Questo incontro, che nelle intenzioni
del Commissariato Nazionale sarà ripetuto ogni anno, nasce proprio da questa esigenza: l’ascolto della Parola di Dio all’interno di un contesto associativo di ampio respiro come lo è quello regionale. In fondo l’uscita di spiritualità ci permette di ricordare a tutti noi l’importanza di una vita di servizio “sostenibile”: Imparare a staccarsi (anche dal proprio lavoro e dai propri impegni) e trovare il tempo (il tempo buono!) per ascoltare la voce dello spirito che ti parla.
Il rischio infatti è quello di essere coinvolti in un servizio che si trasforma in puro attivismo, fine a se stesso, così come l’opposto, il prendersi cura in modo eccessivo della propria spiritualità, può diventare un alibi per trascurare i propri
doveri familiari e sociali. Allora prepariamo il nostro zaino: mettiamo dentro tutto ciò che serve e lasciamo a casa il superfluo: l’insegnamento di Gesù nel brano del Vangelo di Luca ci da delle utili indicazioni per un sano equilibrio
tra il nostro servizio (ma anche il nostro lavoro e le nostre passioni) e il rapporto con Gesù in una successione ritmica simile al battito del cuore (sistole e diastole… contrazione e rilassamento) in cui non è dato sapere (ed in fondo
non è nemmeno importante) cosa vien prima e cosa viene dopo.

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